Più docenti e genitori consapevoli della comunità LGBTQIA+: ecco cosa ci vuole nelle scuole. Evento Marche e Abruzzo Pride a San Benedetto del Tronto

Foto copertina: Marche Pride Kit

Giovedì 16 giugno si è tenuto un bell’evento targato Pride allo chalet Brasil di San Benedetto del Tronto, dove vivo! Il dibattito Qualcunə Pensi alle Bambinə è stato organizzato da Marche Pride, Associazione Liberə Tuttə, Abruzzo Pride, Collettivo Malelingue, Rete Donne Transfemminista di Arcigay Agorà Pesaro-Urbino e Comunitrans – Gruppo Trans Ancona.

Il tema scottante era l’educazione alle tematiche LGBTQIA+ nelle scuole in cui ognuno ha portato la sua testimonianza. Le Marche e l’Abruzzo presentano criticità simili nel campo educativo e sono sempre gli studenti a chiamare le associazioni di categoria per andare a parlare negli istituti. Purtroppo non si delineano  percorsi didattici specifici, spesso ostacolati dall’opinione dei genitori che vogliono avere troppo potere sull’educazione dei propri figli. Nel dibattito si è anche sottolineata la discriminazione delle persone LGBTQ+ e delle donne sul lavoro, i grandi limiti dell’accesso all’aborto e l’assenza di strutture e informazione adeguati per il percorso di transizione delle persone transgender.
“C’è ancora molto da fare”, riferisce Fabio Milillo dell’Abruzzo Pride, “Ho lavorato nelle scuole con progetti Miur per circa sei anni. La difficoltà maggiore sta nel corpo docente e nella dirigenza scolastica”. I ragazzi gli chiedono spesso “come ti sei accorto che ti piaceva un ragazzo o ragazza?” È facile partecipare alle assemblee d’istituto ma quando si vogliono portare progetti sull’omolesbobitransfobia, vengono voltate le spalle.


È stata nominata anche la tragedia di Cloe Bianco, la docente che si è tolta la vita nel camper alla periferia di Auronzo di Cadore (Belluno) per essere libera almeno nella morte come ha lasciato scritto sul suo blog. Era stata completamente lasciata sola dalle istituzioni dopo il coming out nel 2015. “Qualche anno fa a un ragazzo transgender è stato impedito dalla dirigenza di partecipare come relatore ad un’assemblea degli studenti”, ricorda Valeria Cardarelli di Liberə Tuttə, “Se sei diverso, vieni lasciato da solo”. La scuola non ha un protocollo da seguire in questi casi. L’unico modo di agire è tramite il rifiuto e la negazione.
“Negli anni passati era più facile entrare nelle scuole, adesso non è più così”, ha ammesso il segretario del Marche Pride e presidente di Arcigay Agorà Pesaro-Urbino, Giacomo Galeotti, “I dirigenti scolastici mi hanno fatto domande assurde, del tipo ‘mi spieghi questa teoria gender?’ Io rispondo sempre: ‘Lo devi chiedere a qualcun altro perché non so che cosa sia’. Possiamo parlare di identità sessuale o studi queer ma la teoria gender non esiste”.
“Come associazione siamo intervenuti moltissimo nelle scuole”, dice il segretario di Arcigay Comunitas Ancona, Matteo Marchegiani, “Sempre invitati da studenti ma la scuola almeno non ci ha ostacolato. La cosa bella è il grado di curiosità da cui siamo invasi con domande specifiche che ti mettono spesso in difficoltà. Un segnale positivo perché significa che vogliono capire bene queste tematiche. Anche gli insegnanti aprono le orecchie e ascoltano i bisogni dei loro alunni. Siamo stati chiamati ad esempio per la giornata contro l’omolesbobitransfobia e ci ha fatto piacere”.


Il Marche Pride si terrà domani, sabato 18 giugno, a Pesaro. L’Abruzzo Pride invece sarà sabato 25 giugno a Teramo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: