Pagan Pills – Bonfire Night, ovvero il falò di ossa

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L’usanza del falò di ossa è nominata in un episodio della serie Netflix The Haunting of Bly Manor. Incuriosita, sono andata a cercare cosa fosse questa antica usanza. Ho scoperto che corrisponde al 5 novembre, festeggiato in Inghilterra come giorno di Guy Fawkes o Congiura delle Polveri.

Guy Fawkes era un membro della Congiura delle Polveri, un gruppo di cattolici che volevano far saltare in aria il parlamento del re protestante James I (5 novembre 1605). In molti non sanno che il termine bonfire non deriva dal francese “bon” nel senso di “buono” ma da “bone”, che vuol dire “osso”. Nel dizionario Webster del 1890 infatti si legge che la parola proviene dall’inglese medievale “bonefire” che significa falò d’ossa e il primo riferimento scritto registrato è in latino “ignis ossium”. Le prime testimonianze del suo spelling provengono dalla parola scozzese “banefire”, dove bane è un modo di dire “osso” in Scozia. Nel sedicesimo secolo la parola perse il significato originario e diventò bonfire. Il vecchio nome rimase però nelle campagne e come dicitura popolare. A novembre i contadini inglesi macellavano la maggior parte dei loro animali per avere del cibo invernale, risparmiando solo le coppie d’allevamento per la primavera. Le carcasse erano trasformate in concime bruciando le ossa. Tra il 31 di ottobre e il 1 novembre si accendevano falò di ossa, colture, oggetti personali o simbolici, torte, noci come offerte agli Dei per liberarsi dalla sfortuna o dalla malattia. Durante Samhain (Halloween) il velo tra il mondo dei vivi e dei morti si assottiglia e i fuochi avevano il compito di scacciare gli spiriti malintenzionati. In autunno e inverno si recitavano preghiere o pensieri per i morti davanti ai falò e nel periodo di massimo buio si accendevano per richiamare il prossimo ritorno della luce.

I falò venivano anche accesi alla vigilia di quella che poi la cristianità battezzerà come la data di San Giovanni Battista, il 24 giugno, proprio vicino al Solstizio d’Estate, e nella stagione autunnale-invernale. Il fuoco è purificatore, quindi spesso nei paesi anglofoni del Nord Europa si accendevano due fuochi tra cui il bestiame doveva passare per purificarsi dai parassiti. La coppia che si doveva sposare il primo Maggio o il primo lunedì di questo mese saltava il fuoco per sigillare i voti. In primavera e estate le ceneri del falò venivano sparse sul terreno per garantire la produttività delle coltivazioni. Infatti erano accesi per invocare la fertilità della terra.

Nello specifico, noi pagani accendiamo falò nelle grandi feste di Beltane (30 aprile-1 maggio) e di Yule o Solstizio d’Inverno (21-22 dicembre). Come ho già detto, i fuochi possono essere tipici anche a Lughnasadh o Solstizio d’Estate (21-22 giugno) e a Samhain o Halloween (31 ottobre).

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