Sex toys, questi sconosciuti – Parte 2

I cataloghi americani di prodotti venduti via posta del 1870 pubblicizzavano “dildo o peni artificiali” senza eufemismi. Ma la pacchia durò poco perché nel 1872 fu creata la Commissione della Soppressione del Vizio che credeva che la masturbazione fosse pericolosa e il sesso per il solo scopo del piacere fosse peccato. Questa proibì la vendita postale di sex toys, compresi quadri erotici, facendola diventare un’industria underground.

I primi vibratori tecnologici iniziarono a comparire a fine Ottocento in Inghilterra, Francia, Germania, Cina, Giappone ed USA, potevano andare ad acqua, aria compressa o vapore. Il primo vibratore elettrico fu inventato dal medico inglese Joseph Mortimer Granville per curare la stitichezza, il mal di schiena ed il diabete in uomini e donne. Credeva che i nervi del corpo avessero un equilibrio naturale con vibrazioni salutari e che quando questo venisse a mancare per malattie, doveva essere ristabilito tramite vibrazione. I vibratori erano usati per curare tutti i tipi di disturbi meno che la masturbazione. Stessa storia per i dilatatori rettali, in genere di gomma, metallo o vetro, che erano pubblicizzati su riviste mediche e di salute, spacciati per curatori di diversi mali, tra cui anche la masturbazione maschile. Esistevano pure dilatatori vaginali usati per curare il vaginismo.

Prodotti venduti da Beate Uhse, foto: spiegel.de

In Germania nel frattempo l’ex pilota della Luftwaffe Beate Uhse vendeva alle casalinghe tedesche il suo Volantino X, una brochure dove spiegava alle donne il metodo anticoncezionale Ogino-Knauss, oggi considerato non efficace. Parlava anche di frigidità femminile ed impotenza maschile. La sua azienda di opuscoli si chiamava Betu e ben presto iniziò a confezionare scatoline con condom, che nel dopoguerra scarseggiavano, e libri come Amore senza paura di Eustace Chesser ed Il Perfetto Matrimonio di Theodoor Hendrik van de Velde, in base alle richieste delle sue clienti. Nel febbraio del 1951 fondò una società di vendita per corrispondenza ed assunse un dottore per rispondere alle domande dei clienti. Per sfuggire alla censura ed al carcere, si finse su carta “Salvatrice di matrimoni”. Quando la Germania a fine anni Sessanta si fece più libera di pensiero, iniziò a vendere preservativi chiodati, pillole erotiche ricoperte di zucchero, négligée per la notte. Nel Natale del 1962 Uhse aprì il suo primo “negozio specializzato per l’igiene matrimoniale” a Flensburgo. Ha creato un impero di sex shop durato sessant’anni, che dopo la sua morte nel 2001, è andato in rapido declino e nel 2017 è fallito. Nel 1989 ha ricevuto dal suo Paese la Croce Federale di Merito per aver aiutato i tedeschi a ritrovare una sessualità più rilassata.

Biancheria Sexy dal catalogo di Beate Uhse, foto: spiegel.de

Nel frattempo nell’America di metà anni Sessanta l’ex ventriloquista Ted Marche insieme all’imprenditore John Francis creavano protesi per uomini impotenti, dildi in cloruro di polivinile cotti al forno in una cucina di Los Angeles. Furono loro ad inventare il colore rosa carne e la vagina strap-on: spacciavano i dildi per “aiuti matrimoniali”. È grazie al dildo se William Masters e Virginia Johnson scoprirono nel loro celebre studio del 1966, in cui osservarono oltre diecimila rapporti sessuali, che la donna poteva avere orgasmi multipli, molto più intensi che durante l’atto con un’altra persona. Il paraplegico Gosnell Duncan di Chicago scelse il silicone come materiale ideale per i dildo. A differenza del cloruro, non si scioglieva anche se esposto ad alta temperatura, non era poroso, poteva essere sterilizzato in acqua bollente e non aveva un odore chimico forte. Aiutato dalla General Eletrics ne creò un modello che non fosse irritante per il corpo. Di origini caraibiche, rese disponibili i dildo in tre gradazioni differenti di nero ed uno bianco. Erano venduti come protesi strap-on per aiutare i disabili: i dildo e i vibratori infatti sono molto utili perché aumentano le possibilità di erezione. Duncan li faceva a mano su misura, non erano vuoti ma solidi, e potevano essere attaccati all’osso pubico lasciando testicoli e pene liberi.

Vagina strap-on

In Inghilterra furono aperti una serie di sex shop negli anni Sessanta da Carl Slack a Soho. Nel 1971 aprì a New York, nove anni dopo Beate Uhse, il primo negozio di sex toys gay e women friendly, Pleasure Chest, gestito da Duane Colglazier e Bill Rifkin. Inizialmente era un negozio di soli materassi ad acqua, i sex toys furono aggiunti per attirare l’attenzione, dato che i prodotti erano su ordinazione. A Milano aprì il primo lo stesso anno in Piazza Sempione, Basta Problemi di Ercole Sabbatini e sua moglie Angela Masia. Con la rivoluzione sessuale a cavallo di Anni Sessanta e Settanta i sex toys furono considerati uno strumento per la rivoluzione politica e perciò sempre più femministe americane iniziarono ad interessarsene, una di queste, Dell Williams, aprì il primo sex shop femminista dedicato alle donne Eve’s Garden a Manhattan nel 1974. Tuttavia, il più grande distributore di materiale pornografico e sex toys negli States rimase per lungo tempo (nonostante i numerosi problemi legali) Reuben Sturman, che aveva cominciato il suo business nei primi Sessanta.

To be continued

Foto copertina: Pulsatore Stronic Drei di Fun Factory

I proprietari di Basta Problemi Sex Shop di Milano

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