Entrate ne La Camera di Valentina, un mondo di meraviglie artistiche ed erotiche che vi incanterà

foto di copertina: Gea Di Bella, creatrice de La Camera di Valentina

La Camera di Valentina di Gea Di Bella è una wunderkammer delle meraviglie erotiche. Il suo account Instagram è un profluvio d’immagini sensuali, molto di più dei semplici poster attaccati alla parete della camera di una ragazza appassionata d’arte. Gea condivide quadri e foto per normalizzare la visione del nudo, così osteggiato sui social, e divulga cultura sessuale positiva anche al di fuori della sfera artistica. Il rosso, simbolo di vita, fertilità, sesso e passione è il colore prevalente nelle sue rubriche e sul suo blog centrale. Nel suo Instagram c’è il gioco Trova l’Erotico che propone opere d’arte con elementi erotici non immediatamente riconoscibili (allegorie, simbologie e doppi sensi) che devono essere indovinati dagli utenti e la corrispondente parodia Trasha l’Erotico (si sceglie un’opera erotica e la si reinterpreta con una foto o un disegno). Recenti sono Scandal e #SendNUDIverse: nel primo Gea pubblica foto di modell* di ogni orientamento sessuale che posano come vogliono con il loro corpo; nel secondo ci si scatta una foto nud*, si scarica Photoshop o Picsart, si comunicano mese e data di nascita sul link della Nasa per celebrare i trent’anni del telescopio Hubble e si scarica l’immagine corrispondente con il nome, poi si invia tutto a cameradivalentina@gmail.com (maggiori dettagli nelle stories Instagram in evidenza). Sul sito, oltre alla sezione centrale di arte erotica, ci sono In Bed with Valentina, Porno Piazza, Storie di Strada, Scrivi l’Erotico. Porno Piazza ospita la rubrica Storie di Strada di Giulia Zollino, ex operatrice di strada, antropologa ed educatrice sessuale, che sfata i miti sui sex worker, racconta la loro vita, i loro codici e la loro mancanza di diritti e la loro situazione critica durante questo periodo di quarantena.

Da quanto tempo hai fondato La Camera di Valentina e perché ti sei ispirata al personaggio di Crepax?

La Camera Di Valentina nasce nel 2016 come rubrica settimanale di arte erotica su un blog di divulgazione culturale. La collaborazione con questo blog, durata quasi due anni, una volta cessata ha comportato anche l’eliminazione della rubrica dall’archivio, ma per intenderci facevo quello che faccio adesso col mio sito nella sezione interviste “In Bed With Valentina”: raccontavo gli artisti che trattano di arte erotica oggi, attraverso i social o su internet, in generale. Poi il progetto si è ampliato toccando la storia dell’arte e tematiche inerenti alla sessualità. Valentina di Crepax mi sembrava il più fedele all’intento divulgativo del blog: è il personaggio di un fumetto, quindi un linguaggio più pop del tale quadro o tale scultura dell’antichità. Valentina vive delle avventure oniriche ed erotiche insieme, quindi l’ho trovata la perfetta ambasciatrice per raccontare l’arte erotica, che è un po’ questo: spirito e carne, corpo e mente, astrazione e dimensione fisica. 

Cercando Valentina – Il mondo di Guido Crepax, film di Giancarlo Soldi

Come nasce la tua passione per l’arte erotica?

È una diramazione alla mia eterna passione per la storia dell’arte. Ho sempre scritto di arte anche per aiutarmi a dare dimensione a quello che provo ed a quello che vivo; più di una volta mi sono ritrovata ad approfondire argomenti artistici per conto mio o ad ispirarmi a opere d’arte per scrivere qualcosa di creativo. Quando sono arrivata, ad un certo punto, a confrontarmi anche con le mie pulsioni, i miei desideri sessuali e ho capito quanti tabù, quanti pregiudizi e quanti limiti io stessa vivessi, ho pensato che anche in quel caso l’arte potesse aiutarmi, e così è stato. Parlare quindi di arte erotica, di ieri e di oggi, è un modo come un altro per esorcizzare i miei problemi e, tramite la community che si è venuta a creare, anche quelli de* altr*.

Esiste realmente una differenza tra arte erotica e pornografica?

Esiste, ma sono strettamente connesse. Infatti parlare di arte erotica escludendone l’aspetto pornografico è più un atto sessuofobico, a mio parere, che astrazione intellettuale. L’arte erotica di oggi prende spunto dal porno esplicito; quella di un tempo era, all’effettivo, il porno del tempo (l’arte vascolare greca, gli affreschi pompeiani, gli acquerelli di corte, è stato trovato persino un papiro egizio dove era narrata una vicenda molto esplicita). La differenza sostanziale sta nel desiderio comunicativo: mentre l’arte erotica può essere prettamente evocativa, quella pornografica è esplicita e senza fronzoli. Entrambe sono valide e ricche di bellezza. E soprattutto, da un punto di vista creativo, mentale e sessuale, entrambe necessarie. 

