I costumi scabrosi di Colette, bisex e cougar ante litteram

La ragazza con le due lunghe trecce dietro la schiena si guardava nuda davanti allo specchio. Le piacevano le sue ciglia folte, i suoi occhi allungati dal leggero tocco orientale e il suo corpo longilineo, così diverso da quello delle sue compagne di classe, molte già formate. Fissò i suoi seni piccoli ma belli, ben modellati. Non le sarebbe dispiaciuto se fossero rimasti così. A volte sognava di essere un ragazzo, fare un mestiere da uomo, come il marinaio,  e salpare per luoghi esotici sconosciuti. Le si accesero le pupille per l’eccitazione. Ci sarebbe sicuramente riuscita! La porta della sua stanza si aprì. “Oh, Gabrielle!”, sbottò la madre sorpresa dalla sua nudità. La ragazza si rinfilò la camicia da notte rapida. “Come diavolo farai a trovarti un compagno se sei così innamorata della tua immagine?”. Sidonie-Gabrielle sorrise colpevole. 

Sidonie-Gabrielle nacque a Saint-Sauveur-en-Puisaye in Borgogna nel 1873 e il suo nome di penna era Colette, dal cognome del padre Jules-Joseph. Visse un’infanzia ed un’adolescenza felici grazie ai genitori, liberi pensatori che le permettevano di andare nei boschi, assistere alla nascita del giorno, viaggiare a Parigi e Bruxelles e frequentare le scuole pubbliche. Innamorata della sua immagine, si autodefinì “ragazza-e-ragazzo” per il volto femminile e il fisico che non corrispondeva esattamente ai canoni di bellezza della sua epoca. Il suo fratellastro Achille, uno dei figli del primo matrimonio della madre, la diede in sposa a vent’anni al libertino trentaquattrenne Henry Gauthier-Villars, già con un figlio illegittimo a carico e proprietario di una casa editrice. Henry, detto Willy, aveva una predilezione particolare per le ragazze androgine e per un periodo si divertì a giocare con Colette al padre incestuoso che punisce la figlia cattiva. Poi tornò alle sue vecchie abitudini. Foglietti anonimi informavano la novella sposa sulle nuove conquiste del marito: Louise Willy, Charlotte Kinceler, Georgie Raoul-Duval. Gabrielle fece buon viso a cattivo gioco, diventò amiche delle amanti di Willy e con alcune, come Georgie, esplorò le sue tendenze omosessuali.  Nonostante ciò, soffrì moltissimo dell’infedeltà del marito e si ammalò fisicamente e mentalmente. La scrittura la salvò. Willy, che aveva una squadra di persone che scriveva per suo conto, attorno al 1894 le chiese di scrivere su dei quaderni le sue memorie delle scuole elementari infarcendole di particolari piccanti. All’inizio deluso dal risultato, ripose il lavoro in un cassetto per recuperarlo due anni più tardi.

Colette (2018)

Nel 1900 fu pubblicato da Olendorff “Claudine à l’école” firmato Willy. Nella prefazione Henry scrisse che si trattava di una sorta di diario intimo che gli era stato inviato da una ragazza. Ancora oggi non sappiamo quanto ci sia di Colette nel testo, dato che suo marito rimaneggiò l’opera e aggiunse di sicuro verve agli episodi lesbo, ed i primi due manoscritti originali furono distrutti. Fu un successo straordinario, soprattutto “Claudine en ménage”, dove si malcelava la storia tra Colette e Georgie. La scrittrice intensificò i rapporti con la scena culturale lesbica parigina, frequentando in una mezza relazione la musa ispiratrice Natalie Clifford-Barney, e acquisì il soprannome di Culotte per il suo stile di vita provocatorio. Willy la immerse nell’ambiente teatrale e Gabrielle si scoprì attrice in ruoli maschili: recitò il ruolo di seduttore che scambia un lungo bacio con una donna conquistata ad un caffè, fu quasi nuda nei panni di Pan, e fu uno scienziato che bacia una mummia femmina per riportarla in vita. Nel frattempo la sua relazione con Henry naufragò,  e nella primavera del 1906 conobbe Mathilde De Marny, detta Missy. Questa coltivava la riproduzione dell’aspetto maschile nell’estetica e negli abiti fino alla caricatura. Nel 1910 si separò definitivamente dal marito dopo aver scoperto che aveva stipulato un contratto che la privava di tutti i diritti sulle vendite annuali di Claudine.

Colette e Missy
Colette

I rapporti con Missy si allentarono nel 1911 quando intrecciò una relazione con Henry De Jouvenel, uno dei redattori capo del Matin, in cui Gabrielle aveva iniziato a lavorare. I due si sposarono un anno più tardi ed ebbero una figlia che Colette chiamò col suo nome omonimo. Sempre piena di impegni e dalla vita frenetica, la scrittrice fu di nuovo rimpiazzata dall’amante ufficiale del marito, Germaine Patat. La depressione di Colette per questo risvolto, però, non durò a lungo perché si consolò con il figliastro Bertrand, proveniente dal precedente matrimonio di De Jouvenel. Il ragazzo trascorreva vacanze e pranzi da lei, e la scrittrice gli fornì un’educazione sentimentale. Li separavano trent’anni di differenza ed il giovane non fu né primo né l’ultimo toy boy di Colette. Nel passato aveva avuto Auguste Hériot, figlio dei proprietari dei Grands Magasins du Louvre, con tredici anni di meno, e di seguito a Bertrand verrà Maurice Goudeket, di sedici più piccolo. Tuttavia il romanzo “Chéri”, in cui una cortigiana ritiratasi dalla scena seduce un venticinquenne, è stato scritto qualche mese prima della relazione con Bertrand e probabilmente è solo una fantasia incestuosa. Il racconto “Le Blé en herbe” invece parla in modo gioioso del loro rapporto sotto pseudonimi.

Dopo aver lasciato De Jouvenel e il Matin, viaggiò molto per il mondo, scrisse per Vogue e Marie-Claire, fu ambasciatrice di Francia in Belgio e incontrò Goudeket, che rimarrà suo amante ed amico fino alla morte. Sotto l’occupazione nazista, assunse una posizione ambigua, in bilico tra il collaborazionismo e la resistenza. Nonostante le molte proteste per questo motivo, Colette, ormai artritica sulla sedia a rotelle, ottenne nel 1953 la legione d’onore. Fu la sola donna nella storia della Repubblica Francese ad avere ricevuto le esequie ufficiali nella sepoltura al cimitero Perè-Lachaise di Parigi.

Colette é stata una donna dalle idee sfuggenti, inafferrabili. Fu restia a definirsi “scrittrice”, disse che la scrittura per lei non era un lavoro, altrimenti l’avrebbe detestata. Difatti  la usò spesso come strumento di autopsicanalisi: in romanzi da teatro vaudeville si vendicherà dei maltrattamenti ricevuti dai suoi ex mariti e descriverà la sua gelosia repressa in La Chatte . Tuttavia, Simone De Beauvoir, autrice del Secondo Sesso, pur condannandole il fatto di aver rifiutato il femminismo come idea, le riconobbe di essere stata la prima scrittrice francese ad aver sul serio vissuto della propria penna. Il 6 dicembre è uscita una sua biopic interpretata da Keira Knightley con la regia di Wash Westmoreland, regista che ha debuttato negli anni Novanta nel mondo del cinema pornografico gay,  in cui ha vinto awards per diversi film.

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