L’imprenditrice vulcano Evelyne di Nappytalia sfata i miti sulla sessualità nera e mi spiega come ha imparato ad amare il suo corpo

foto copertina: Giuseppe Circhetta

Evelyne Sarah Afaawua è la fondatrice di Nappytalia e nel tempo è diventata modella curvy grazie alla conoscenza con Laura Brioschi, creatrice di Body Positive Catwalk e designer di The Body Positive Bikini. Nappytalia è un’azienda e community di prodotti eco biologici per capelli ricci afro che è diventato molto famoso in questi ultimi anni. Il profilo Instagram personale della giovane imprenditrice è vivace con foto in outfit colorati, shooting fotografici e gustosi piatti del Ghana, paese di origine della sua famiglia. In un post in particolare, la ragazza racconta di sua nonna che proveniva da Breman Asikuma, una città vicino la capitale Accra, e discendeva da una stirpe matriarcale, tipica del gruppo etnico ghanese Mfante.

Evelyne è nata in Francia e vive in Italia, è una ragazza briosa, piena di voglia di fare e che non si perde d’animo. Non ha nemmeno peli sulla lingua quando si parla di sesso, quindi ho colto l’occasione per fare una chiacchierata con lei sugli stereotipi sulle persone nere a letto, sulla body positivity e l’empowerment femminile.

Sui giornali si leggono spesso le testimonianze di ragazzine nere che vengono fermate e scambiate per sex worker con la classica domanda: ‘quanto vuoi?’. Mi puoi dare conferma di questo fatto?

Esatto. Ho un post in programma sull’argomento dal titolo proprio “Quanto vuoi?”. Mi succede ancora adesso. Anche se lavoro da casa, mi piace vestirmi bene come se andassi in ufficio perché mi aiuta a concentrarmi ed esco così se devo fare commissioni nei dintorni. Solo per essere vestita in modo ‘formale’ le persone o mi danno del “lei” o gli uomini pensano di essere in dovere di fare delle battutine sul mio essere formosa. Alcuni si sentono legittimati dal domandarmi ‘Quanto vuoi?’ e io spesso e volentieri gli ho risposto: ‘Se vuoi chiamo i carabinieri e lo chiedi a loro’. Poi se gli comunico che faccio l’imprenditrice mi guardano come se si aspettassero dei mestieri più umili. E gli interlocutori di questi scambi non sono solo uomini ma anche ragazzini.

Foto: Fabio Vizz

Qual è lo stereotipo contro il quale ti imbatti più spesso?

Tantissimi. Da quelli che riguardano il colore della pelle al mio corpo al lavoro. Pensano sia africana, ignorante e senza un percorso di studi in un incasellamento retrogrado. Il fatto di essere donna di trentadue anni, indipendente mi mette in contrasto con mia madre che alla mia età era già sposata e aveva quattro figlie. Quando incontro uomini agli appuntamenti e li informo che sono single per scelta, si apre un abisso. Io amo la mia libertà, e questa cosa è difficile da far capire a molti rappresentanti del sesso maschile. Negli anni ho cambiato completamente la mia prospettiva di relazione. Sono una donna consapevole, decisa su quello che vuole e non perde tempo: questo fatto ai maschi etero non va bene perché per diversi di loro il sesso femminile è da proteggere. Questo non vuol dire che io non abbia attraversato delle situazioni relazionali difficili.

Sì, ho letto il tuo post a riguardo sul tuo ex amore senegalese Abdou.

Sono stata insieme a lui per due anni e l’ho dovuto mantenere economicamente per il primo anno. Dovevo tenere un registro per tutte le corna che mi ha messo. Avevo 22 anni e fino a quell’età credevo nell’amore. Nonostante io sapessi dei suoi tradimenti, continuavo a stare con lui: era una relazione tossica. Alla fine ho scelto me stessa e il mio bene.

Altri cliché sessisti?

