Il Piceno Pride pronto a fare casino e a ricordare che la diversità ci rende umani

Il Pride non è stato mai fondamentale come ora con un governo di estrema destra a capo dell’Italia, pronto a spogliarci dei nostri diritti al solo suono del nostro respiro. Sabato primo ottobre alle 15:30 al Parco Belvedere di Grottammare (sopra la foce del Tesino) si terrà il Piceno Pride. Nato a San Benedetto del Tronto nel 2021 dal gruppo transfemminista Liberə Tuttə, quest’anno si è spostato nella Perla dell’Adriatico.
“Ringraziamo l’associazione Blow Up, nostra supporter, che ci ha dato una grande mano con la burocrazia”, mi riferiscono Elisa Gilormello e Valeria Cardarelli, membre di Liberə Tuttə, mentre parlo con loro in un bar, “Grazie anche alle impiegate dell’ufficio cultura di Grottammare che hanno risolto i problemi sulla sicurezza”.
Cerchiamo di dare al Pride un’impronta politica ma non partitica”, continua Elisa, “però insieme alla lotta civile. Siamo un gruppo intersezionale: tutte le lotte si intersecano tra loro”.
Liberə Tuttə vi aspetta prima e dopo il Pride alla rassegna non solo cinematografica NESSUNə È PERFETTə – Sguardi differenti tra identità alterazioni e tran(s)formazioni in collaborazione con Blow Up a partire da giovedì 29 settembre all’Ospitale delle Associazioni.

L’evento nel dettaglio
Quest’anno ci sarà il corteo che partirà dopo le 16 da Parco Belvedere e arriverà a Piazza Kursaal percorrendo il lungomare. Per renderlo più accessibile a persone con disabilità uditive, al momento del raduno iniziale, verranno distribuiti tappi per le orecchie a chi ne farà richiesta. Saranno predisposte due zone bianche, al parco e in piazza, per abbassare gli stimoli sensoriali. Presente pure l’interprete per la lingua dei segni. Verranno distribuite bottigliette d’acqua all’occorrenza.
Una volta arrivatə in piazza Kursaal ci sarà un palco condotto dalla drag Ursula Queen, madrina del Pride, con interventi della Rete degli Studenti Medi, Non Una di Meno Transterritoriale Marche, Arcigay Comunitas Ancona e altri gruppi e associazioni. Questi saranno intervallati da alcune esibizioni musicali.
Avverrà anche la presentazione di due sportelli aperti da due cooperative marchigiane che hanno vinto il bando Unaar e il bando ministeriale per gli sportelli antidiscriminazione.
Nella pineta dietro al Kursaal saranno esposti i disegni presentati volontariamente dallə artistə in Call for Artists.

Il Piceno Pride ha pubblicato tre giorni fa il suo manifesto politico che è anche il suo comunicato stampa ufficiale. Viene spiegato il motivo del tema di quest’anno “Non si può dire più niente”: “Le parole ci nominano, ci descrivono, ci rendono (spesso) chi siamo. Le parole hanno un peso. La frase ‘non si può più dire niente’ viene usata come scusa da gente che non rispetta l’altrə in nome di democrazia e libertà di parola. Ma la regola d’oro ce lo insegna, ‘la mia libertà finisce dove comincia quella dell’altrə’ e noi siamo liberə di difenderci, di vivere e di lottare per il sacrosanto diritto di non subire la tua violenza mascherata da opinione!

I contenuti del manifesto politico del Pride: bisogna combattere disinformazione e fascismo
È presente anche una bella stoccata all’informazione disinformata sulle tematiche LGBTQIA+. “Non sono solo i diritti delle persone LGBTQIAP+ a mancare ma anche il riconoscimento e la visibilità di un’intera comunità: parlano di noi invece di ascoltare cosa abbiamo da dire. E quando non sei visibile, non esisti e se non esisti tutto quello che ti accade è lecito. Ci sono state troppe aggressioni alle persone Queer nella nostra regione e oltre alla gravità dei fatti, la narrazione (dei giornali e sui social) è sempre vergognosamente ignorante; ignorante dal punto di vista del linguaggio, ignorante dal punto di vista del contenuto, ignorante dal punto di vista della superficialità nel trattare determinati temi senza neppure essere formatə”. La lotta per i diritti è trasversale. “Veniamo discriminatə e oppressə come donne, persone trans, lesbiche, bisessuali, gay, asessuali, non binarie, pansessuali, intersessuali, poliamorose, demisessuali (…) ma anche come disabili, lavoratorə, poverə, fuori casta. Non possiamo scindere le lotte civili da quelle sociali o da quelle per l’autodeterminazione di identità e corpi. Perché la lotta di classe è transfemminista e Queer! Uno sguardo intersezionale è necessario per rendere possibile l’analisi della realtà in cui viviamo, e in questa società le gerarchie capitaliste ci opprimono, tuttə (o quasi)”.
Tutti i partiti sono responsabili dell’oppressione perché figli di una società patriarcale. “Ci opprimono lo Stato e i partiti di destra in modo esplicito e consapevole, ma ci opprimono e ci silenziano anche molti partiti di centro sinistra che ci usano come bandiere da sventolare, bacino elettorale al quale attingere, un mezzo per descriversi come ‘progressisti’ quando poi non ascoltano nessuna delle nostre voci. Rivendichiamo il diritto alla nostra voce e ribadiamo la necessità di invertire la dinamica del potere che sempre scende dall’alto e mai ci mette al centro ma da sempre ci accerchia!”

Pride 2021, San Benedetto del Tronto

È importante rivendicare le leggi conquistate a fatica nel passato, come l’aborto, e introdurre un’educazione sessuale e affettiva nelle scuole per rispettare i corpi e le menti dellə altrə. “Vogliamo che ci siano l’educazione affettiva e sessuale, vogliamo le carriere alias nelle scuole e vogliamo che il personale scolastico, sanitario e pubblico sia correttamente formato. Vanno accese le luci sul pericolo della messa in discussione del diritto all’aborto nelle Marche e in Italia, sulle difficoltà delle persone disabili, gli ostacoli che affrontano le persone neurodivergenti, le persone razializzate e migranti”.
Infine è importante combattere il fascismo che si manifesta anche nella propria morale imposta a forza allə altrə. “Vogliamo un cambiamento di atteggiamento radicale della politica nei confronti del fascismo e delle pratiche ad essa collegate perché un farmacista che abusa del diritto di obiezione negando la pillola del giorno dopo ad una ragazza è esattamente questo, fascismo. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle nel corso degli ultimi due anni cosa significa un governo amministrato dalla destra. Lo abbiamo percepito nella crescente violenza, nell’intensificarsi delle manifestazioni di intolleranza e odio, nel diritto all’autodeterminazione sempre più sfacciatamente osteggiato”.

Come contribuire
Il Pride non ha sponsorizzazioni e si sostiene grazie al volontariato. Se si vuole contribuire alle spese vive per l’organizzazione, si può fare una donazione a: gofund.me/ff289372. Se invece si vuole aderire, basta scrivere alla mail libertutt.info@gmail.com oppure compilare il modulo: forms.gle/WaRLZQ1pgBT68WCL8

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