Libri consigliati | Corpi estranei di Oiza Q. Obasuyi

“La pelle nera viene percepita come qualcosa di esotico e da conquistare e, nella maggior parte dei casi, gli approcci che vengono utilizzati non sono gli stessi che si userebbero verso le donne bianche. […] fare leva sul colore della pelle è il punto di partenza dell’uomo bianco per ogni forma di ‘corteggiamento’” – estratto del capitolo ‘Donne nere in Italia’ di Corpi Estranei di Oiza Q. Obasuyi.


Giovedì 29 ottobre è uscito il primo libro di Oiza Q. Obasuyi, “Corpi Estranei – Il razzismo rimosso che appiattisce le diversità” edito da People Pub . Nata ad Ancona, marchigiana come me, ho avuto il piacere di intervistarla per il giornale per cui lavoro. Oiza ha iniziato già qualche anno fa a fare sentire la sua voce sul web e scrive già per Internazionale e The Vision. Vale la pena di leggere tutto d’un fiato il suo saggio puntuale e preciso che tocca temi scottanti su cui gli italiani sono poco informati, fingono di non sapere oppure, peggio, pensano di conoscere tutto. 


Nel capitolo sopra indicato Oiza si occupa della feticizzazione delle donne nere in Europa, nello specifico in Italia, e negli Stati Uniti. Un retaggio della cultura coloniale ancora fortemente vivo nel pregiudizio comune che considera le donne nere come naturalmente maliziose, vogliose, facili, aggressive, ballerine di twerk. Il colonialismo ha infuso la concezione che le donne africane o di origini africane siano più inclini ad avere rapporti sessuali, prostituirsi e ad avere caratteristiche anatomiche peculiari assolutamente fasulle perché l’essere umano è sempre diverso. Sono vittime di gragnole di epiteti e approcci irrispettosi da persone di ogni età, subiscono spesso micro aggressioni e abusi di ogni tipo. In Italia le donne nere sono private della loro personalità, disumanizzate, da un razzismo strutturale, culturale e sociale che se continuiamo così per altri decenni, corriamo il rischio diventi sistemico come negli Stati Uniti.

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