Harlem VS. Run the World: in realtà sono due serie tv che vale la pena guardare

Nell’ultimo anno sono uscite due serie che i profani potrebbero bollare come le black Sex&The City: Run the World (Starzplay) e Harlem (Amazon Prime). La prima è uscita a maggio, la seconda a dicembre 2021. Sono entrambe ambientate ad Harlem, New York, e coinvolgono quattro amiche. Nel quartetto della serie Harlem c’è un personaggio queer, Tye, che ha creato un’app per persone queer BIPOC. In Run The World gli amici di Ella, scrittrice-giornalista, sono gay. Le somiglianze sono tante. Donne in carriera sulla trentina, abbienti, single, in coppia o in relazioni instabili. Su Run The World c’è Whitney Green (Amber Stevens), banchiera, che sta progettando il suo matrimonio nigeriano con Olabisi “Ola” Adeyemo (Tosin Morohunfola) ma ha dei dubbi sull’essersi persa qualche esperienza selvaggia nella vita; Ella McFair (Andrea Bordeaux) è un’influencer brava a scrivere con un amore tossico per Anderson Louis (Nick Sagar), soprannominato Satan, che l’ha lasciata per andare in Sudafrica per lavoro; Renee Ross (Bresha Webb) è una professionista del marketing che si trova a fare delle scelte drastiche nel matrimonio e nel lavoro; Sondi Hill (Corbin Reid) fa da babysitter alla figlia del suo professore e consulente di tesi universitario Matthew Powell (Stephen Bishop). In Harlem troviamo quattro amiche che si sono incontrate alla New York University: Camille Parks (Meagan Good, che assomiglia molto a Nola Darling nella prima stagione di She’s gotta have it di Spike Lee) è una dottoranda in antropologia che viene scombussolata dal ritorno del suo ex dalla Francia, Ian Walker (Tyler Lepley); Quinn Joseph (Grace Gealey) è un’aspirante stilista che si fa pagare l’affitto del negozio dai genitori insoddisfatti della sua scelta; Angie Wilson (Shoniqua Shandai) è una cantante disoccupata che ha perso il contratto con la sua etichetta discografica per fallimento; Tye (Jerrie Johnson) ha aperto la sua start-up queer ma non riesce a trovare un equilibrio nelle relazioni perché tende ad essere troppo dominante.

Tye nei quartieri generali della sua app

Sessualità (spoiler alert)

Ho apprezzato Run the World perché parla di sessualità in modo più libero rispetto ad Harlem, che comunque ha pure dei pregi. Sondi racconta di come abbia leccato il perineo del suo amante professore invitandolo a sedersele in faccia e di come questo le abbia fatto la cacca in pieno volto procurandole una congiuntivite (pink eye). Un racconto impensabile fino a qualche anno fa su una serie sex-rom-comedy, che sia l’effetto di un buon movimento sex positive negli States? Lo voglio sperare. Run The World fa vedere anche momenti sessuali imbarazzanti o penosi come quando Rene fa sesso occasionale con un uomo (giovane come lei) che non vuole assolutamente togliersi il ciondolo della sua collana: dentro ci sono le ceneri della sua amata moglie.

In Harlem mi è piaciuto l’intervento di Tye sulle donne eterosessuali solo “curiose di andare con una donna” perché fa figo. Dice alla sua amica Quinn, che le ha appena confessato di provare interesse per una donna, pur se ha tenuto a specificare quanto ancora le piaccia il pene: “Sono stata dalla parte ricevente di notti sperimentali e fantasie di troppe donne etero curiose, che sono solo finite col lasciarmi coinvolta e ferita. Quindi permettimi che ti dia un consiglio. Forse è meglio che lasci maledettamente stare quell’okra (metafora per vagina nel discorso) fino a che non sai ciò che veramente vuoi!” Harlem a differenza di Run The World fa vedere trattamenti dei genitali alla Sex&The City (ci ricordiamo tuttə la ceretta brasiliana di Carrie Bradshaw) in questo caso più vicini ai discutibili consigli di Goop, il sito di lifestyle e benessere di Gwyneth Paltrow. Infatti le ragazze nella sesta puntata si concedono dei vapori vaginali, che per inciso non servono a nulla, ma è funzionale a far vedere che seguono le ultime mode americane. Run the World fa vedere quando gli uomini fanno cilecca o quella parola che pronunciata durante il sesso proprio non piace alla donna (in questo caso “cock” invece di “dick” mentre si fa sesso) oppure il fatto che Renee provi a fare la reverse cowgirl, una posizione molto in voga negli ultimi anni e spacchi quasi la faccia a suo marito nello girarsi. Peccato non ci siano rappresentazioni queer tra le protagoniste in quest’ultima serie se no sarebbe stata perfetta.

