Il potere di Sailor Moon risiede nella tolleranza, nella solidarietà e nell’amicizia

Sailor Moon è stato il primo manga che ho acquistato nella mia vita. In edicola era in alto, sopra al gabbiotto dell’edicolante, tra le riviste porno assieme agli altri fumetti giapponesi. Tanto che mia madre mi proibì per un anno di comprarlo perché per associazione anche Sailor Moon doveva essere “osé” (usò proprio questa parola che da piccola non avevo mai sentito). Fu grazie alla combattente che veste alla marinara che scoprii gli shojo manga (fumetti per ragazze) ed il meraviglioso mondo del Giappone. Fino ad allora avevo guardato con passione inconsapevole i cartoni animati giapponesi (anime) iniziando con I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero, Lady Oscar, Georgie, È quasi magia Johnny, Il grande sogno di Maya, Mila e Shiro, Mimì e la Pallavolo. Sailor Moon però combatteva per salvare il mondo con stupendi abitini e accessori dai mille colori insieme alle guerriere Sailor ed il suo cartone era diventato presto il mio preferito grazie alla dritta di una mia amica di spiaggia. Anche mia madre lesse l’opinione della psicologa Vera Slepoj sulla quinta serie di Sailor Moon, secondo la quale avrebbe compromesso la sessualità dei bambini maschi in particolare. Provò a vietarmene la visione ma non so come la convinsi che non c’era nulla da temere, probabilmente argomentando che dato che ero già femmina non mi riguardava. E pensare che molti miei amici maschi lo guardavano perché nelle trasformazioni le sailor erano nude! Nel frattempo io leggevo il manga di Sailor Moon che era molto più “adulto” rispetto alla serie e sapevo a cosa si riferisse la psicologa. Il tipo di relazioni nel fumetto non erano quelle a cui ci abituavano i film degli anni Novanta. Perciò soprattutto all’inizio nel leggere queste sequenze in bianco e nero dove i personaggi avevano una libertà d’azione maggiore rispetto a Topolino mi sembrava di assaporare qualcosa di proibito. Non c’era nulla di pornografico, solo baci ed infatuazioni con persone dello stesso sesso, sia maschile che femminile. Il fumetto appartiene alla categoria degli shojo per ragazze quindi per codificazione non mostra scene di sesso spinte (ci sono eccezioni passate e moderne ovviamente). Comunque sia, sono sempre stata convinta che un cartone o un fumetto non possano risvegliare nulla che già non ci sia dentro di noi.

La mia collezione di Sailor Moon edito dalla Star Comics in Italia, Kodansha in Giappone

Il coniglio della Luna. Di questi tempi, ci vorrebbe più di una Sailor Moon, persone capaci di un amore sconfinato che salvano il pianeta dalla catastrofe. Perché il coronavirus sembra non aver insegnato nulla al genere umano. Nel manga Bishoujo Senshi Sailor Moon (La bella ragazza Sailor Moon) la minaccia proveniva dagli “alieni” che volevano impossessarsi della Terra e del regno della Luna (Silver Millennium) attraverso morte e distruzione. I personaggi sono mortiferi, più belli sono più decadenza nascondono, e vogliono il potere della combattente alla marinara perché guaritore. La storia creata da Naoko Takeuchi non è inventata di sana pianta ma trae ispirazione da un mito asiatico molto antico, quello del “coniglio della Luna” (tsuki no usagi in giapponese, Usagi Tsukino è il nome e cognome di Sailor Moon). L’originaria leggenda cinese risalente al 453 a.C. parla di una lepre (i conigli furono introdotti più tardi) chiamata anche di “giada”, la pietra più nobile per il Taoismo: è il compagno inseparabile della dea della Luna Chang’e e pesta in un pestello l’elisir di lunga vita. La credenza deriva dal fatto che i segni scuri distintivi della faccia visibile lunare fossero simili ad un leporide. Può essere visto chiaramente nel giorno di metà autunno (celebrazione asiatica) o il 15 agosto. Mamoru (Marzio) e Seya chiamano spesso Usagi, “odango-atama” (testa di odango) per le sue due crocchie bionde ai lati del capo molto simili agli gnocchi di riso bianco, tsukimi dango, mangiati durante il festival sopra nominato (l’autrice però dice che si è ispirata all’acconciatura corta in stile cinese che portava a scuola). Il coniglio era simbolo di lunga vita, si poteva trovare sugli abiti degli imperatori, ed è forse per questo che la principessa Serenity vive così a lungo. Una delle leggende più famose, sentita particolarmente da Beijing che gli ha dedicato una festa, è quella del Signor Coniglio che fu inviato da Chang’e in città sotto forma di donna per placare una pestilenza portando medicine. Queste fecero talmente effetto che gli abitanti lo sommersero di doni, ma l’animale preferiva indumenti e andava in giro vestito sia da donna che da uomo. Diversi attacchi di Sailor Moon coinvolgono il potere di guarigione, soprattutto nell’anime.

Chang’e con Yue Tu (coniglio della luna in cinese)

Gender ed orientamento sessuale. Il manga e l’anime di Sailor Moon sono due prodotti nettamente distinti tra loro, pure nello svolgimento della trama. Il fumetto è molto più libero dell’adattamento TV. Tutti i personaggi, compresi i cattivi, sono attratti da Usagi: lei è il centro del potere della nostra galassia. Qualcuno direbbe perché non il sole? In Giappone il Sole è una dea, Amaterasu, che ha litigato con Tsukyomi, dio della Luna, e gli ha voltato per sempre le spalle, quindi è probabile la Takeuchi abbia preferito non complicare troppo la storia. L’energia che emana Usagi proviene dal cristallo d’argento che risiede nel suo cuore e viene portato dentro la spilla della trasformazione appuntata sul fiocco della sua divisa. Pure per questa luce che emana, Usagi viene baciata dal pilota Haruka Ten’ou (Heles in italiano, Sailor Uranus), che è di sesso femminile ma le piace travestirsi da donna ed è in una relazione con la violinista Michiru Kaiou (Milena, Sailor Neptune). Takeuchi ha dichiarato che l’intento era proprio di creare una coppia lesbica. Seiya, donna trasformata in uomo e Sailor Star Fighter, nutrirà un amore non platonico per lei per tutta la quinta serie. E anche Usagi non è da meno. È affascinata da entrambi, per non parlare del suo interesse ammirato ed affettuoso per tutte le guerriere sailor. Sia nell’anime che nel manga all’inizio è combattuta tra la sua cotta per Motoki Furuhata (Moran), il gestore della sala giochi da lei frequentata, e il misterioso Tuxedo Kamen (Milord). Inoltre, quasi ogni guerriera sailor ha avuto una fascinazione per Haruka ed il trio Starlights, che si presenta sotto forma maschile ma nella trasformazione è donna. Haruka, Michiru e Setsuna Meiou (Sailor Pluto) adottano Hotaru Tomoe (Sailor Saturn) e costituiscono una famiglia diversa dalla norma. Anche tra i cattivi c’è una coppia gay, costituita da Zoisite (Zachar) e Kunzite (Lord Kaspar) nella prima serie, e Fisheye (Occhio di Pesce) nella quarta, un uomo che si traveste da donna per attirare le sue vittime (uomini).

