Iniziamo bene il 2022 bevendo dell’eccitante (erotica) cioccolata calda

Non c’è composto di erbe afrodisiaco che riesca a battere la cioccolata. Eppure di recente ci hanno provato: Lovers – Your Place for Pleasure ha messo sul mercato delle cioccolate afrodisiache che aiuterebbero l’eccitazione sessuale, Sex Chocolates. Il mix di diciassette erbe contenute nel ripieno dovrebbe fare la magia. Si tratta di ginseng, guaranà, damiana, serenoa, yohimbina, fieno greco, noce di cola, valeriana, liquirizia, smilax, fo-ti-tieng (pianta del sud della Cina, centella asiatica, zenzero, noce di areca, angelica cinese, frutto della passione, avena comune. Vi ricordate per quale motivo gli amari e i digestivi sono composti da mix di erbe? Perché aiutano a fare la cacca e credo che anche in questo caso l’effetto più immediato sia proprio questo piuttosto che una ricarica di libido. Peccato per tutti quegli influencer e giornali esteri che l’hanno sponsorizzata con entusiasmo! Molti di noi comunque ricorrono all’uso di cibo dolce durante il sesso, che è di sicuro un modo più diretto per rendere veramente utile una sostanza: la panna è sempre la più gettonata (forse perché sparisce più facilmente una volta leccata/mangiata), seguono a ruota Nutella (il tipo di “cioccolato” più disponibile nella dispensa) o cioccolato liquido e miele (pochi fan perché è appiccicoso). Io non mi sono mai avventurata nei piaceri dei dolci sul corpo ma mi piacerebbe essere ricoperta di cioccolata calda (a temperatura tiepida, eh!). La bevanda originaria con cui veniva servita la prima cioccolata scoperta in Centro America.

Il seme del cacao

Il cacao contiene eccitanti

Il seme di cacao è la vera star del benessere e del piacere. Contiene serotonina, dopamina e feniletilamina che tirano su l’umore e sono ottimi per salute mentale e depressione. Se si consumano tanti semi, le persone hanno meno possibilità di contrarre malattie cardiovascolari. Riducono la pressione sanguigna, il rischio di diabete e infarto, l’ansia e l’attenzione. Sono i migliori antiossidanti (regolatori del livello di colesterolo) e battono vino e tè verde. Il cacao ha anche le sue controindicazioni per la presenza della teobromina (da theobroma, cibo degli dei in greco antico): fa aumentare di peso, può causare osteoporosi, cancro, emicrania, bruciore di stomaco. Il nettare degli Dei può trasformarsi in veleno se ingerito in grandi quantità.

Champurrado, bevanda messicana con farina di mais, zucchero non raffinato (panela), cannella, vaniglia e acqua

La prima cioccolata liquida era simile al sangue

La prima forma di consumazione del cacao fu la bevanda. La civiltà pre-olmica Mokaya nel 1750 A.E.C. (avanti era corrente) sulla costa pacifica di Chiapas, in Messico, fu la prima a prepararla. Questa popolazione era originaria in parte del sud del Messico e in parte del Guatemala. I Maya e gli Aztechi erano grandi consumatori di cioccolata liquida (i Maya la usavano pure come moneta). Le due civiltà credevano che bere cioccolata portasse vita al bevitore. La bevanda era spesso consumata durante i sacrifici umani per la sua consistenza simile al sangue. Il cronista spagnolo Gonzalo Fernandez de Oviedo y Valdés riferì nel 1528 che in Nicaragua aveva visto una deliziosa bevanda al cioccolato combinata con l’achiote, la pianta grassa bixa orellana dalla quale si ricava una pasta rossa, per farla sembrare appunto sangue. A questo proposito, una leggenda narra che molti secoli fa la sposa del re Topiltzin Quetzalcoatl (Serpente Piumato), che era stata lasciata a guardia delle sue ricchezze dopo che era partito per difendere i confini dell’impero, venne aggredita dai nemici che la volevano costringere a rivelare l’ubicazione del tesoro. Lei non fiatò e questi la uccisero. Dal sangue versato nacque la pianta del cacao.

