EROTICASHION | Valentino è l’unica maison inclusiva della primavera haute couture 2022

Una delle poche case d’alta moda a fare la differenza quest’anno è stata Valentino, guidata dal fashion designer Pierpaolo Piccioli. Dopo la triste scomparsa di Alber Elbaz l’anno scorso, un peccato perché lo stilista era riuscito a dare una ventata di freschezza all’haute couture con AZ factory, sembra che a raccogliere il suo scettro sia stato Pierpaolo, anche chiamato il couturier del cambiamento. Cosa ha fatto di straordinario? Ha cambiato le silhouette delle modellə che sfilano, particolare che adesso si inizia a vedere di più nel prêt-à-porter ma per nulla scontato nell’haute couture abituata a produrre vestiti unici e non in serie. Se una casa di moda così importante muta il vento, le altre la seguiranno nelle prossime stagioni. Almeno si spera!

Valentino

Valentino

La collezione si intitola Anatomia della Couture. La vecchia regola della couture è questa: applicare il corpo dellə modellə di riferimento della casa di moda a cinquanta o sessanta modellə. Piccioli ha deciso di romperla prendendo dieci modellə di corpi di diverse proporzioni. Con questa operazione in realtà è andato all’origine dell’haute couture che creava modelli su misura per lə proprie clientə. Nel tempo questo concetto è cambiato per il mutamento degli ideali estetici e soprattutto perché la couture è supercostosa, dunque è diventata un sogno che i comuni mortali possono solo vedere e non indossare. La maestria di Piccioli è consistita nel drappeggiare così bene le sue creazioni attorno allə modellə da quasi non far accorgere gli spettatori del cambio radicale di prospettiva. Inoltre erano presenti modellə di età avanzata come Kristen McMenamy, Mary Sophie Wilson, Lara Stone, Violetta Sanchez, Lynn Koster, Jon Kortajarena.

Valentino

In termini di sexiness i vestiti degni di nota sono quelli corti con spalle scoperte e scollatura sul petto a goccia che scende fino al torace o quadrata con una fascia sullo sterno. Degni di nota anche quelli drappeggiati con spacchi laterali su busto e fianchi. Fantasiosi e vagamente settecenteschi gli stivali bianchi alti aperti sul davanti con una serie di ovali e fiocchetti. Un caftano lungo velato blu sembra essere un trend della stagione perché lo troviamo anche da Fendi. Da segnare il ritorno delle autoreggenti nere con fascia nera sulla coscia in bella vista sotto a vestitini e pantaloncini. Ci sono pure i top-reggiseni senza spalline sopra pantaloni lunghi che si vedono già da un po’ sulle passerelle.

Alexandre Vauthier

Alexandre Vauthier

Alexandre Vauthier ha ripensato ai ruggenti anni Venti perché anche quelli si sono formati in un periodo post-crisi internazionale con la Prima Guerra mondiale. L’intento è scrollarsi di dosso questi primi due anni pessimi dei Venti dei Duemila. Alexandre ha riprodotto nella sua collezione l’opulenza e l’estrema voglia di vivere a ritmi sfrenati di quell’epoca. Una novità sotto questo tipo di abiti con volant e frange sono gli stivali alti, il più interessante dei quali è uno con finiture a specchio argento. C’erano anche degli accenni anni ottanta nelle giacche, in particolare una leopardata con spalle larghe a punta che ricorda nella struttura ad insetto gli anni di Vauthier dal recentemente scomparso Thierry Mugler. Meravigliosi gli abiti lunghi con tagli aperti a triangolo ai lati di torace, vita e cosce verde scintillante o nero velluto.