Kunzite e Zoisite
Fisheye

LGBTQI+. Ooooh ma quanto è inclusivo, gender e gay friendly e poliamoroso, Sailor Moon! Calma, calma. Ci sono milioni di articoli in inglese ed italiano che celebrano questo punto di vista ma la mia profonda conoscenza della cultura giapponese mi costringe a dirvi che non è esatto. Il Giappone fino alla sua occidentalizzazione nell’epoca Meiji è sempre stato gay friendly dalla parte degli uomini più che delle donne, un po’ come nella Grecia antica. Pare che i monaci buddisti abbiano legittimato l’omosessualità e i samurai la praticassero con i loro accoliti. Nell’epoca Tokugawa, prima di quella Meiji, la sessualità della donna veniva celebrata però non i suoi rapporti con persone del suo stesso sesso. Con l’adozione dei costumi occidentali, i giapponesi hanno iniziato a non tollerare nemmeno quella tra gli uomini ed è stata vietata per un periodo (dal 1872 al 1880). Nel Sol Levante è normale idolatrare ed infatuarsi di studenti e anche lo scambio di baci e carezze tra persone dello stesso sesso. Oggigiorno il Giappone non criminalizza ufficialmente l’omosessualità ma ignora i problemi della comunità LGBTQI+. La rigidità conservatrice della società giapponese fa sì che le persone nascondino la propria sessualità per quieto vivere perché potrebbero essere licenziati, non fare carriera e allontanati dagli amici. A Tokyo la discriminazione sul lavoro in base all’orientamento sessuale è vietata per legge ma non nel resto del Paese. Le persone “diverse” vivono una vita difficile se fanno coming out oppure si suicidano. L’outing, ovvero rivelare l’orientamento di qualcun altro, nel Sol Levante è una problematica crescente e viene fatto senza consenso della persona interessata. Il matrimonio tra individui dello stesso sesso non è proibito né consentito. La circoscrizione di Shibuya a Tokyo, assieme a Setagaya, Sapporo, Takarazuka, la prefettura di Ibaraki e altre 20 località, ha autorizzato nel 2015 certificati per riconoscere le coppie di fatto. Il problema è che non hanno valore legale e il governo centrale non le riconosce.

foto: British Museum, The Guardian

Cross-dressing. Il cross-dressing è praticato da secoli in Giappone. Ciò che ci sembra strano, e ci poteva sembrare ancora di più negli anni Novanta quando è comparso Sailor Moon, nel Sol Levante è perfettamente normale e accettato. E non indica necessariamente l’orientamento sessuale di una persona o che questa sia transgender. In una scena famosa del manga Usagi chiede ad Haruka: – “Sei un uomo o una donna?”. Lei risponde: “Uomo, donna, perché dovrebbe avere importanza?”. Sailor Neptune spiega inoltre alla Regina Serenity che Sailor Uranus è “come un uomo e una donna in uno. Ha la forza di tutti e due i generi. È il suo vantaggio speciale come guerriero”. Il teatro takarazuka (solo attrici donne che interpretano anche uomini) si ispira all’idea originaria del kabuki che prima del 1629 era composto da sole femmine. Fu fondato da un uomo, un industriale, nel 1913, e Naoko Takeuchi ha ammesso di essersi ispirata a questa forma teatrale nella realizzazione del suo fumetto. La maggioranza dei fan del takarazuka è costituita da donne. La visione dell’anime sull’argomento travestitismo, transgender e lesbismo è ambigua. In una scena di Sailor Moon S le sailor disapprovano che Makoto (Sailor Jupiter) esca con Haruka. “Non importa quanto sia attraente, non posso credere che vada dietro alle donne”, dice Rei Hino (Sailor Mars) ma Minako le fa notare che anche lei legge una rivista di teatro takarazuka. Nell’undicesima puntata della stessa stagione Minako chiede ad Haruka riferendosi al fatto che lei sia una pilota di Formula 1: “Non hai mai desiderato di essere una studentessa normale? Non ti senti mai sola perché la felicità ordinaria è così lontana?”. La ragazza replica: “Non so esattamente cosa sia la felicità ordinaria ma non penso che la mia attuale personalità sia anormale. Ciò che sono adesso è ciò che è più vicino al mio essere corrente”.

Haruka e Makoto
Rei: “Non posso credere che vada dietro alle donne”.
Rivista takarazuka

Censura e nudità. L’anime è stato parecchio censurato nel mondo soprattutto per quanto riguarda identità sessuali, relazioni tra i personaggi, nudità e morte. In Italia Zoisite e Fisheye sono donne, le Sailor Starlights quando si trasformano chiamano le loro sorelle gemelle (questo cambiamento è avvenuto dopo la polemica della Slepoj). Haruka e Michiru sono migliori amiche. E la nudità è saltata o coperta da fermo immagine, da quella minima a quella massima dell’ultima puntata della quinta serie che è totalmente stravolta per non far vedere Sailor Moon e Sailor Galaxy nude. Quella di Sailor Moon è una nudità astratta. Ci sono accenni di seni e pube ma mai capezzoli o vulve perché il Giappone vieta di mostrare i genitali per legge in ogni manifestazione artistica (eccezion fatta per il festival shintoista della fertilità con falli giganti, il Kanamara Matsuri). I capezzoli definiti in genere nei prodotti per ragazze non vengono mostrati. In sostanza, nelle trasformazioni il nudo viene mantenuto perché quasi celato dai colori sgargianti, nei casi specifici viene eliminato per la tonalità rosa che richiama la pelle vera. Anche nella puntata originale della terza serie in cui Chibiusa viene molestata da un bambino, Shinnosuke, che le vuole far vedere il pene, si vede soltanto che questo si toglie le mutande e la reazione scioccata della bambina. Gli altri tipi di nudità sono in relazione ad onsen (bagno termale) o ofuro (vasca da bagno di casa), situazioni fortemente culturali che alcuni Paesi hanno eliminato nelle loro versioni. In Giappone prima dell’arrivo degli occidentali era perfettamente normale andare in bagni termali dove donne e uomini erano nelle stesse stanze. Con la separazione di genere negli anni Cinquanta anche i giapponessi sono diventati più pudichi.

Mamoru visto nudo da Rei corre nella vasca per nascondere le parti intime
Sailor Moon nell’ultima puntata della quinta serie
Sailor Galaxy e Sailor Moon a fine battaglia nella quinta serie

Femminismo. Da qualche parte ho letto anche che Sailor Moon sarebbe femminista. La connotazione è data dal fatto che per la prima volta una maghetta del genere maho shojo (ragazza magica), invece di fare piccoli incantesimi per aiutare i propri amici in difficoltà o loro stesse, salva il mondo dalla distruzione conferendole quindi un ruolo principale, importante nella narrazione interna ed esterna al manga. Le guerriere sailor, inoltre, sono quasi tutte indipendenti tranne Usagi e Hotaru. L’indipendenza anche adolescenziale, il senso di responsabilità non è una questione di emancipazione di genere in Giappone: tutti sono educati a cavarsela da soli sin da piccoli e alle superiori possono essere impiegati in lavoretti part-time. Nel manga Usagi è gelosa di Mamoru (Marzio) solo nei confronti di Chibiusa (chibi-usagi, piccolo coniglio), che è loro figlia nel futuro, perché riceve più attenzioni dal ragazzo e la combattente è profondamente insicura di sé stessa quindi ha bisogno di ricevere rassicurazioni continue sulla sua importanza. Nell’anime la situazione è peggiore. Usagi è gelosa di chiunque si avvicini a Mamoru, salvo poi farsi anche lei i fatti suoi. Litiga con Rei diverse volte, anche lei interessata al suo fidanzato, e ficca il naso ovunque. Sempre nel cartone, l’amica di Chibiusa, Momo-chan, ammira il rapporto tra Usagi e Mamoru e la guerriera le dice: “Sono sicura che troverai un ragazzo che ti farà sentire in quel modo quando crescerai”. L’anime è pieno di stereotipi sulle aspirazioni femminili, in vari episodi tutte e cinque le combattenti si fermano estasiate davanti agli abiti da matrimonio come se rappresentassero il coronamento di un futuro non troppo lontano. Non ci si fida nemmeno troppo degli “uomini”. Il gatto Luna ammonisce così Usagi su Seiya che viene a trovarla a casa mentre è da sola: “Un affidabile poliziotto potrebbe improvvisamente tramutarsi in un lupo mannaro!” Per non parlare della body positivity, che ricalca lo spirito dei primi anni Novanta in cui era totalmente assente: Usagi viene più volta criticata per la sua presunta grassezza. Nel manga le guerriere sailors invece sognano di fare i loro lavori preferiti, avere un fidanzato, anche se Rei e Minako sanno benissimo che non accadrà nulla di ciò perché hanno un compito più grande: proteggere Sailor Moon per sempre. Gli unici valori femministi sono l’amicizia e la solidarietà tra donne. Nel fumetto l’amicizia viene prima dell’amore e l’unione fa la forza. Sailor Moon non sarebbe la stessa senza l’affetto che la circonda e questo è un bellissimo messaggio. Non è “salvata” solo dall’amore di Tuxedo Kamen ma soprattutto da quello delle sue compagne di battaglia.