Nel lavoro vengono messe in dubbio le mie capacità e competenze. Spesso mi viene chiesto due volte chi sia il titolare della mia azienda perché non credono sia io stessa. Non ci faccio più caso ormai, dato che ho capito che non sono quella che pensa la gente ma quella che reagisce ai loro pregiudizi. So come rispondere.

Fufu e Tilapia, piatto ghanese preferito della nonna di Evelyne, foto: @menscookgh

A proposito del campo sessuale, sei stata vittima di pregiudizi o stereotipi colonialisti come i classici ‘la donna nera ha la vagina più larga’ e ‘l’uomo nero il pene più grande’?

Per esperienza personale di donna che è uscita sia con bianchi che neri, dico che lo stereotipo su questi ultimi è una miscredenza. Ci sono uomini neri col pene piccolo. L’unica cosa in cui possono differire dai bianchi (e non tutti) è nella circoncisione che è più diffusa. Secondo me, anche avendone parlato con le mie amiche, questa caratteristica porta a un migliore grado di qualità nell’atto. Infatti è una delle domande che pongo spesso è proprio: ‘Scusa ma per caso sei circonciso?’ Per la vagina non ho termini di paragone perché quella bianca non l’ho mai vista. Non sono sicura sulla maggiore elasticità per quanto riguarda me stessa, visto che capiti abbia dei rapporti dolorosi.

Un power outfit di Evelyne

Tu sei specializzata nella cura del capello, hai qualche episodio di seduzione legato alla tua chioma? 

No, maggiori situazioni strane legate al portare extension o parrucche. All’inizio è faticoso far capire ai propri partner che non è il massimo toccare i capelli di una donna nera. Oppure ci guardano con stupore quando andiamo a dormire con la cuffia per proteggere la chioma. Molte di noi dicono: “Finché non ti ha visto con quella cuffia, lui non ti ha visto veramente”.

Ti senti più sicura con capelli che non sono tuoi?

Una volta ti avrei risposto che mi sarei sentita più convinta col protective style, invece adesso è il contrario. Mi sento più sicura con i miei capelli al 100%. Mi faccio le trecce per stare più comoda sul lavoro ma ho imparato ad apprezzare e amare i miei capelli.

Da destra Evelyne con Laura Brioschi e Benedetta De Luca, foto: NonnaLellaa

Come sei arrivata nel mondo delle modelle curvy?

A 18 anni avevo provato a fare la modella ma mi hanno detto che ero troppo grossa e sono capitata pure in un’agenzia truffaldina. Ho mollato perché ho avuto sia problemi di anoressia che di obesità. Sono arrivata a pesare 40 chili per 1 metro e 71 cm. Non era dovuto solo al rifiuto dell’agenzia ma anche alla mancanza di autostima e al fidanzato che avevo all’epoca che mi consigliava di mettermi a dieta. Due anni fa sono stata intervistata da Freeda e dopo di me c’era l’intervista a Laura Brioschi. Ci siamo scritte su Instagram e lei ha pensato di unire i nostri discorsi di accettazione tramite capelli e corpo in uno shooting fotografico insieme che è stato una bomba. Ho partecipato ad un concorso di bellezza curvy a Roma e qualche mese più tardi le mie foto sono state viste da Pompea che mi ha contattato per uno shooting fotografico.

Ti sentivi a tuo agio?

No, anche se ero in intimo. Con Laura ci sono voluti quaranta minuti per convincermi che fossero delle foto normali: mentalmente non riuscivo a staccarmi dall’idea ‘oddio sono nuda’. Il blocco che avevo non era tanto l’insicurezza verso me stessa ma più la preoccupazione del giudizio degli altri, compreso il fatto di essere imprenditrice. In seguito questi servizi fotografici mi hanno aiutato a farmi sentire più sicura del mio corpo e sono stati un bel messaggio per le mie followers.

Pre-shooting di Body Positive Catwalk

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