Pregi e difetti di And Just Like That tra tematiche woke e LGBTQIA+: un pastrocchio di buone intenzioni?

All’inizio mi sono rifiutata di vedere lo spin-off di And Just Like That perché lo pensavo scontato e stantio (come avevo scritto in questo post). I motivi per cui pensavo non mi piacesse è perché i due film degli anni scorsi sono stati orribili, brutti e non hanno raccontato bene le protagoniste come la serie degli anni Novanta. Questo spin-off ha dimostrato che la storia di Carrie Bradshaw, Charlotte York e Miranda Hobbes viene resa meglio nella serialità. È stato accusato di essere troppo politically correct, woke (termine inglese per indicare l’estrema attenzione all’inclusività e ai temi sociali) e addirittura non è stata apprezzata dall’autrice di Sex &The City, Candace Bushnell. Quest’ultima notizia secondo me è positiva, dato che la serie è sempre stata una spanna avanti al materiale cartaceo originario. Si è spalato fango su Carrie, Miranda e Charlotte osservando che non fossero più a loro agio nei loro ruoli. E infine si è detto che nel telefilm il sesso è totalmente assente. Tutto non vero.

Charlotte York (Kristin Davis) con il marito Harry Goldenblatt (Evan Handler) sorpresa dalla figlia Lily in bagno

Sesso. Non si può affermare che non ci siano scene sessuali in And Just Like That. Queste osservazioni distratte sono figlie di un pregiudizio che cade spesso come una spada di Damocle sulle donne di mezza età: sono in menopausa, tristi e senza avventure sessuali. Questo spin-off mostra come ci sia vita per le donne anche in questa fase. Certo, sempre all’interno del contesto cittadino (in provincia la musica potrebbe essere effettivamente diversa) e se si hanno soldi da spendere. Carrie (Sarah Jessica Parker) chiede a Mr. Big (Chris Noth) di masturbarsi davanti a lei. Miranda (Cynthia Nixon) viene stimolata con un dito da Che Diaz (Sara Ramirez), stand-up comedian non binario, boss di Carrie nel podcast X, Y and Me. Poi si fa toccare da suo marito Steve (David Eigenberg) per riaccendere la fiamma. Infine fa sesso sfrenato con Che e si innamorano. Miranda e Steve ospitano per un periodo la ragazza del figlio Brady (Niall Cunningham), Luisa Torres (Cree Cicchino), con cui questo copula di continuo provocando il malumore della madre. Charlotte fa un pompino in bagno al marito e viene scoperta dalla figlia Lily (Cathy Ang) che non sa nemmeno dove sta di casa un rapporto orale. Carrie è estremamente imbarazzata a parlare di sesso alla radio e piano piano si scioglie grazie all’influenza di Che e Jackie (Bobby Lee Jr.). Ricordo che anche la serie precedente non era totalmente concentrata sul sesso ma sulle dinamiche relazionali dei rapporti sessuali, al massimo, e in particolar modo su quelle sentimentali.

Nya Wallace (Karen Pittman)

Woke. Che è una persona non binaria con un podcast su ruoli di genere e ruoli sessuali che ha come ospiti Carrie in rappresentanza delle donne cisgender eterosessuali e Jackie degli uomini cisgender eterosessuali. Ancora Che fa ironia sul palco sulla rappresentazione queer non binaria dicendo che in genere sullo schermo c’è sempre un solo personaggio triste appartenente a questa categoria. La scelta della stand-up comedy è un ottimo modo per dare voce alla comunità LGBTQIA+ in modo più schietto e diretto. La figlia di Charlotte, Rose (Alexa Swinton), a metà serie cambia nome in Rock e non vuole essere più femmina. Charlotte viene a sapere dagli altri le novità su suə figliə ed è sempre più confusa perché non sa se sta attraversando una fase o no. È scioccata ma desiderosa di capire e farla felice. Viene usato correttamente il pronome “them” per riferirsi alle persone non binarie. Miranda va al Pride per ascoltare Che e si nasconde come una ladra tra la folla non appena vede il figlio con la fidanzata a sostenere la causa. Peccato che nel penultimo episodio Carrie dica a Steve sorpreso dal fatto che a Miranda piacciano le “donne”: “Non si tratta di stare con le donne per Miranda ma con Che”. Non si riconosce che un personaggio concepito precedentemente come etero possa scoprirsi bisessuale o lesbico. Miranda si autodefinisce antirazzista ma poi si comporta subito in modo impacciato con la sua professoressa universitaria del corso su diritto civile, Nya Wallace (Karen Pittman) e rappresenta un po’ tutti noi bianchi quando vogliamo fare per forza i politicamente corretti e poi ci strozziamo con le nostre stesse mani. Il complesso del salvatore bianco è un concetto che viene poco discusso nelle storie tv e la serie riesce brillantemente a mostrarlo senza artifici. Lo stesso vale per Charlotte che invita a casa la sua amica Lisa Todd Wexley (Nicole Ari Parker) con il marito ed è preoccupatissima perché non conosce altre coppie nere. Miranda è quella più consapevole di essere in “difetto” rispetto alle questioni razziali e social, sbaglia, è impacciata e quindi molto umana. Charlotte è al solito desiderosa di “studiare” la nuova identificazione della figlia come se fosse una materia scolastica ma almeno è molto interessata e coinvolta. Carrie si comporta in modo troppo distaccato verso i drammi delle sue amiche, come se solo la morte di qualcuno fosse il vero unico grande problema e il resto fosse quisquiglia.

Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) e Seema Patel (Sarita Choudhury) in quello che viene definito un “sari shop” ma è un lehenga shop

Poi però lo show cade in una scena ipocrita e poco informata quando Carrie va a fare shopping con la sua agente immobiliare Seema Patel (Sarita Choudhury) per il Diwali a casa dei suoi genitori. Nel negozio ci sono solo “lehenga”, non sari, che è costituito da top corto con maniche e gonna lunghi . Il sari invece ha la stoffa della gonna che fascia in diagonale la spalla sinistra ed è quello che poi indosserà Seema alla festa. Per quest’ultima, Carrie che indossa il lehenga “non è appropriazione culturale ma apprezzamento culturale”. Qui la nota dolente: sembra che per forza i personaggi BIPOC debbano essere simboli della discriminazione razzista o culturale. Sono forzati ad essere portavoce della loro popolazione, i cui problemi non è detto che gli appartengano. Inoltre i personaggi BIPOC sono usati da Carrie, Miranda e Charlotte per cercare approvazione o consiglio finendo ad essere più spalle che protagoniste. Nel carosello di inclusività c’è anche una disabile, la social media manager del podcast, in sedia a rotelle. Il problema generico di queste rappresentazioni è che non dandogli senso o profondità, si rischia che diventino solo tappezzeria.

Natasha Naginsky-Mills (Bridget Moynahan) e Carrie si confrontano, foto di J Mayer/Shutterstock (12234617al) Bridget Moynahan

Relazioni ed età. Di positivo c’è che sembra non essere passato un giorno nell’amicizia tra Carrie, Charlotte e Miranda da quando le abbiamo lasciate nei 2000. Continuano ad aiutarsi, supportarsi e ad avere lo stesso ritmo di botta e risposta. Per quanto venga mostrato nel primo episodio Carrie andare d’amore e d’accordo con John, nome vero di Mr. Big, dopo la morte di quest’ultimo un’ombra arriva a tormentare la protagonista. Quella della prima moglie Natasha Naginsky-Mills (Bridget Moynahan) a cui il marito ha lasciato un milione di dollari. Riemergono vecchi fantasmi della loro relazione, ovvero il fatto che Carrie non si fidasse mai completamente di John. Sempre sfuggente anche prima del matrimonio e poco chiaro. Il fatto che lei si preoccupi tanto e voglia vedere Natasha, significa che non è sicura di sé. Perché uno dei difetti della serie precedente è stato questo: far passare per normali le dinamiche della relazione tossica. I continui tira e molla erano per esigenze di plot della serie all’epoca, ma permettere a Carrie di sposare Big solo perché era l’unico “principe” con i soldi alla fine è stata una mossaccia piuttosto squallida. Quindi è stato positivo che hanno inscenato la sua morte nel primo episodio e spero che Carrie vivrà una relazione più sana.