Mamoru e Usagi
Rei e Minako nel manga

Manga e società giapponese. Non bisogna dimenticarsi un fatto importante: i manga moderni sono strumenti di evasione in Giappone. Sono pieni di cross-dressing, equivoci, fraintendimenti, incesti, pornografia, pedofilia suggerita o ostentata, perché è uno dei pochi posti in cui una società repressa nei gesti e nelle espressioni sessuali può sfogarsi. Così negli shojo, fumetti indirizzati a ragazze dagli undici ai diciotto anni, queste possono fare quello che vogliono finché non arrivano all’età da matrimonio o ad avere un lavoro. Difatti i josei, per giovani donne adulte, hanno tutto un altro tono. Gli amori sono molto più eterosessuali e le loro vite più inquadrate anche se l’elemento romance o stravagante c’è spesso. 50 Sfumature di Grigio fa le scarpe ai josei: un plot tipico è l’uomo d’affari che dispone della giovane recluta (office lady). Nei maho shojo le rivali delle giovani eroine sono spesso donne in carriera per far capire che è un ideale negativo da non perseguire. Fino a qualche anno fa in Giappone la percentuale di donne che si sposava e non tornava a lavoro era superiore a quelle che rimanevano a lavorare. L’anno scorso però il numero di donne lavoratrici è salito a 30 milioni anche se la struttura gerarchica delle aziende è difficile da abbattere. Sailor Moon, comunque sia, è il buon punto d’arrivo di una strada spianata negli anni Settanta dalle autrici nate nel 24esimo anno dell’epoca Showa (1949, tra le quali Moto Hagio, Keiko Takemiya, Yumiko Oshima) che introdussero negli shojo i generi sci-fi, storico, rosa, avventura e cominciarono a parlare di genere e sessualità. Il poema del vento e degli alberi (Kaze to Ki no Uta) di Takemiya descriveva per la prima volta l’amore tra due ragazzi dello stesso sesso, che desiderano essere indipendenti e non oggetti di cui innamorarsi. Tuttavia, il genere Yaoi (amore tra ragazzi) è fatto per femmine etero cisgender perché rispecchia le stesse dinamiche dell’amore eterosessuale. E viceversa vale per gli Yuri con fan maschi etero cisgender. Negli ultimi anni però sono stati creati dei fumetti LGBTQI+ dalle voci più autentiche.

Kaze to Ki no Uta di Keiko Takemiya

Ma se Sailor Moon non è tecnicamente LGBTQI+ friendly, poliamorosa e femminista cosa le rimane? L’interpretazione che ognuno gli dà, visto che si tratta in primis di un’opera di fantasia. L’amicizia, l’amore e la tolleranza per il diverso sono valori presenti e innegabili nella storia di Naoko Takeuchi. Sailor Moon è una guerriera sbadata, maldestra, svogliata, dormigliona ma si preoccupa per gli amici e c’è sempre nel momento del bisogno. Regala una fiducia sconfinata alle persone andando spesso contro i giudizi facili degli altri. Sa vedere la vera essenza della gente ed è accompagnata da un’inguaribile speranza. “Non provate disperazione! La fine è sempre accompagnata dalla speranza e dalla rinascita! Sei tu che produci questo, Super Sailor Moon!”, esclama Sailor Saturn nella terza serie del manga. Dovremo tutti avere più fiducia nel mondo ed attivare le spille della trasformazione per cambiarlo nel nostro piccolo.

Sailor Moon nella quinta serie del manga

2 Replies to “Il potere di Sailor Moon risiede nella tolleranza, nella solidarietà e nell’amicizia”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...