Gaia on Top mostra come si usano i sex toys tramite video porno: una scelta geniale

Gaia on Top è il nuovo progetto di Gaia, fondatrice del sex shop La Chiave di Gaia che presenta i sex toys in modo originale: attraverso dei video porno. Perché assistere ad una noiosa presentazione prodotto quando si può mostrare la sua funzionalità applicandolo sul proprio corpo? I video di Gaia on Top si suddividono in tecnici (per clienti di sex toys) e hardcore (per spettatori del porno e fan): i primi sono gratuiti e la maggior parte dei secondi è a pagamento. C’è pure una versione “clean” su YouTube dove Gaia spiega solo la meccanica dei giochini. Esce ogni settimana con sei video tra YouTube, PornHub Free, PornHub Fans, OnlyFans, ManyVids e si differenzia proprio perché è riuscita ad uscire fuori dal coro. Gaia prima di buttarsi in questa avventura ha effettuato un’attenta ricerca sui siti porno e ha capito che c’era molto poco sull’uso dei sex toys.

La sua idea è utilissima dato che pure con tutte le spiegazioni chiare del mondo, ce ne sono alcune che sono impossibili da comprendere fino in fondo finché non si guarda la dimostrazione pratica. L’approccio sex positive di Gaia serve anche alle coppie, che in genere non vedono i porno insieme, che si sentono stimolate ed eccitate perché non si tratta del solito video selvaggio-violento-acrobatico. Va oltre la visione maschilista del porno mainstream. Ad esempio, nel girare uno dei video recenti sul pompino, è la stessa performer che ha deciso come essere ripresa e come eseguirlo su suo marito, suo “partner in crime”.

Come hai avuto questa intuizione?

Avevo voglia di qualcosa di diverso nel mio lavoro. Sono dieci anni che vendo e parlo di sex toys in modo soft per la sfera del benessere. Ho notato però che i millennials avevano bisogno di una ventata di freschezza e io ho sempre detto che i prodotti sessuali si vendono bene se il venditore li prova per primo. Nei video condivido come li uso così il cliente si fa un’idea più precisa del toy. Di sicuro ora vendo più di prima. Vivendo nelle isole Canarie in Spagna mi sento molto più libera di fare queste cose perché nessuno ti giudica e le persone sono più aperte, non ti etichettano.

In Italia invece è la solita storia oscurantista bigotta.

Adesso ho successo anche nel mio Paese natale però non lo so se vivendo a Verona con mia figlia che frequenta le scuole avrei ottenuto lo stesso risultato. Il mio vantaggio è abitare all’estero, perché quando la diversità è in casa tua (Italia) potrebbe essere vista come una minaccia. Personalmente non ho mai avuto problemi e sono sempre stata rispettata dalle donne che conoscevo ma facevo solo la venditrice di sex toys. Purtroppo quando ho aperto i vari canali di Gaia on Top, molte consulenti se ne sono andate senza chiedere delucidazioni, anche se alla fine non è stata una sorpresa, lo sapevo sarebbe successo. Bisogna rompere gli schemi, altrimenti le cose non cambiano mai.

I video esplicativi sui sex toys di Gaia on Top su YouTube

Che tipo di percorso hai seguito prima di lanciarti in questo progetto?

Quindici anni fa mi sono avvicinata ai sex toys con mio marito. A quell’epoca avevo anche un blog dove non mi mostravo in volto, poi l’ho chiuso stupidamente perché la mia cerchia di amicizie lo ha scoperto e mi hanno tagliata fuori. Se avessi continuato, oggi sarei miliardaria. Poi ho lavorato per qualche anno per La Valigia Rossa, ero tra le prime consulenti del Nord, e infine mi sono messa in proprio con il marchio La Chiave di Gaia. Dopo il trasferimento in Spagna mi è venuta in mente questa idea e ci ho messo tanto per decidermi: ho cercato di guardare tutte le conseguenze. Mio marito è sempre stato sulla mia barca: per noi è stato uno stimolo sessuale non indifferente, visto che siamo insieme da vent’anni. La mia collaboratrice e migliore amica mi ha sostenuta. La prova più dura è stata parlarne con mia madre, che è apertissima mentalmente, ma chiusa a livello sessuale. Lei mi ha detto: “Se tu sei contenta e felice e hai calcolato tutto, a me non frega nulla. Non fai niente di male e non danneggi nessuno”.

Che cosa hai imparato nel girare video porno?

Ho imparato tantissimo, soprattutto sull’uso dei sex toys, sorprendendomi delle loro potenzialità nascoste. All’inizio per me il sesso anale non è stato semplice, fisicamente non mi dava soddisfazione. Creando dei video a riguardo, ho scoperto che i vibratori anali mi preparavano davvero bene a questo atto sessuale. A livello vaginale ora ho più controllo, squirtavo ma non pensavo di arrivare a squirtare così tanto. Sono più sicura di me stessa e mi godo di più la situazione rispetto ai primi video. Ho scoperto caratteristiche della mia sessualità che mi hanno stupita.

Tuo marito è il tuo cameraman?

Studiamo insieme messaggio, prodotti e contesto. Mio marito Paolo mi riprende con la videocamera, adesso ne abbiamo acquistata una di ultima generazione di cui si avvale anche Rocco Siffredi, e mi fotografa. Facciamo anche live, una ogni due settimane su OnlyFans.

I contenuti su OnlyFans sono diversi da quelli di PornHub?

Su PornHub c’è il blocco del pagamento delle carte di credito quindi su PornHub Fans non ho più fan, anche se il sito dà lo stesso un indennizzo (paga a seconda delle visualizzazioni). Su OnlyFans i contenuti possono vederli solo i fan e sono meno tecnici. Ci sono dei video special in esclusiva con Paolo dove condivido con lui il sesso orale e penetrativo, per il momento. Lavoro su sei piattaforme. Su ManyVids vendo tutti i miei video e alcuni sono personalizzati, si basano su un listino di attività che posso fare: ognuna ha un prezzo.

Consiglieresti OnlyFans come vetrina?

Sì, anche se bisogna spenderci del tempo. Il lavoro più difficile è pubblicizzare il tuo link perché se non lo dai all’utente, questo non ti trova. Un fattore utile è avere delle amiche con cui condividere il profilo a vicenda. Sulla parte gratuita meglio mettere sempre foto normali e non materiale troppo hot. Io ho sia un profilo free che uno a pagamento. Altro canale utile è Twitter dove si può pubblicare di tutto sul piano sessuale.

Da quando sei diventata una pornostar dei sex toys hai avuto qualche problema di sicurezza personale?

No. Mi ha sorpreso l’educazione del mio target di riferimento su PornHub. Le cose più fastidiose succedono su Instagram, come le dick pic, che sono poche ma quando arrivano cerco di parlare con la gente che le invia per fargli presente che è una molestia. Di recente, una persona mi ha scritto per chiedermi se ci vedevamo in una località qui vicino e gli ho risposto che non è un servizio che offro. Sui social, inoltre, non c’è traccia della mia vita privata.

Come saranno i prossimi video?

Mio marito e io stiamo studiando un po’ di sceneggiatura per dare un valore in più ai video. Andremo a farne alcuni a Fuerteventura. Mi voglio focalizzare sui sex toys da uomo e mostrerò i nuovi masturbatori che mi sono arrivati perché c’è tanta richiesta e su PornHub non ce ne sono. Mi piacerebbe fare video con un’altra donna ma il mio obiettivo è usare il sex toy su di lei per provare a scoprirsi. Sto cercando ragazze per dei casting sulla creazione di contenuti originali.

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