PARIS FASHION WEEK HIGHLIGHTS | L’ombra della guerra non impedisce ai fashion designer di essere sensuali. Balenciaga il più vicino all’Ucraina

Milano e Parigi hanno raccolto un pesante fardello questo Autunno/Inverno 2022-23: la guerra in Ucraina. Qualche designer ha rivisto la sua collezione all’ultimo momento, altri hanno incluso dei temi affini sulla sopravvivenza nelle loro collezioni, Giorgio Armani ha fatto una sfilata senza musica e Demna Gvasalia a Balenciaga ha portato una neve fredda burrascosa sulla sua passerella parigina. Nato in Georgia, è scappato dal suo Paese in guerra civile quando era bambino e ha frequentato le scuole ucraine per due anni prima di trasferirsi in Germania. Il designer è particolarmente legato alla sua nazione adottiva e ha voluto dimostrarlo con le t-shirt della bandiera dell’Ucraina disposte su ogni sedia con la frase “l’amore deve vincere”. Prima della sfilata ha letto l’incoraggiamento alla pace del poeta-eroe Olek Sandr Oles solo in ucraino. Balenciaga ha anche cancellato tutte le foto dal suo account Instagram mettendo solo quelle della sua attuale sfilata e ha inserito in descrizione il link del World Food Programme (WFP) che il brand sostiene per procurare assistenza alimentare alle persone che fuggono dal conflitto in Ucraina e nei Paesi limitrofi.

Trovate la maggior parte degli stilisti della Paris Fashion Week sulle storie in evidenza del mio profilo Instagram: Eroticashion  @iamfioreavvelenato .

Balenciaga, Vogue.com

Balenciaga. La bufera di neve era un’allegoria del viaggio personale dello stilista quando a dieci anni se ne è andato dalla guerra in Georgia. Sorprendentemente, la sua storia è simile a quella di Cristobal Balenciaga che fu costretto a lasciare la Spagna nel 1936 per la guerra civile. Nello show di Demna non sono però mancate le celebrities e l’apoteosi l’ha toccata al solito Kim Kardashian in tuta nera avvolta da metri di nastro adesivo giallo, come quello usato per le scene del crimine negli States, con su scritto in nero Balenciaga. Non un’invenzione originalissima perché già nel lontano 2009 Lady Gaga era in una sorta di bikini di nastro adesivo giallo nel video di Telephone con Beyoncé. Nel 2011 la fashion designer del riciclo, Nancy Judd, aveva creato ben due abiti con vero nastro adesivo giallo. Più di recente, abbiamo visto un vestitino attillato fatto solo del famoso nastro nelle serie tv iZombie e una sorta di “tuta larga” in Brooklyn Nine-Nine. La tutina che indossava Kim ha sfilato anche in passerella ma non è stato il pezzo più interessante. Il nero prevale con qualche sprazzo di colore, le ultime due tonalità su una tuta gialla e un abito azzurro sono dedicate all’Ucraina. Pantaloncini e asciugamani avvolti attorno alle spalle come una sciarpa ricordano la traversata a piedi di Demna mentre scappava dalla guerra sulle montagne georgiane, esposto alle intemperie. Tutine, vestiti e tute baggy e oversize si alternano. Le giacche di ecopelle sono fatte di micelio, derivato dai funghi.

Ludovic de Saint Sernin, Vogue.com

Ludovic de Saint Sernin. Sembrerebbe Ludovic il designer da tenere d’occhio. Ha debuttato sulle passerelle nel 2018 e ha vinto il premio LVMH. Esplora la sessualità LGBTQIA+ con il suo abbigliamento e il suo capo simbolo è il jeans con gli occhielli. Lo stilista ha sdoganato la biancheria di lusso “da uomo” di cui tanto si parla adesso. Ultimamente si è concentrato sulla donna ispirandosi ai suoi miti: le top model anni Novanta. È stato già indossato da star come Rihanna, Miley Cyrus, Kim Kardashian, Dua Lipa, Hailey Bieber e l’attrice Alexa Demie di Euphoria. In questa collezione gli uomini indossano minigonne e top corti incrociati. Accanto al suo ridotto abbigliamento, ha introdotto cappotti e abiti lunghi di pelle e trasparenti. Diversi cut-out applicati a top e reti a vestiti, maglie e canotte.