Alexis Mabille

Alexis Mabille

Alexis Mabille ha chiamato la sua collezione “Carnal Couture” per un motivo: voleva richiamare il desiderio. Per questo ha scelto colori prevalentemente nude e palette opache. C’erano trasparenze combinate con la lingerie con le firme simbolo dello stilista: il fiocco e la camiceria. Il fiocco e altre decorazioni, come le perle attaccate ai lati di una cinta, a volte sono presenti in modo esagerato, barocco, ma questa è anche l’haute couture. L’eccesso di creazioni uniche. Sfila anche una catsuit (tutina) nera in solo pizzo e una dorata con una cappa nera dagli interni oro lunga chiusa a fiocco sulla testa. Il risultato è sensuale e raffinato allo stesso tempo.

Azzaro

Azzaro

Olivier Theyskens sta facendo un grande lavoro con la brillantezza e il romanticismo ad Azzaro. Usa cristalli, pailettes e lustrini in un abbigliamento gender fluid che potrebbe stare bene alle ragazzə di Euphoria, in particolare Jules Vaughn (Hunter Schafer) e Rue Bennett (Zendaya). Tanti i completi giacca e pantalone dai colori metallizzati, maglioni a collo alto lucidi di simil vinile, completi e vestiti incrostati di pailettes, spolverata di lustrini per cappotti, maglie, giacche e pantaloni, vestiti che sembrano irradiarsi da un anello al centro del torace. E ancora un cappotto nero-verdino che sembra provenire direttamente dai codici di Matrix. Abiti dello spessore di un velo bianco, nude e marrone.

Schiaparelli

Schiaparelli

Daniel Roseberry è stato ispirato dalla fantascienza nella sua nuova collezione: Arrival, Dune, Prometheus, Interstellar. La pandemia e la situazione internazionale degli eventi hanno spinto ancora di più le persone a rifugiarsi in nuovi mondi. Quindi, parlando di surrealismo che incontra l’esistenzialismo, a Schiaparelli essere su un altro pianeta è di casa. Cappelli a tesa larghissima, cappucci neri oversize, giacche bolero dalle maniche gonfie fino ai gomiti, vestiti con pantaloni larghi sopra al ginocchio che assomigliano molto alla moda mare anni Venti, abiti neri composti da dischetti satellitari. Ancora bustier in metallo dorato che vengono modellati direttamente sul corpo della modella, bustier nero con coppe a cono che paiono dei razzi pronti al lancio, bustier bianco a righe con decorazioni barocche di uccelli e soli attaccato ad una giacca nera. Sexy i vestiti che rivelano il seno appena coperto da top velati nude. Il vestito più spettacolare verso la chiusura dello show è stato quello di gioielli tentacolari dorati che ricorda una Medusa molto poco minacciosa uscita dalla mente di Guo Pei, couturier cinese di fama mondiale.

Christian Dior

Christian Dior

Maria Grazia Chiuri ha puntato tutto sul ricamo. Il suo pezzo migliore in questo senso è stata la tuta del primo modello della sfilata. Anche lo spazio dello show nel giardino del Musée Rodin era costruito con gli arazzi ricamati dagli artisti Madhvi e Manu Parekh e fatti a mano da Chanakya, la scuola indiana di tecniche artigianali con cui la stilista lavora sempre ed impara alle donne mestieri utili per autosostentarsi. L’installazione è stata aperta al pubblico dal 25 al 30 gennaio. Degni di nota camice trasparenti bianche, vestiti trasparenti dai colori scuri, a rete, ricamati con gioielli, nappine, gocce, pizzo macramè bianco. Peccato che il lato femminista dato da Chiuri al brand non sia stato esaltato anche nell’haute couture. Non è già più cool esserlo?