Voluptas di Franz von Lenbach, 1897

La nudità e il diverso modo di intenderla nei secoli è un grande argomento della storia dell’arte. Ci sono stati dei periodi in cui è stata più nascosta e altri in cui era più manifesta?

Tramite la rappresentazione di allegorie il nudo è sempre stato ben accetto. La storia alterna momenti di libertà artistica a quelli di ferreo puritanesimo, ma il nudo è riuscito sempre a cavarsela tramite la narrazione che se n’è fatta, che fosse allegoria di un racconto o di un concetto. E’ la stessa di ciò che succede oggi: le linee guida di un social ci dicono che dei capezzoli femminili sono osceni e allora sappiamo che verranno segnalati, o che un algoritmo deciderà che sono da rimuovere, perché la narrazione che ne viene fatta è oscena. Molti dei panneggi della Cappella Sistina sono stati aggiunti dopo per esigenze pudiche e analoghi sono i casi di molti nudi con panneggi inspiegabilmente svolazzanti, seppur morbidi (ho il feticismo della stoffa, guardare certi quadri mi accende proprio). Ma il nudo ha sempre vinto, finora.   

#SendNUDIverse, Star Cluster NGC 290ft. @margherita._dolcevita

Quali sono i simbolismi erotici del passato che un osservatore medio non riesce a cogliere se non è preparato in storia dell’arte?

Molta della simbologia artistica si rifà ad una specifica simbologia culturale: che siano modi popolari, miti e leggende del luogo, le rappresentazioni artistiche sono sorelle della semiotica. Non esistono, dunque, simboli che non si possono riconoscere perché non serve essere studios* della storia dell’arte; non saprei neanche io quanti simboli nascosti ci siano in tutte le opere che conosco (che restano comunque una minuscola parte, nella vastità della storia), ma tutti quelli che imparo a riconoscere si rifanno sempre a qualcos’altro del linguaggio visivo, parlato e narrato.

Un dipinto erotico scandaloso che ci fa riflettere ancora oggi.

Sua maestà, the one and only, la Monnalisa col sorriso verticale, l’unica “L’Origine du Monde” di Courbet. Ancora oggi stiamo lì a osservarla, a scandalizzarci, a chiederci se è porno o se è arte, e perché se è uno o l’altra. Uno scandalo eterno, che si esaurirà solo il giorno in cui la soglia della sessuofobia sarà talmente bassa da farci dire “dove devo guardare?”, in cerca di qualcosa di più segnante di una vulva pelosa. 

L’origin du Monde di Gustave Courbet, foto: lextra.news

Quali sono le opere di arte contemporanea erotica che provocano il sistema odierno?

Volendo fare la nerd e attenendomi al significato di “arte contemporanea”, direi che non c’è stata avanguardia novecentesca che non ci faccia rabbrividire tutt’oggi: dadaist*, futurist* e surrealist* hanno terrorizzato la società e continuano a farlo, con la loro sfacciataggine e la loro assenza di peli sulla lingua. Se invece vogliamo fare un viaggio in questo ventennio appena raggiunto direi che con la fotografia ne abbiamo ricevute parecchie di batoste, posso dare un po’ di nomi: Thomas Ruff, Nan Goldin, Sam Taylor-Johnson, primi anni 2000; oppure ancora Anish Kapoor, con la sua opera scultorea “Hysterical Sexual”, del 2016:  una enorme vulva dorata. Dai in pasto un’opera del genere e tutt*, per reazione, invocano la vera arte perduta e l’appiattimento dei valori. Eh, solita storia.   

Autoritratto Władysław Pawelec

Sul tuo blog hai lanciato molte rubriche interessanti, quali sono quelle di cui vai più fiera?

Sono molto felice ed entusiasta della community che si sta costruendo in questi due annetti. Sul blog sono super fiera e onorata di ospitare Giulia Zollino, antropologa e operatrice di strada, che con la sua rubrica mensile “Storie Di Strada” racconta e spiega il lavoro sessuale senza pregiudizi, abbattendo il suo stigma tassello dopo tassello.
Poi c’è Porno Piazza, la rubrica sulla sessualità dove, attraverso l’interazione su Instagram, riporto le mie esperienze e quelle degli utenti, cercando di creare un safe place dove parlare e confrontarsi. Infine c’è “La Camera Di Valentina”, che è la rubrica di arte erotica propriamente detta: un po’ storia dell’arte, un po’ zozzerie, è una rubrica dove cerco di accorciare la distanza tra la storia e chi la percepisce e non la conosce. 

Quali sono le ultime novità che non ci possiamo perdere del tuo sito?

Da qualche mese ho lanciato “Scrivi L’Erotico”: propongo un’opera d’arte che non ha nulla a che fare con l’erotismo o la pornografia, e chiedo a chi vuole partecipare di scriverci un racconto erotico. Una sorta di conversione pervertibile di un oggetto che non lo è, per allenare il pepe che è in noi. Sono molto contenta di quello che sta venendo fuori, ci sono già i primi e le prime affezionat* e sono sempre sull’attenti, aspettando di partecipare. E i racconti finora scritti mi hanno entusiasmato parecchio. 

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