Nudità è felicità

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Il mondo si divide in due grandi categorie: quella di coloro ai quali piace essere scoperti e quella di coloro che lo detestano (spesso perché non si piacciono ‘nature’). Questi ultimi non sono da biasimare. Viviamo costantemente circondati dalla paura del nudo. Fuori. A casa. Dal ginecologo. All’ospedale. Durante il sesso. Soprattutto durante il sesso. Pensiamo che la visione di ciò che ai nostri occhi è un difetto, possa influenzare l’eccitazione dell’altro. Ho scoperto tardi la bellezza della nudità integrale dato che mi vergognavo e non ero sicura del mio corpo. Poi ho capito che l’unico modo per accettarlo era scoprirlo. Più si trova il coraggio di guardarsi allo specchio, più si impara ad accettare come si è fatti. Il petto, i fianchi, il sedere, le gambe. I punti nevralgici del dispiacere in una donna o in un uomo. Tutto troppo o troppo poco.

È arduo denudarsi quando la società non lo accetta. Ciò che è naturale si trasforma in innaturale. Non ci si vergogna solo del corpo in sè ma anche del giudizio degli altri, che in casi off limits si trasforma in opinione pubblica, come è accaduto a fine luglio alla ragazza di Bologna che girava nuda per strada. Un atto infrangi-tabù nel nome di un briciolo d’autostima. È stata sanzionata di 3.300 euro, a dimostrazione del fatto che la nudità su suolo pubblico è nemica della civiltà. Per questo nel passato la nudità è stata spesso usata come strumento politico di protesta ed offesa. Lady Godiva nel Medioevo cavalcò nuda su un cavallo per far abbassare le tasse al marito, il duca Leofrico di Coventry, che impressionato dal suo coraggio obbedì. Forse da lei deriva la pratica britannica dello “streaking” (muoversi velocemente nudi in una data direzione), adottata in seguito nelle colonie inglesi. Il termine fu coniato però negli anni Settanta quando in diversi college americani fu adottato come rito di passaggio o burla. Un giornalista locale di Washington D.C. assistette nel 1973 ad una corsa nuda di massa all’Università del Maryland. È ricorso spesso negli eventi sportivi, per scherzo o pubblicità. A tutt’oggi ci sono gruppi che rivendicano il diritto di essere nudi, come Urbanudista (Brasile), Apnel (Francia), Naktiv (internazionale), o di essere a seno scoperto per le donne, come Top Freedom. A questo proposito, FEMEN ne ha fatto la sua arma di protesta distintiva. In Africa il denudarsi delle donne serve a maledire gli avversari, dato che il sesso femminile può donare e riprendersi la vita.

Essere nudi disturba perché ci rende vulnerabili ad occhi sconosciuti e rende vulnerabili a loro volta le persone che ci stanno di fronte. Siamo abituati ad associare la nudità ad una situazione sessuale e la percepiamo come sbagliata in sé. Dobbiamo coprirci perché sessualmente appetibili ed in quanto tali in perenne pericolo d’aggressione. La gente può essere automaticamente autorizzata ad abusare di noi per il fatto che siamo indifesi senza vestiti, e così il contrario. Un pensiero comune in chi non ha spezzato le catene della logica sociologica. Quelli di noi invece che passano l’estate o l’inverno a gironzolare nudi per casa comprendono che la nudità non è una mera provocazione sessuale. È libertà. Il potere di essere al di sopra dei codici e delle convenzioni. Se non ci vergogniamo, siamo propensi a rilassarci e ridere di più, ma in particolare ad essere sicuri di noi stessi. Una sfida che dobbiamo accettare almeno dentro casa.

Il nudo è un infallibile strumento di seduzione, pur se ci hanno sempre detto che è più eccitante coprire, che scoprire. “Ormai il nudo è ovunque, un corpo nudo è noioso.”, una frase spesso ripetuta in pubblico dai qualunquisti che non amano la natura e l’essere umano in quanto animale. La nudità ha fatto sempre conquiste. Il re Davide si innamorò di Bathsheba cogliendola mentre faceva il bagno nuda. Elena di Troia si spogliò nuda davanti il marito Menelao per avere salva la vita ricordandogli la sua bellezza. Il corpo nudo ha potere perché nonostante la mania moderna di spogliare fino all’osso, difficilmente è rappresentato nella sua innocenza. Questa è più provocante di una reale provocazione. Inaspettata, pura e sfrontata come una donna, un uomo e un transgender nudi.

Nudi si dorme meglio: favorisce l’abbassamento della temperatura corporea. La pelle diventa sana, l’abbigliamento ottura i pori.  Addirittura stare nudi al sole stimola la produzione di vitamina D che riduce il rischio di attacchi di cuore (protezione solare alla mano). I genitali respirano, le mutande portano solo batteri che possono incentivare infezioni micotiche e candida. Secondo alcuni studi, gli uomini che non indossano intimo di notte, presentano uno sperma con un DNA meno danneggiato rispetto a quelli che ne indossano uno stretto. La nudità insegna a rispettare il proprio corpo e quello degli altri, cancellando i pregiudizi estetici. A livello sessuale, essere nudi permette di amarsi e amare il partner rilasciando ossitocina grazie alla diminuzione dello stress. Essere nudi ci rende felici, in pace e connessione col mondo. La natura è nuda (animali, piante, terreno) e non si è mai dovuta mettere dei vestiti per essere magnifica.

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