Benedetta Lo Zito e il suo esplosivo profilo Instagram femminista e body positive dove sentirsi a casa

In copertina Benedetta Lo Zito indossa gli orecchini Idioma Jewels.

Questa è una storia che nasce per caso su Instagram. Benedetta Lo Zito, social media manager, aveva un profilo personale dove postava foto di viaggi e di make-up, poi ad un certo punto, anche grazie ad alcune collaborazioni, il profilo è diventato pubblico col titolo @vitadibi_ poi cambiato di recente in @benedetttalozito. Stufa degli standard di bellezza imposti dall’ambiente del trucco, Benedetta ha iniziato a pubblicare immagini del suo corpo sostenendo la body positivity ed a parlare di femminismo intersezionale. Ha ottenuto un successo inaspettato, ora ha un grande seguito di ben 28mila followers. Ma la sua vita non è tutta sui social, anzi. La social media manager è un vulcano di idee: è completamente impegnata in progetti di attivismo, Women of Brixton e I Fiori di Zucca, di fotografia, United People of London, e cura l’immagine social di Idioma Jewels. Benedetta ha il grande dono di riunire le persone, farle fare gruppo per cause comuni, perché sostenersi e raggiungere gli obiettivi insieme è una delle colonne portanti del femminismo. Una vera femminista è una moschettiera che comprende appieno la frase l’unione fa la forza.

Col tempo la tua opinione sulla body positivity si è trasformata e secondo te succederà di nuovo?

Sì, sia nella body positivity che nell’inclusività, bisogna essere sempre vigili e adattabili al cambiamento nella sfera personale e pubblica. All’inizio avevo quell’idea comune della salute, pensavo che una persona super obesa non fosse un esempio da mettere sui social. Grazie a fat positive activist sono riuscita a guardare la questione da un altro punto di vista. Ho capito che dobbiamo imparare a guardare i corpi il più lontano possibile dai canoni di bellezza a cui siamo abituati da troppo tempo. La salute delle persone non è un nostro problema, non possiamo sapere se dietro l’accettazione non ci sia un discorso di perdere peso. Il mostrare la propria fisicità non è né di buono né di cattivo esempio, significa far vedere la realtà dei fatti. Inoltre, body positivity non significa considerare i corpi solo nella loro forma ma anche nella loro diversità (corpi tatuati, transgender, ecc.) . In tutto ciò che è diverso, c’è bellezza.

Una volta mi hai detto che nonostante la body positivity, non ti accetti sempre.

Io ho iniziato a lavorare su me stessa con un corpo che stava mutando perché prima ero più magra. Ho accettato che il metabolismo dopo i trent’anni cambia e che nel mio caso in un decennio ho preso trenta chili. La società ti pone sempre davanti a dei commenti. Io lo so che quando posto una foto sui social e ci capita una persona che mi conosceva un anno fa, mi chiede: ma che ti è successo? Come se guadagnare peso fosse un cancro. In realtà, prima stavo attentissima al cibo per il mio tipo di metabolismo, ora non mi importa. Ci sono molte cose che non mi piacciono di me e i media non aiutano con immagini che secondo loro sono perfette. Non mi accetto tutti i giorni, si può ricadere in una dieta, modificarsi in foto un difetto: sono episodi normali che fanno parte di un percorso. E poi si possono avere dei giorni particolarmente coraggiosi in cui mi amo e mi apprezzo.

@vitadibi

Cosa fa un social media manager?

Gestisce delle campagne di comunicazione sui social per altri o per suoi progetti. È importante, soprattutto in questo momento storico in cui il mondo si sta evolvendo verso l’inclusività e la sostenibilità, parlare e fare comunicazione in un certo modo.

Stai portando avanti la tua esperienza con il brand di gioielli Idioma. Come hai conosciuto una delle fondatrici, Fulvia Febo, e cosa vi unisce?

Ci siamo conosciute online perché ho collaborato inizialmente come influencer per Idioma. In seguito è nata un’amicizia e una collaborazione a livello professionale. Penso che ciò che ci unisce sia l’essere anticonformiste e il concordare sul fatto che le donne siano finalmente libere di volere qualsiasi cosa vogliano.

Secondo te per quale motivo è importante ci sia una marca italiana di gioielli erotici?

È necessaria dato che l’Italia è molto indietro sul piano del progresso mentale: dai diritti degli omosessuali alla condizione femminile e dei transgender. La sessualità è collegata a tanti argomenti. Per me non c’è liberazione femminile se non c’è liberazione sessuale. Combattere per la libertà sessuale delle donne abbassa anche il numero di femminicidi perché una donna non è più vista come una specie di proprietà. Se non esiste rancore o odio per il nostro essere libere, si abbattono pure gli stupri.

@vitadibi

Sei sempre stata attivista?

Le questioni sociali mi hanno sempre interessato. Faccio politica dai tempi della scuola, ho partecipato a manifestazioni e sono stata in collettivi. Negli ultimi quattro anni ho iniziato ad appassionarmi alla questione femminile che ho studiato adesso anche all’Università della British Columbia all’interno del corso online Gender and Sexuality.

Hai scoperto qualcosa di nuovo in questo corso?

Mi ha fornito un approccio più ampio all’intersezionalità. Buona parte del corso era incentrata sul sex work. Ci faceva osservare come gran parte delle minoranze si scagli contro questo tipo di lavoro senza considerare che anche i sex worker sono una minoranza che va protetta. Nel 1986 il West End di Vancouver, un quartiere a luci rosse, è stato gentrificato per fare spazio all’Expo. Questo è stato fortemente appoggiato dalla comunità bianca gay maschile della città, ci sono stati trecento casi di sex worker native scomparse o uccise perché sono state spostate dal loro luogo sicuro. Legalizzare e farl* stare insieme in realtà è l’unico modo per tenerl* più al sicuro.

Un meeting di Women of Brixton, @vitadibi

Hai creato di recente la comunità Women of Brixton e organizzato eventi a riguardo.

Stiamo al quarto meeting con realtà femministe, intersezionali e body positivity londinesi. L’idea è partita da me e la grafica Elisa Zorzan (@elisashori) con cui ho costituito la community ad agosto 2018. Lo scopo è creare eventi e workshop per gli individui e per le scuole per parlare di eguaglianza di genere, dare un’educazione sessuale ed emotiva, spiegare l’importanza del consenso e dei sentimenti con il supporto di professionisti. È fondamentale esprimere le proprie emozioni andando contro le imposizioni di genere della società. Ci piacerebbe portare questo progetto in ambienti a rischio, come discutere di cultura dello stupro in uno spogliatoio maschile. Metteremo il format del progetto online per farlo acquistare da istituti scolastici, aziende, società.

@womenofbrixton

Cosa sono I Fiori di Zucca?

È un progetto formatosi in modo autonomo a seguito della polemica suscitata dalla finta manifestazione di Miss Italia sul diritto di essere belle, preparata in realtà dallo staff organizzativo dell’evento. Le partecipanti sfilavano con cartelli come “Essere belle non è un reato”, “Né nude né mute”. Un fatto grave perché l’inclusività non condanna la bellezza mainstream ma mette sullo stesso piano tutti i tipi di bellezza. Noi attivisti body positivity non siamo nemici da combattere. Mi hanno scritto su Instagram ragazzi e ragazze rimasti sconvolti per questa iniziativa e ho pensato di creare un gruppo WhatsApp per cercare di fare qualcosa. Abbiamo accantonato la lettera di protesta allo staff di Miss Italia perché erano passati troppi giorni e per non dare risalto alla sua negatività, e abbiamo creato un manifesto positivo su quello in cui crediamo, cosa valorizziamo e cerchiamo di cambiare nella body positivity, nella nudità, nella parità di genere e nel giudizio comune.

Prossimi progetti?

Sto facendo dei colloqui per realizzare i miei sogni nel social media managing, voglio mettere le mie capacità a disposizione di qualche bel progetto femminista strong, inclusive, anticapitalista. Ho creato una pagina Facebook intitolata Benedetta Lo Zito – Inclusivity & Sustainability Consultant, in cui cerco di unire i miei ambiti di studio principali: comunicazione e marketing, assieme a studi di genere ed intersezionalità. Come freelance sto lavorando per diventare consulente di inclusività per aziende. Amo i viaggi e progetto di andare in California e in Giappone, magari in occasione del mio matrimonio (previsto entro l’anno, ndr)!

London Pride, @unitedpeopleoflondon

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