I costumi sociali e sessuali di Sparta più liberi di Atene

Le donne spartane sono sempre state più libere di quelle ateniesi. Ad un certo punto della storia spartana, le figlie poterono ereditare i lotti di terreno che tradizionalmente si trasmettevano da padre a figlio: questo per evitare la diminuzione del numero degli Spartiati, la classe dominante a Sparta, che contava sempre meno uomini. Se un padre moriva senza eredi maschi, il patrimonio passava alla figlia. Le ateniesi invece erano costrette a sposare il loro parente maschio più stretto per passargli l’eredità.

Museo del Louvre

La pederastia, il rapporto amoroso-sessuale che legava un giovane ad un adulto, era presente sia ad Atene che a Sparta. Senofonte riporta che Licurgo, il mitico statista spartano, considerasse questa relazione un ottimo strumento educativo a patto che non fosse un’amicizia biasimevole. Non si sa con certezza se a Sparta fosse un’istituzione per tutti gli uomini o fosse limitata solo agli Spartiati.

Primo secolo a.e.c. (avanti era corrente)

Plutarco ci informa che a Sparta “l’amore era ammesso al punto che le donne belle e buone amavano le fanciulle”. Nei thiasoi, comunità in cui le giovani si preparavano al ruolo di mogli, a volte si celebravano matrimoni omosessuali come dimostra un canto corale dei Parteni di Alcmane (Partenio del Louvre).

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