Natura morta con servizio per fare la cioccolata, Luis Egidio Melendez, 1770

La cioccolata aveva un sapore acido

Tra i Maya berla era segno di prestigio, era un piacere ed era servita durante le cerimonie religiose. Il sapore delle prime cioccolate era acido. I Maya dello Yucatán la preferivano calda, gli Aztechi fredda. Questi ultimi la usavano anche per matrimoni o incoronazioni ma solo i nobili e i sacerdoti la bevevano. Gli spagnoli furono i primi ad introdurre la bevanda in Europa. Alcuni dicono che furono i frati missionari gesuiti a portarla in Spagna, altri che fu Hernán Cortés, il conquistatore del Messico. Cortés descriveva a Carlo V le qualità portentose della cioccolata: “una tazza di questa preziosa bevanda consente ad un uomo di sopportare un’intera giornata di marcia senza prendere altri cibi”. Gli spagnoli per non far assomigliare la parola a cacao, dal proto-amerindo kakawa (caca in spagnolo è cacca), adottarono un mix di parole, la yucateca maya “chocolo” e la nahuatl per “acqua”, atl. Gli ingredienti iniziali del Centro America mischiati alla cioccolata (achiote, fior di spigo, sapodilla, mais, miele, peperoncino e pepe garofanato) furono sostituiti dai frati spagnoli con miele, vaniglia, zucchero di canna per neutralizzare il suo sapore amaro naturale. Prima veniva aggiunta acqua, poi ricorsero al latte. La bevanda di cioccolata divenne talmente popolare che i religiosi cattolici la bevevano durante i lunghi digiuni. Era vista sotto una cattiva luce dai domenicani perché pensavano scaldasse troppo il sangue risvegliando ira, agitazione e lussuria. La cioccolata continuò ad avere una storia di sangue: fu grazie agli schiavi importati dall’Africa che i coloni impiegavano nelle piantagioni di cacao. Oggi l’Africa è il continente da dove proviene la maggiore produzione di cioccolato, Costa d’Avorio in testa.

Xochiquetzal

Perché la cioccolata viene considerata un afrodisiaco

È probabile che la fama di afrodisiaco sia derivata dalla sua associazione come bevanda sacra alla dea della fertilità e dell’amore erotico azteca Xochiquetzal (fiore dalle piume preziose). Incarna il desiderio umano, il piacere e l’eccesso. Erano dedicati a lei dei templi dove le sue sacerdotesse, maqui, svolgevano funzioni religiose e sessuali. Il mito narra che il re divinizzato Quetzalcoatl, creato dalla dea per dare cibo alla tribù dei Toltechi arrivata dopo la scomparsa della civiltà Maya, avesse rubato la pianta di cacao a suo fratello gemello per insegnare agli umani come usarla. Per il fatto che la cioccolata fosse sacra a Xochiquetzal, i re aztechi la usavano per infondere uno stato romantico o mettere a loro agio alle proprie concubine. Il sovrano azteco Montezuma ne ingeriva in ingenti quantità con peperoncino e vaniglia prima di incontrare le sue partner. Il fatto che il berla fosse nell’abitudine di un re potente bastò a convincere i conquistatori ad importarla assieme alla sua fama di afrodisiaco. In Spagna ci credevano talmente tanto che le donne bevevano la cioccolata di nascosto. Nel Settecento Madame Pompadour la beveva con l’ambra per ridurre la sua presupposta “frigidità”. Casanova, il Marchese De Sade e Gabriele D’Annunzio lo bevevano come stimolante sessuale. Addirittura un dottore francese, Guillame-René Lefébure proclamava di averne sviluppato un tipo che curasse pure le malattie veneree, in piena diffusione nella sua epoca. Napoleone beveva una grande tazza di cioccolata calda per ritemprare anima e corpo dopo una giornata estenuante.

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