Balmain, Vogue.com

Balmain. Rispetto a Balenciaga, Olivier Rousteing ha avuto una reazione più “aggressiva” alla guerra in termini di abbigliamento. Del resto non poteva essere altrimenti, l’essenza di Balmain è avere una linea paramilitare-spigolosa. Tuttavia la collezione di Olivier è stata concepita prima del conflitto in Ucraina. Infatti nelle note dello show il designer ha specificato che le creazioni “non sono una risposta diretta all’orribile invasione” russa. Il messaggio è l’unione nella solidarietà. L’abbigliamento protettivo è infatti ispirato alle bende che Olivier ha dovuto portare per mesi per le bruciature provocate da un incendio domestico nel 2020 (l’esplosione di un camino). Si è ispirato anche agli indumenti da moto, armature antiche, militaria moderna, agli anime giapponesi come Evangelion e i film degli eroi Marvel. Che dire? Balmain è sempre sexy anche quando fa indossare allə suə modellə stivali platform che richiamano molto lo stile gotico, soprattutto quello esagerato giapponese da gothic lolita. Olivier è stato appena scelto per disegnare il debutto di Jean Paul Gaultier nell’haute couture. Complimenti!

Dries Van Noten, Vogue.com

Dries Van Noten. Dries Van Noten ha ambientato la sua collezione senza sfilata all’Hôtel de Guise abbandonato cinquant’anni fa. Le ispirazioni del designer belga sono state la cantante Mina (nel trucco di alcune modelle) e l’architetto visionario Carlo Mollino, fotografo surrealista, diventato famoso dopo la morte per la scoperta di polaroid con donne nude e semivestite. L’abbigliamento era sontuoso, decorato, animalier. Il marchio si lancerà nel settore beauty da maggio 2022 con profumi e rossetti.

Valentino, Vogue.com

Valentino. Il classico colore rosso di Valentino è stato messo in pericolo questa stagione dal fucsia brillante acceso, che ricorda tanto il rosa shocking inventato da Elsa Schiaparelli negli anni Trenta. In inglese il colore si chiama “hot pink” perché in questa gradazione è molto vicino all’effetto deciso che lascia il rosso. Il titolo della collezione era Valentino Pink PP Collection e richiama la collaborazione con Pantone per creare una nuova tonalità, un mix tra il rosa Barbie e il fucsia. Il colore “rosa bollente” è stato seguito dal nero per fare contrasto. La collezione bicroma ha ospitato modelle anziane tra le sue fila ma purtroppo non c’è stata una replica dell’inclusività che avevamo visto nell’haute couture, tranne per un look. Ha fatto più scalpore l’attrice protagonista della chiacchieratissima serie Euphoria, Zendaya, tutta vestita di fucsia in prima fila e nuova musa di Pierpaolo Piccioli.

Christian Dior, Vogue.com

Christian Dior. Una tutina luminescente nel buio che fa pensare immediatamente a Tron compare sulla passerella di Dior. Scrutano gli spettatori i ritratti di donne dal sedicesimo al diciannovesimo secolo dell’ installazione dell’artista italiana femminista Mariella Bettineschi, intitolata come la sfilata di Maria Grazia Chiuri, The New Era. Nel secondo look la giacca bar, capo iconico, ha una tecnologia creata con D-Air Lab, azienda italiana di abbigliamento tecnico, che ti permette di sentire caldo d’inverno e freddo d’estate. Un incrocio tra tecnologia e futurismo che si vede anche nei vestiti delicati ricamati, tra cui compare anche una tuta di pelle da motociclista. Un grande bustino nero a rete viene messo sopra anziché sotto (come negli anni Cinquanta) molti indumenti della collezione. Da notare anche jeans bustino alti fin sotto al seno.

Miu Miu, Vogue.com

Miu Miu. Miuccia Prada si è mantenuta fedele allo stile della Primavera/Estate 2022. Le superminigonne dalla vita bassa adesso sono gonnelline da tennis con mutandine pantaloncino di seta a vista. Anche gli uomini indossano pantaloncini corti e si nota una non differenza binaria tra maschio e femmina. Interessanti le maglie sportive sempre da tennis trasparenti con i reggiseni a vista. Belli i pantaloni di pelle da pirata corredati da stivali marrone chiaro. Lolitesche le scarpette da ballo con calzoni di lana effetto scaldamuscoli.

Da guardare anche: Saint Laurent, Alexandre Vauthier, Rochas, Givenchy, Lanvin, Stella McCartney, Copernico, Chanel.

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