Run The World (2021)

Grandi assenti i sex toys ma c’è tempo se produrranno altre stagioni. Spero non facciano passare il messaggio che siano solo sostituti di persone come succedeva in Sex &The City perché allora torniamo indietro come i gamberi. Appunto che purtroppo riguarda un po’ tutte le serie su questo genere: non c’è mai una donna che è felice di essere single. Nel senso che il plot pare si debba creare sempre attorno a qualcuno in cerca di avventure, nel caso della persona sola, o di guai, in quello della coppia. Inoltre, quando vedo queste serie con amiche molto unite dopo i trent’anni in una città grande come New York, mi chiedo se sia una rappresentazione plausibile della realtà. La metropoli di per sé è estraniante e crudele sotto certi aspetti e tende più a dividere che a unire ma è vero che se avessi amiche single o disposte ad uscire, farei i salti mortali per vederle e stare in compagnia. In provincia dopo i trent’anni è la morte: la gente o si fidanza o diventa più chiusa. In generale, spero che ci siano tanti quartetti di ragazze che si divertono insieme almeno in città. È un mito a cui mi piace credere. Altri appunti che mi sento di dover fare sono questi: le relazioni tossiche vengono ancora fatte passare per normali quando non lo sono; esempi di coppie poliamorose o famiglie non canoniche non sono pervenute. C’è ancora molto da fare per l’emancipazione e la diversità sessuale in queste serie.

Statua di Harriet Tubman di Alison Saars, 2008, foto: 6sqft

Cultura

Run the World è anche migliore rispetto a Harlem per mostrare diversi scorci e aspetti della cultura nera americana. In un episodio si vede benissimo la statua di Harriet Tubman creata dall’artista Alison Saars: Swing Low. La statua è stata inserita nel 2008 in un piccolo spazio tra Frederick Douglass Boulevard, St. Nicholas Avenue e 122nd Street. La gonna di Harriet è costellata dalle facce delle persone che ha aiutato nella ricerca della libertà. Questa donna, ex schiava liberata, è infatti la più famosa guida dell’Underground Railroad (c’è una serie omonima a riguardo su Amazon Prime). Non si trattava di una ferrovia vera e propria come dice il nome ma nel XIX secolo era una rete di percorsi per gli schiavi neri per scappare dai loro padroni. Si trattava di strade segrete con punti di incontro e rifugi sicuri chiamati “stazioni”. Non aveva mappe ma solo guide costituite da ex schiavi liberati come Harriet, che ha portato avanti dozzine di missioni per aiutare gli altri schiavi a scappare verso il Nord dell’America, che era abolizionista. Un’altra statua presente ad Harlem nella serie Run The World è quella del reverendo battista e politico democratico Adam Clayton Powell Jr., il primo afroamericano ad essere eletto nel congresso degli Stati Uniti. Si è battuto per diritti civili e questioni sociali. Posto particolare del quartiere che viene mostrato è il Malcolm Shabazz Harlem Market dove Whitney va a farsi cucire l’abito da sposa tradizionale per il suo matrimonio nigeriano con Ola.

Camille parla ad una protesta per l’apertura di un ristorante fusion francese

Un bell’episodio nel telefilm Harlem è quello sullo stereotipo delle donne nere che devono essere sempre forti e non possono essere fragili. Tye è sempre tutta d’un pezzo ma ha molta tensione sulle spalle che ad un certo punto le presenta il conto mandandola in ospedale. Catartico il momento in cui tutte le amiche si riuniscono attorno al suo letto d’ospedale e piangono ammettendo le reciproche mancanze. È interessante che gli studi antropologici di Camille vengano messi a confronto con ciò che accade nella serie, anche se a volte risulta un po’ estraniante e pittoresco. Nel rapporto tra Camille e la sua nuova tutor, Elise Pruitt (Whoopi Goldberg), viene mostrato anche il cliché-stereotipo che purtroppo esiste ancora: se sei una donna nera, devi lavorare il doppio e sputare sangue per guadagnarti quello che ti spetta. Potrebbe essere solo una questione di favoritismi e preferenze ma nell’attegiamento del personaggio della Goldberg si osserva un voler “insegnare la lezione” a Camille solo perché oltre al mondo accademico, ha anche una vita.

Nel complesso, Run the World sottolinea di più le differenze che ci sono ancora tra neri e bianchi americani. Sondi ritira la sua figlioccia da danza classica perché la segretaria del corso si permette di fare un commento razzista sulla dieta necessaria per una ragazzina nera di sei anni. È anche il personaggio più consapevole della lotta afroamericana rispetto ad Angie di Harlem, che risulta più macchiettistica in certi suoi exploit pur essendo nel giusto. Entrambe le protagoniste cercano di non conformarsi ai dettami di una società che vorrebbe omologare tutti verso il white-washing. Tuttavia spesso in queste serie viene mostrato come sia inevitabile avere una “testa bianca” in un mondo per bianchi dato che gli stessi codici discriminanti sono iscritti nel linguaggio del capitalismo. Renee litiga col suo futuro ex marito per incomprensioni economiche e lui dice che il loro matrimonio è fallito per colpa della schiavitù. “Okay, non capisci le traversie dell’uomo nero?”, le dice, “La schiavitù?” Renee apre in cucina il cassetto delle posate, il frigorifero ben fornito, il forno grande in cerca della “schiavitù” messa sul piatto dal marito perché la considera una scusa assurda. In Harlem si accenna pure al fenomeno della “gentrification”, ovvero la borghesizzazione del quartiere che vede la scomparsa di negozi tipici a favore di ristoranti lussuosi e catene di bar e abbigliamento. In Run The World si parla più apertamente di femminismo nero rispetto ad Harlem.

Whitney in Vivienne Westwood

Moda

Essendo questi telefilm costruiti sullo stile di Sex &The City, ovvero donne in carriera con soldi da spendere in vestiti sexy e on trend, ci sono molti stilisti internazionali che sbucano negli outfit delle protagoniste, oltre a boutique di New York e brand americani. Harlem risulta più ripulito e Vogue style, mentre Run The World è più “punk”, street style e originale negli abbinamenti.

In Run the World degni di nota sono corpetto, giacca e collana di perle Vivienne Westwood e il vestitino-giacca a quadretti jersey di Chanel su Whitney; la lipstick jacket di Giamba (Giambatti Valli che sfila durante la settimana della moda newyorchese) e il pluricolorato vestitino di Area su Ella ; il verde brillante del cardigan dress di Hanifa (un brand black owned molto interessante che vi invito a seguire) indossato da Sondi; il completo intimo metallico Christinalina di Agent Provocateur, la tutina nera dal sopra trasparente di Alexander Wang, il vestitino di pailettes arancioni Aurora di Retrofête, il tailleur a scacchi bianchi e rossi di Christian Siriano (vincitore di Project Runway e fashion designer affermato anche per taglie plus size) sfoggiati da Renee.

Sondi in Hanifa

In Harlem, Quinn, la più attenta alla moda perché fashion designer, indossa un abbottonatissimo vestito celeste con maniche a sbuffo di Zimmermann (altro brand che sfila a New York); Camille porta una gonna drappeggiata in pelle color petrolio di Petar Petrov con maglioncino bianco e il vestitino di pelle beige chiaro è di Alice+Olivia; Angie indossa una felpa pluricolorata Dolce & Gabbana con logo DG; il maglione bianco con la tigre di Tye è di Sonia Rykiel e la giacca bomber leopardata nera ed arancione è di Proenza Schouler (uno dei brand americani più in vista e seguiti).

Conclusione

Io vi consiglio di vedere entrambe le serie perché ognuna ha una sua peculiarità e sono sicuramente meglio di un Sex &The City che ormai anche nella sua nuova versione, And Just Like That, risulta stantio e datato.

Harlem (2021)

One Reply to “Harlem VS. Run the World: in realtà sono due serie tv che vale la pena guardare”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: