In copertina: dal centro verso destra, Ilaria Todde e Silvia Casalino alla Libreria Tuba, Pigneto, Roma
La scorsa settimana sono stata da Libreria Tuba a Pigneto (Roma) per capire in cosa consiste la prima Dyke March italiana che avverrà sabato 26 aprile per il Lesbian Visibility Day. Le due Dykerector, Ilaria Todde e Silvia Casalino, hanno fornito un po’ di informazioni in merito. La marcia avviene in occasione della quarta European Lesbian Conference che si terrà dal 23 al 26 aprile nella capitale, organizzata dalla EL*C, Euro Central Asian Lesbian Community, al Pineta Palace Hotel. Si tratta di una rete composta da associazioni, gruppi, collettivi provenienti da Europa e Asia Centrale. Lo scopo è creare degli spazi di condivisione e di strategia tra attivistə e organizzazioni che si occupano di donne e persone della comunità Lgbtqia+. L’obiettivo, invece, della marcia è difendere i diritti delle lesbiche, di recente attaccati dal governo italiano con la cancellazione dei nomi delle madri lesbiche dagli atti di nascita dellə propriə bambinə.
Gli argomenti della European Lesbian Conference
“Le lesbiche hanno sempre fatto parte di tutti i combattimenti per avanzare la società – racconta Silvia Casalino – intellettuali, artistici, politici per la pace, contro il nucleare, per aiutare le persone migranti, però alla fine molto raramente ci siamo interrogate su qual erano le cose specifiche che ci riguardano in quanto lesbiche”. La divisione italiana di EL*C è composta da sei persone retribuite e accesso a Senato, istituzioni e realtà culturali significative.
Durante la conferenza si svolgerà un’analisi della situazione odierna lesbica. Si parlerà delle questioni di genere, di relazioni, politica, giustizia climatica, accessibilità, turismo. Ci saranno attiviste dall’Asia Centrale, Ucraina, Palestina e la fondatrice del Black Pride di Londra, Phyllis Akua Opoku-Gyimah.

Locandina Dyke March Roma, credits: Frad
Cos’è la Dyke March
I primi tentativi di Dyke March furono fatti negli anni Ottanta in Canada, prima a Vancouver e poi a Toronto. La prima ufficiale si è tenuta nel 1993 a Washington D.C. negli Stati Uniti, organizzata dalle Lesbian Avengers, fino al 2007. Dopo dodici anni di interruzione, è tornata nel 2019. “Le lesbiche fecero una serie di spettacoli da mangiafuoco – spiega Ilaria – per mostrare che non avevano paura di niente e che le donne potevano fare qualsiasi cosa possibile”. Ingoiavano e sputavano fuoco per protestare contro l’assassinio di una lesbica afroamericana, Hattie Mae Cohen, e un gay bianco disabile, Brian Mock, per mano di skinhead che diedero fuoco alla loro casa a Salem, Oregon. Quasi un anno fa, nei quartieri poveri di Buenos Aires, tre donne lesbiche sono morte per l’incendio innescato da una molotov gettata da un uomo nella loro stanza, solo una di loro si è salvata.
Percorso ed eventi correlati
I festeggiamenti iniziano la sera di mercoledì 23 aprile con un aperitivo alla Casa Internazionale delle Donne. Ci saranno le performance di artisti romane come Frad (che ha disegnato locandina della Dyke March) e Nancy Tungsten. Le mattine dal 24 al 26 aprile ci sarà la conferenza alla Pineta Sacchetti con possibilità di parcheggio. Il costo dei tre giorni è trenta euro (biglietto singolo 17.18 euro). Se non si può coprire il costo del biglietto, si può scrivere all’associazione per trovare una soluzione idonea.
La Dyke March partirà alle 15:30 da Piazza Vittorio Emanuele II fino ai Fori Imperiali. Il percorso si trova sulla pagina Instagram Dyke March Roma. Dopo la marcia, ci sarà una festa organizzata dal collettivo Saffo a L’Alibi Club.



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