Le protagoniste sono invecchiate e lo sentono, loro malgrado. Charlotte consiglia a Miranda di tingersi i capelli ora che tornerà all’università. Carrie ha un problema congenito all’anca che inizia a farsi sentire e si deve operare. Miranda è goffa e non al passo con gli studenti universitari. Charlotte è ufficialmente in menopausa. L’atteggiamento verso l’età che avanza non è dei migliori, soprattutto quello di Carrie che “vuole fare la giovane” a tutti i costi: non disturbare la ragazza vicina di casa che fa casino fino a notte fonda, fingere di non avere un problema all’anca e , quando le viene diagnosticato, sottolineare il fatto che si tratti di un difetto congenito non dovuto all’anzianità. Per non parlare del momento in cui visita le prime pompe funebri per il funerale di Mr. Big. Il suo rifiuto di andare via non è dettato solo dalla perdita ma da una paura atavica verso la morte e la vecchiaia.

Carrie in vestito Batsheva e occhiali da sole Jimmy Choo

Moda. And just like that non ha deluso le aspettative sul versante moda. Questa volta il vintage ha fatto da padrone, anche in un’inusuale atmosfera da riciclo post-pandemia. A partire dal famoso vestito “mille feuille” di Versace celeste e grigio polvere degli ultimi due episodi del finale della serie mostrato di nuovo da Carrie a Seema nel suo vecchio appartamento. Il completo Jean Paul Gaultier con la giacca viola e la cravatta rossa della primavera 1997. Il vestito con motivo cachemere indossato in radio era un Oscar de La Renta anni Sessanta. Nell’episodio dieci Carrie porta in giro una borsetta di Paco Rabanne del 1969. L’elegante abito nero per il funerale di Mr. Big proviene dall’archivio di Miami di uno dei costumisti, Danny Santiago, che contiene trent’anni di abbigliamento e accessori. Charlotte indossa un maglione vintage bianco e fucsia con logo Chanel. Il mix e match è fatto anche con abbigliamento fast fashion: una camicia di Charlotte a pois di Zara, la salopette bianca di Carrie è di Gap, la t-shirt sotto la salopette gialla di Lily è Forever21. Udite, udite: Carrie porta delle Birkenstock nella sala d’attesa della clinica dove farà l’intervento all’anca. Tuttavia i costumisti Molly Rogers e Danny Santiago hanno puntato lo stesso sulla meraviglia. L’abito arancio con cui Carrie sparge le ceneri di Mr. Big sul loro ponte parigino preferito è un Valentino haute couture autunno 2019 con la borsetta a forma di torre Eiffel di Timmy Woods che contiene i resti del defunto. Ci sono outfit di lusso come il completo di Carrie giacca e pantalone a righe di Thom Browne, sandali col tacco di Saint Laurent e borsetta Chanel. Charlotte è al They mitzvah dellə figliə con un abito anni cinquanta rosa cipria lucido con maniche a sbuffo di Carolina Herrera.

Lisa Todd Wexley (Nicole Ari Parker) in Moschino

I costumisti hanno aggiornato i look delle protagoniste e hanno contattato diversi nuovi designer internazionali grazie ad Instagram. Un nuovo brand di scarpe nato negli ultimi dieci anni molto spinto dalla serie è Aquazzura che ha sede a Firenze, le creazioni del designer colombiano Edgardo Osorio ricordano i colori sgargianti della sua terra e sono magnifiche. Di sicuro un look che batte tutti è quello dell’episodio otto in cui Carrie è in un vestito grembiule a quadretti Vichy bianchi e fucsia Batsheva, un giubbetto sportivo blu sopra, il foulard, gli occhiali da sole, i guanti di gomma da pulizie, scarpe slacciate Mary Jane e occhiali da sole Jimmy Choo mentre fuma una sigaretta davanti al suo appartamento. Presenti molti brand italiani: la tuta marrone di Miranda nell’ultimo episodio è di MaxMara, la giacca bomber e i joggers di Nya di Chiara Boni La Petite Robe, il kit safari di Lisa con trucchi e pennelli è di Moschino, la felpa corta a righe orizzontali di Lily è di Miu Miu, il vestito bianco e nero floreale di Charlotte è di Prada, la camicia con jabot e laccini neri di Charlotte è di Gucci, il reggiseno a balconcino di Intimissimi. L’athleisure è stiloso: i joggers di Miranda sono di Lululemon, il mini abito bianco da tennis di Charlotte è di Gucci, il mini vestito sportivo di Lisa è di Fila. E infine i revival: le scarpe blu da sposa di Carrie di Manolo Blahnik Hangisi, la borsa baguette viola di Fendi messa con maglia a righe e maxi gonna in tulle bianco (vintage Chanel).

Carrie Bradshaw in Valentino Haute Couture

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