Le coccole sono un bene dell’umanità contro l’estrema solitudine moderna: impariamo a dargli un valore superiore a quello del sesso

Foto copertina: coniglietto rosa Njintje Miffy

È notizia di un mese fa la decisione del governo italiano di offrire voucher di massimo 600 euro per permettere ai suoi cittadini di andare dallo psicologo per curare gli effetti della pandemia. Una delle conseguenze più devastanti del lockdown dal 2020 ad oggi è stata l’estrema solitudine che ognuno ha potuto sperimentare a vari livelli. La ripercussione è che adesso troviamo più naturale autoisolarci di quanto non lo fossimo prima. Tuttavia la quarantena è ben lontana dall’essere la responsabile diretta di questa piaga sociale. Ci ha, piuttosto, fatto rendere conto di una solitudine in cui già versavamo. Nel primo lockdown pensavamo che il sesso fosse la medicina indispensabile per guarire da questo male, nel secondo abbiamo ripiegato sulle coccole, che sono in realtà più ricercate del rapporto sessuale perché più rare. Anch’io sono stata vittima della solitudine nonostante sia abituata a vivere per conto mio. Mi mancava il contatto umano che non si può avere da uno schermo del computer. Per mesi nel 2020 non ho abbracciato o baciato i miei genitori perché ancora non si sapeva bene come si trasmettesse il Covid. Solo l’assenza ci fa rivalutare l’importanza della presenza. Che sollievo è stato tornare ad abbracciare e baciare qualcuno! Le coccole sono terapeutiche. Ciononostante mi sono comprata un piccolo coniglio di peluche rosa battezzato Cecio, giusto in caso ricapitino situazioni apocalittiche!

L’ombra della solitudine

La comparsa della solitudine nel senso moderno è da riferirsi alla nascita dell’era industriale. I primi segnali si hanno all’inizio dell’Ottocento quando la parola “solo” assume un’accezione negativa. L’industrializzazione, lo spostamento dalla campagna alla città con il suo nuovo modo di vivere insieme ma isolati nei cuori, la crescita dell’economia consumistica, l’influenza religiosa in declino e la popolarità della biologia evoluzionista hanno portato al sorgere dell’individualismo. Il capitalismo basato sulla meritocrazia ha fatto sì che la propria posizione sociale corrisponda al proprio valore intrinseco causando dubbi su se stessi e autocritica depressiva. Per questo motivo il solitario nei paesi capitalisti vede se stesso come un fallito. La solitudine viene spesso considerata come una vergogna, non è riconosciuta ad alta voce e non è vissuta bene. In Italia il 55% degli italiani soffre di solitudine e i più afflitti sono i giovani dai 18 ai 34 anni (32%). Se si dà un’occhiata veloce ai dati Istat, il tempo medio trascorso da soli è superiore a quello trascorso in compagnia per una media di cinque ore passate in solitaria. La solitudine fa pure male alla salute. Può causare attacchi di cuore, infarti, alcolismo, abuso di droghe, ansia, depressione, demenza clinica. Questo perché il nostro cervello è fatto per essere sociale: se percepisce di non avere una protezione collettiva, secerne epinefrina (adrenalina) e cortisolo, due ormoni che possono intaccare diversi sistemi del nostro organismo, incluso quello immunitario. Se consideriamo che in Inghilterra dal 2018 esiste un Ministro della Solitudine (Loneliness Minister), capiamo che il problema ha radici più profonde di quanto possiamo immaginare.

Yuri Tolochko sposa la sex doll Margo

Il compagno sessuale

Stiamo talmente messi male a relazioni interpersonali con il dilagare della tecnologia che adesso i ragazzi hanno paura del confronto con gli altri. Tanto che un’università inglese ha pensato di istituire lezioni su come leggere le espressioni facciali nella vita reale per capirne le emozioni. Durante la pandemia la nostra condizione di solitudine si è solo inasprita e pare che i solitari abbiano livelli bassi di ossitocina: quale occasione migliore del sesso per alzarli? Sono aumentate le richieste di animali da compagnia, sex toys e robot sociali. In quest’ultima categoria potrebbero rientrare le sex dolls, dei robot per fare sesso che in genere sono costruiti su misura e hanno costi stratosferici (Real Sex Doll, Relax Doll, Lumidoll), ma molti siti dicono che sono un investimento per la vita e si possono pagare a rate. Nel 2020 il body builder kazako Yuri Tolochko ci ha creduto talmente tanto che si è sposato la sua sex doll Margo. Il problema è che sono bambole stereotipate e non vere che fanno perdere contatto con le reazioni reali. Troppo facile convivere con una bambola che ti obbedisce in tutto e per tutto. Passando a situazioni meno estreme, nella quarantena del 2020 aveva suscitato scalpore il caso dell’Olanda che a maggio (tradizionale mese pagano degli accoppiamenti) aveva istituito il compagno sessuale, seksbuddy. Nei Paesi Bassi si poteva invitare a casa fino a tre persone per volta con 1,5 metri di distanza e tra questi poteva esserci un simpatico “amico sessuale”, traduzione letterale del termine sopra indicato. La componente sessuale non era una novità, anzi, aveva precedenti cinesi e giapponesi di fidanzati in affitto che in genere non possono intrattenere rapporti intimi con i propri clienti. Ci sono anche estremi come Invisible Girlfriend/Boyfriend, che simula un fidanzamento solo sui social, o Rent a Friend, in cui puoi noleggiare un amico quando vai in giro per posti sconosciuti (c’è anche in Italia).