Chanel

Chanel

Virginie Viard ha puntato su uno dei pilastri di Chanel: l’intreccio tra abbigliamento sportivo, comodità ed eleganza senza tempo. Karl Lagerfeld ha guardato ai mondi di golf, equitazione, tennis, sci, ciclismo, pesca, surf, boxe, ecc. Viard ha voluto rispolverare questa vocazione rendendo chiaro il messaggio con l’apertura della principessa Charlotte Casiraghi in giacca Chanel su un cavallo spagnolo di otto anni chiamato Kuskus. L’apparizione era in linea col set della sfilata creato dal visual artist Xavier Veilhan che include spesso motivi con cavalli. Il mood dell’abbigliamento e dell’ambientazione era anni Venti e Trenta. Bello il vestito macramè bianco con bottoni dorati al centro sotto al classico tailleur Chanel con una gonna allacciata da un solo bottone in vita e aperta sul davanti. Interessante la gonna lunga crochet a righe bianche e nere con uno spacco profondo al centro. Twist contemporaneo per la serie di vestiti lunghi con una parte trasparente dal torace all’ombelico. Un po’ barocco ma grazioso il vestito trasparente nero con motivi costruttivisti-optical decorati da motivi in pizzo. Torace scoperto per un due pezzi di ispirazione indiana.

Zuhair Murad

Zuhair Murad

Zuhair è un perenne romantico che realizza vestiti da urlo da red carpet sexy. Anche lui ha viaggiato con l’immaginazione ma nel passato, prendendo ispirazione dai pirati settecenteschi. Si è concentrato però più su cappelli come tricorni rivisti e corretti e i tesori dei bauli rubati dalle navi cospargendo i vestiti di gioielli appesi come liane. Altri abiti erano fatti di corde da nave. I suoi abiti sono incastonati di pietre e gioielli. Notevole un vestito lungo rosso a pieghe lucide con maniche grandi basse e aperte ad altezza seno con spacco laterale dagli interni fucsia. Bella una catsuit argentata a fasce incrociate diagonali su petto e torace e maniche lunghe e aperte a cappa tempestata di lustrini e pailettes. A parte rosso, blu, nero e marrone, prevalgono i colori pastello di donne che rendono glam anche l’avventura.

Jean-Paul Gaultier

Jean-Paul Gaultier

Glenn Martens ha voluto omaggiare l’haute couture classica di Jean-Paul Gaultier. Il fashion designer ha preso una marinière bretone simbolo della maison e l’ha trasformata in un vestito 3D in bianco e nero a righe verticali che sottolinenao coppe e riga a V, di fatto ricordando un classico corsetto dalle punte assassine di Jean Paul. Questa è stata la silhouette che ha dettato il mood di tutta la collezione. C’è anche una gonna lunga e ampia crema con i lacci intrecciati del corsetto, però a mio avviso non è stato ottenuto lo stesso effetto deciso dei modelli 3D. Lo stilista ha tentato di reinventare alcuni capi iconici della casa di moda. Molti i vestiti lunghi di tulle colorati e non costituiti da “righe” trasversali e verticali e nastrini.

Fendi

Fendi

Kim Jones ha riflettuto molto sul fatto che con la pandemia molti clienti della couture non possono vedere in prima persona gli abiti ma solo attraverso uno schermo. Li scoprono veramente al momento della consegna. Questo li fa sprofondare nel regno di un fantasy apocalittico vicino alla fantascienza. I temi principali sono lo spazio stellare, l’astrologia e il paradiso. Fonti d’ispirazione sono state le statue fuori dal quartiere generale di Fendi a Roma, il Palazzo della Civiltà Italiana, i film Prometheus, Il Pianeta delle Scimmie, His Dark Materials. L’evasione della realtà anche qui ricorre come alternativa ad un universo terrestre che mai come oggi ci va stretto. Sul piano dell’abbigliamento, particolari le calze da venti denari sottili ricamate con fiori di piante rampicanti nere e blu. Di ispirazione punk-gothic i pantaloni a righe verticali tagliati sopra e sotto il ginocchio. Alcuni vestiti neri, blu notte, rosso e blu navy, e quelli fatti da pailettes effetto pioggia di stelle al contatto con le luci della passerella, sembrano veramente provenire da galassie lontane vicine ai mondi di Dune e Star Wars.

Alexis Mabille

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: