Sex Toys, questi sconosciuti – Coccole e design, Parte 4

Quando fu scoperto il virus HIV negli anni Ottanta i sex toys finirono di nuovo sotto il mirino dei detrattori. Gli opuscoli per la sua prevenzione spesso li dipingevano come armi pericolose, in particolar modo se li si condivideva con un partner. Alcuni educatori sanitari invece dicevano che i sex toys fossero una pratica sessuale sicura che aiutava a prevenire la malattia. Addirittura la comunità gay americana organizzava spesso delle feste della masturbazione, che esistevano già prima della scoperta dell’HIV, come attività meno temuta del sesso penetrativo.

Questa campagna incoraggiava l’uso ed il lavaggio dei sex toys. Foto: Wellcome Library, London.

Nei primi anni Ottanta in Giappone comparve un sex toy rivoluzionario: possedeva un fallo vibrante ed uno stimolatore clitorideo in un unico prodotto. Era il Rabbit della Vibratex, che a fine anni Novanta sarà reso famoso dalla serie Sex & The City di HBO. La caratteristica simpatica era che lo stimolatore clitorideo fosse a forma di animaletto proprio per evitare un riferimento sessuale, dato che la legge giapponese vietava di riprodurre l’esatta fattezza dei genitali. Quello del Rabbit era un coniglietto, i dispositivi di altre marche avevano castori, tartarughe, canguri e geishe. Quando furono importati negli States, riscossero subito successo, accanto ad un grande classico, l’Hitachi Magic Wand, che assomiglia in tutto e per tutto ad un massaggiatore.

Rabbit, Vibratex, 1984

Nel 1995 il sex shop di San Francisco, Good Vibrations, dichiarò maggio il mese nazionale della masturbazione per supportare il chirurgo generico Jocelyn Elders, licenziata per aver affermato che la masturbazione “forse doveva essere insegnata” e figurare tra le informazioni sul sesso sicuro. Nel 1999 lo stesso store lanciò la masturbate-a-thon, una maratona a scopo benefico. Funziona così: un partecipante chiede ad un amico di sponsorizzarlo per ogni minuto che si masturba durante la giornata nazionale della masturbazione (prima era il 7 maggio, adesso il 28). Good Vibrations dona il 100% del ricavato alla prevenzione contro l’HIV.

foto: goodvibes.com

I sex toys adesso nel mondo occidentale si trovano anche in grandi catene di supermercati o beni generali (negli States Wallmart). In Italia purtroppo, a parte alcuni sex stores a Roma e Milano, l’oscurantismo è sempre presente nel mondo reale e virtuale. Questi dispositivi si sono evoluti tantissimo nel tempo e sono diventati dei veri e propri oggetti di design. Sono così quasi irriconoscibili che a volte è difficile indovinare a primo colpo la loro funzione. La designer ceca di Whoop.de.doo, Anna Marešová, ha creato un set di sex toys bianchi per togliere le donne dall’imbarazzo di comprarli o semplicemente “vederli”. Sono bellissimi e chic, di manifattura locale con silicone medico. Ramblin’ Brands ha confezionato vibratori Smile Makers ognuno rappresentante uno stereotipo sexy riconoscibile dai colori e dalle funzioni diverse: The Fireman, The Millionaire, The Frenchman, The Tennis Coach. Ognuno stimola una zona erogena differente. L’adult kit di Michael Reynolds (editor del magazine Wallpaper) e Jeff Zimmerman è fatto di vetro soffiato nero e comprende vari butt plugs (tra cui uno che può reggere una candela), dildo e soffocatore (gag). Tuttavia, parola degli stessi creatori, “meglio usarli come soprammobili”. Altri bizzarri sono la fleshlight d’arredamento The Satyr progettata da Bastiaan Buijs che può essere pure montata come se si fosse a cavallo di una sella, la lampada Love the bird di Marc Dibeh che nasconde un uccellino-vibratore su un lato, il dildo di vetro soffiato con diffusore che raccoglie le ceneri dell’amante estinto del designer olandese Mark Sturkenboom. I più fashion sono Vesper di Crave, un vibratore ciondolo lungo più di nove centimetri in acciaio inossidabile, la serie Horoscope di Bijoux Indiscrets con pietra del segno zodiacale, balsamo riscaldante per il clitoride e finger vibrator (vibratore da dito). L’anno scorso (2018) Rihanna, appassionata di BDSM, ha disegnato degli accessori per il piacere (e non dei sex toys nel senso stretto del termine come è stato erroneamente riportato) per la sua collezione di lingerie Fenty X Savage, chiamati Xcessories a prezzi abbordabili: ci sono manette, copricapezzoli neri, frustino in pelle, lacci in seta per essere legati, maschere di pizzo.

Whoop.de.doo di Anna Marešová
Adult kit di Michael Reynolds e Jeff Zimmerman
Vesper di Crave

Quasi tutte le persone che hanno partecipato al mio sondaggio su uso ed utilità di sex toys hanno risposto per la maggior parte in modo positivo. Molti li adoperano per il proprio piacere ed ammettono siano strumenti che aiutano ad esplorarsi. Io stessa devo ammettere di essere rimasta sorpresa dal Twenty One Vibrating Diamond di Bijoux Indiscrets ed abbastanza soddisfatta del pulsatore Stronic Drei di Fun Factory (anche se devo ancora trovare la mia velocità dello zen). Il succhiaclitoride del Sona della Lelo mi ha lasciato perplessa, forse perché non sono abituata alle onde soniche. Tuttavia ci sono ancora molte remore, almeno ufficiali, verso l’uso di questi oggetti tecnologici all’avanguardia. Si pensa sempre di avere un problema, un po’ come quando qualcuno inizia ad andare dallo psicologo. Non c’è nulla di male nel volersi scoprire con altri mezzi differenti dalle proprio dita. Vivere nel mondo di oggi è fantastico da questo punto di vista perché c’è una schiera di sviluppatori e designer che si impegna in un grande lavoro umanitario: donarci piacere. Nessuno ci insegna come masturbarci sin da piccoli, da una parte perché è tabù, dall’altra perché solo noi siamo in grado di sapere i movimenti che ci portano all’orgasmo, quindi se adottiamo un “espediente” in più per approfondire l’argomento ci stiamo solo coccolando e facendo del bene. Sapete già cosa regalarvi per il vostro prossimo compleanno, vero?

Twenty One Vibrating Diamond, Bijoux Indiscrets

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