Rosita Maugeri spiega il meraviglioso mondo del sex coaching e del contatto indispensabile con le persone

Rosita Maugeri è una consulente sessuale, in inglese sex coach, dal 2017. “Preferisco definirmi sex coach perché, avendo vissuto tre anni negli Stati Uniti, so che lì questa figura è molto rinomata e con questa etichetta la gente capisce bene di che ti occupi”. Dopo essersi laureata in Mediazione linguistica e culturale a Milano, ha pensato di andare a New York per trovare delle risposte alle proprie domande. “Avevo voglia di esplorare il mondo e di non stare chiusa in università. L’Italia mi stava stretta e non avevo quelle scadenze che tutti avevano: trovarsi un lavoro, fidanzarsi, fare figli”. Giovane e malleabile, ha ottenuto le sue risposte nella Grande Mela. “La canzone New York, New York di Frank Sinatra dice ‘If you can make it here, you can make it anywhere’ ed è proprio così”. A New York è entrata casualmente in un sexy shop, Babeland, ed ha scoperto che era un mondo completamente diverso rispetto a quello italiano. “All’inizio non capivo cosa fosse perché era pieno di libri, ho parlato con le meravigliose commesse che mi hanno spiegato il concept”. Babeland è stato aperto da una coppia di donne di Seattle che facevano fatica ad acquistare i sex toys ad inizio anni Novanta ed hanno avuto l’idea di aprire un sex shop women-friendly con addette alla mano in grado di spiegare il funzionamento della merce. “Sono rimasta talmente affascinata dal loro approccio positivo che quando sono tornata a casa ho intrapreso il percorso della sessualità”.

Ha lavorato per La Valigia Rossa per quasi tre anni. “Avevo voglia di mettermi un po’ in gioco e di riuscire meglio a capire le abitudini sessuali delle italiane e di relazionarmi con loro”. La Valigia Rossa è perfetta per questi scopi perché mostra sex toys e prodotti per il piacere a folti gruppi di amiche. “È un’educazione alla sessualità in maniera ludica e divertente”. Questo lavoro ha fatto comprendere a Rosita che la sessualità era la sua strada ma sentiva che le mancavano ancora alcuni strumenti, quindi si è iscritta al corso AISPA (Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata) di Milano ed ha ricevuto il diploma di consulente sessuale.

Dentro e fuori La Valigia Rossa ha preso parte ad un primo progetto importante con la Lila – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS in cui parlavano di affettività e sessualità consapevole alle donne del carcere femminile di San Vittore di Milano. “Ci indirizzavamo a donne responsabili di reati minori, che sarebbero uscite tra qualche mese o anno. Con me c’erano una sessuologa clinica, Paola Ploia, ed una infettivologa specializzata in malattie infettive a trasmissione sessuale, Alessia Carbone”.

Ha collaborato con un locale milanese per delle serate nelle quali cercava di creare una condivisione sui temi della sessualità. “Più delle consulenze one to one, il mio desiderio principale è di instaurare dialogo e condivisione negli eventi che organizzo. Penso che le persone debbano imparare a parlare di sessualità perché sono spesso bloccate”. Rosita prepara incontri particolari dove introduce l’argomento a livello scientifico ed umano e poi fa in modo che i presenti interagiscano tra di loro. “Un po’ come nel programma La Mala EducaXXXion”, trasmesso dal 2011 al 2014 su La7d.

Su questa scia ha modellato tre format, il più recente è Il Salottino dei Tabù, che riprenderà dopo l’estate. “Si svolge all’interno del coworking Lascia La Scia ed è un vero e proprio salottino in cui i temi sono aperti. Si parla di tutti quei tabù che inibiscono una sessualità libera e consapevole alle persone”.

In collaborazione con il sexy shop online My Secret Case organizza da un anno gli AperiGodo. Un evento in chiave giocosa costruito in tre macromomenti: introduzione del mestiere di Rosita e lancio del tema della serata, domande con risposte dei partecipanti scritte su una lavagna per instaurare interattività, l’oca jouer. “Quest’ultimo è un gioco dell’oca versione sexy. Dividiamo le persone in due gruppi, il capogruppo lancia il dado e per ogni casella devono ad esempio presentare un sex toy, inventarsi una poesia erotica e così via”.

L’ultimo si chiama Sex F.A.Q. con le specialiste che ha conosciuto nel progetto LILA. “Da F.A.Q., frequently asked questions. Adesso è un po’ in stand-by”. Si incontravano in una saletta appartata del locale Ghepensi M.I., davano un tema e facevano passare una scatola in cui i presenti inserivano in forma anonima domande inerenti all’argomento della serata o a 360 gradi.

Il pubblico in genere è costituito da Millennials e Generazione Z (ventenni), molto aperti a tante tipologie di sessualità. “Un ragazzo una volta ha parlato disinvolto al pubblico di partecipanti della sua transizione da donna a uomo. Per le generazioni precedenti, non sarebbe stato così facile”. Secondo Rosita, per le nuove generazioni il vanilla sex è superato, il sesso anale e il rimming lo mangiano a colazione. “Dei ragazzi alla domanda dell’oca jouer su che cosa li facesse eccitare di più a letto risposero il knife play, ovvero farsi tagliare con le lame”. Invece nella generazione primi anni Ottanta e Settanta Rosita ha notato molta paura del giudizio altrui, soprattutto nei confronti di sé stessi e del partner.

Il Salottino dei Tabù prossimamente diventerà un corso con più incontri, una sequenza di workshop “per aiutare le persone a fare un percorso di cambiamento”. Rosita vorrebbe fornire gli strumenti adatti per migliorare la loro consapevolezza sessuale.

Trovate Rosita su Instagram come rosita.sexcoach e su Facebook come Rosita Maugeri.

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