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Il professionista delle coccole

Nel 2020 il Belgio lancia il knuffelcontact, ovvero il compagno di coccole professionista, perché più che il sesso, i contatti umani base sono gli abbracci e le carezze. Tutti ne potevano avere uno, il single poteva averne due ma il secondo doveva essere per forza un conoscente. Nel Regno Unito c’era la support bubble, bolla di sostegno, che permetteva alla persona non convivente di incontrare sotto lo stesso tetto un’altra che le dava supporto affettivo. Nel sesso-universo non parliamo tanto di coccole ma dovremo farlo di più. Le coccole sono fondamentali per fronteggiare lo stress, sentirsi accuditi e protetti, aumentare l’autostima, acquisire fiducia in noi stessi. Nelle relazioni comunicano accudimento reciproco, cooperazione, intimità, empatizzazione, comprensione, sintonia emotiva. L’abbraccio e la carezza hanno degli effetti scientifici benefici: favoriscono il rilascio dell’ossitocina (non solo ormone sessuale ma anche della fiducia), empatia, apertura e collaborazione con gli altri, altruismo. La terapia delle coccole può aiutare qualche volta le vittime di violenza a reinserire il contatto nelle loro vite in modo rispettoso e sano. Tuttavia, come per la solitudine che non è nata di certo durante il lockdown, anche il compagno di coccole non è un’idea originale belga. È infatti nata come istituzione professionale negli Stati Uniti nel 2013 con Cuddle Up to Me di Samantha Hess che ha assistito all’abuso fisico sulla madre dentro casa e non aveva contatto fisico col marito che ha sposato a vent’anni e ha lasciato nel 2012 dopo tredici anni. Ha sentito che le coccole le davano valore come essere umano e così ha fondato Cuddle Up to Me. Il 2013 è anche lo stesso anno di nascita di BeSnuggled poi Cuddle Professionals International di Claire Mendelsohn nel Regno Unito che forma professionisti delle coccole. Nel 2015 sempre negli States è stato lanciato Cuddlist dalle menti di Adam Lippin, un imprenditore socialmente consapevole, e Madelon Guinazzo, un’esperta di consenso. I due professionisti si sono accorti che nel mondo di oggi c’è una pericolosa mancanza di contatto umano attraverso il tatto che se correttamente usato, crea una forte connessione con gli altri. Grazie a un programma di training si può diventare un cuddlist certificato. Il Cuddle Sanctuary di Jean Franzblau a Los Angeles durante la pandemia non si è scoraggiato e ha organizzato sessioni di coccole online: i clienti si abbracciavano da soli guidati da un cuddle professional richiamando un’esperienza piacevole del passato o tramite contatto visivo o allo specchio. In Italia, prima della quarantena del 2020, nel 2014 si era affacciata La Coccoleria, progetto de La Tana Libera Tutt* di Diego Tigrotto e Silvia Panda che organizzava Cuddle Party a Roma. Ora è in stand-by per il peggioramento della situazione Covid, l’unica data quasi certa è al Woodoo Fest di luglio 2022 a Cassano Magnago. A marzo 2021 sempre a Roma è nato il Cuddle Place Italia fondato dal GinnasticaEmo di Enrica Scambia e Laura Nardini che faceva sedute di coccole di al massimo due ore e rivelava in alcune interviste che la maggior parte dei loro clienti era costituita da professionisti maschi. Adesso la sua attività ha subito uno stop per la quinta ondata di Covid in cui le persone non si sentono sicure negli incontri ravvicinati. Negli States i professionisti di coccole però non sono ancora completamente capiti, addirittura alcuni pensano che siano dei sex worker. Infine, altre persone preferiscono abbracciare gli animali. Anche questa non è una pratica spuntata con il lockdown ma risale alla cura delle persone malate e disabili, addirittura all’Ottocento con Florence Nightingale: il termine corretto è Animal-Assisted Therapy. L’infermiera britannica scoprì che gli animali riducevano l’ansia e rilassavano i pazienti. Nel 2021 negli Stati Uniti è stato lanciato il cow cuddling dalle fattorie di vari territori federali. L’aspetto interessante è che spesso questi animali da abbracciare (non solo mucche) sono disabili salvati dall’abbattimento (vi ricordate l’episodio 7 della sesta stagione di Queer Eye con l’organizzazione no-profit Safe in Austin? Ecco).

Un evento de La Coccoleria

La resa dei conti

Quelle descritte sopra sono belle iniziative esemplari ma la professionalità si paga, come è giusto che sia. Una sessione di coccole negli States costa dai 60 dollari in su. Su Cuddle Sanctuary varia a seconda del professionista, c’è chi chiede addirittura 200 dollari. In una fattoria dell’Arizona una seduta di coccole con una mucca costa 75 dollari. Il prezzo di Cuddle Place Italia non è noto e bisogna contattarlo via mail. La Coccoleria chiede solo un modico contributo di dieci euro per i suoi eventi (gratis al Woodoo Fest). Sono servizi utili per persone desiderose di affetto ma spesso dispendiosi, soprattutto Oltreoceano. Questi progetti ci fanno capire l’importanza di coltivare le nostre amicizie nel miglior modo possibile e di cominciare a reintrodurre gli abbracci e le carezze nelle nostre vite, che spesso sono più importanti del sesso. Reimpariamo ad abbattere le barriere che ci dividono dagli altri e scegliamo di affrontare qualche piccolo rischio ogni tanto per mantenere la nostra umanità di esseri umani.

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