Ghiaccio bollente: Heated Rivalry e Off Campus

Quest’anno Heated Rivalry era ovunque sui social. Da quando è uscita la serie su HBO, internet è impazzito. Le mie amiche mi hanno detto: “Devi assolutamente vederlo, ci sono molti culi maschili”. Io ho seguito il consiglio solo quando Hbo Max è sbarcata in Italia. Sarò onesta: le prime tre puntate mi hanno annoiata parecchio (a parte i sederi a panettone, che sono belli fino a un certo punto: mi ricordano un pane in cassetta!). Un universo supermacho in cui anche l’essere gay è vissuto con una certa virilità e una certa dose di testosterone. La serie si riprende negli ultimi tre episodi, ma alcune cose importanti non le spiega né le mostra, come l’autismo di Shane Hollander. Un mese dopo sono passata a vedere Off Campus su Amazon Prime Video e ho ritrovato la solita serie americana ambientata all’università, con vari topoi del genere rom-com come la falsa relazione, l’enemies-to-lovers e il sunshine/grumpy. Meglio recitata rispetto a serie come Marked Men, è stata salutata come una storia con personaggi maschili non tossici.

Il Boys Love di Heated Rivalry ha incoraggiato alcuni coming out, ben venga!

Heated Rivalry è prevalentemente ciò che, nel genere manga, si chiama Boys Love: l’amore tra due uomini visto attraverso gli occhi sognanti di una donna eterosessuale. I due protagonisti maschili sono una proiezione dell’autrice su come vorrebbe fosse la sua relazione con un uomo. Shane Hollander e Ilya Rozanov passano da anni di sesso occasionale durante le partite di campionato a una relazione seria, scoprendo di essere davvero omosessuali. Le loro dinamiche non rispecchiano le relazioni tra i membri della comunità Lgbtqia+. Nessuno dei miei amici omosessuali ha visto Heated Rivalry né ha intenzione di vederlo, ed è spesso bollato come materiale destinato a un pubblico eterosessuale. Dal punto di vista sessuale, quella diffusa sui social è stata una pubblicità ingannevole. Non vedrete un porno gay. Le scene spinte sono sempre volutamente soffuse, quando i personaggi fanno sesso, molto è lasciato all’intuizione (dimenticatevi Pillion).

Shane Hollander e Ilya Rozanov

L’importanza della rappresentazione nel mondo dello sport

Tuttavia, per molte persone gay nel mondo dell’hockey leggere il libro è stato fonte di ispirazione, secondo l’autrice Rachel Reid, che ha scritto la storia arrabbiata per l’eccessiva omofobia all’interno dello sport (Reid è anche stata giocatrice di questo sport in passato). Nonostante attualmente non ci siano giocatori attivi della NHL (National Hockey League) che dichiarino di essere gay, nel 2021, Luke Prokop è stato il primo giocatore sotto contratto con un club della NHL a dichiararsi gay. L’anno successivo, Zach Sullivan, del Manchester Storm nell’Elite League, il campionato inglese di hockey su ghiaccio, ha rivelato di essere bisessuale. Il corrispettivo femminile, invece, è più avanti, in una storia che assomiglia a quella di Heated Rivalry: Julie Chu e Caroline Ouellette, dopo aver smesso di giocare, si sono sposate e hanno formato una famiglia. Erano rispettivamente capitane delle squadre olimpiche statunitensi e canadesi.

Off Campus parla del desiderio femminile? Il drama della vittima di stupro che si mette col figlio di un abuser

Prima di Heated Rivalry, c’era Elle Kennedy con la sua serie di libri Campus da cui è stato tratto il telefilm appena uscito. Gli uomini dell’autrice sono più vulnerabili emotivamente e quindi più reali rispetto a tanti uomini duri e puri del romanzo rosa standard. La creazione di un universo plausibile e le relazioni tra i personaggi, con diverse coppie protagoniste dei libri successivi, hanno garantito il suo successo, che l’ha portata a scrivere altre serie di libri: Briar U e Campus Diaries. Il plot iniziale è la storia tra Garrett Graham e Hanna Wells, che stipulano un patto: lei gli farà superare gli esami se lui l’aiuterà a conquistare il ragazzo dei suoi sogni. Per farlo, devono far credere a tutti di avere una relazione insieme. Tuttavia, ci saranno diversi incidenti di percorso che li porteranno a innamorarsi l’uno dell’altro.

Il segreto del successo e la differenza d’età tra i protagonisti

Il segreto del suo successo sta nell’aver sovvertito il tropo della relazione tossica, presente in modo massiccio nei romance, sostituendolo con rapporti più comunicativi e sani. Non è lo specchio della realtà, ma come la realtà potrebbe essere. Gli esempi positivi possono aiutare le persone a vivere storie meno drammatiche. Tuttavia, nel libro, quando Hannah interrompe la relazione con Garrett, lui dice ai suoi compagni di starle alla larga. Nel telefilm, invece, nega di aver imposto lui questo divieto. I fan della serie hanno alzato il sopracciglio quando hanno letto che Ella Bright (Hanna Wells) aveva 19 anni e Belmont Cameli (Garrett Graham) 28 anni durante le riprese della prima stagione. È prassi ad Hollywood prendere star più grandi dell’età dei ragazzi delle superiori per fare telefilm. L’attrice ha detto di essersi sentita a suo agio sul set e di non aver nemmeno badato alla differenza d’età, perché si era innamorata del personaggio di Hannah. Ella aveva scene di nudo parziale (anche per il carattere della protagonista, diverso da quello della sua amica Allie, più disinibita), e la showrunner Louisa Levy l’aveva avvertita, prima dell’inizio delle riprese, che ci sarebbero state scene bollenti. Penso che l’importante sia avere il consenso dell’attore, per il resto l’elaborazione psicologica fa parte della sua crescita. A Hollywood interessa solo che gli attori siano maggiorenni. Prendono attori più grandi non perché siano preoccupati per la loro salute mentale, ma per via delle leggi californiane sul lavoro minorile (i minorenni possono lavorare fino a otto ore al giorno).

Ella Bright e Garrett Graham

Sesso fantastico? Può darsi ma la barriera dello stupro è sottile

Dal punto di vista sessuale posso valutare solo il telefilm e non il libro (non l’ho ancora letto). Sono contenta che ci sia più spazio per il cunnilingus e per la masturbazione col vibratore. Non il solito vanilla sex . Se però vi aspettate un ritratto onesto del sesso tra universitari che diventano adulti, lasciate perdere. Tutto è coreografato, non aggiunge nulla al dibattito sulla sessualità. Corpi perfetti, amplessi sempre over the top. La questione dello stupro di Hannah è trattata in modo superficiale sul piano sessuale. Basta un episodio – quello dell’orgasmo – per far crollare in un istante la barriera di Hannah. Tempi televisivi, direbbe qualcuno. La prima volta si masturbano l’uno di fronte all’altra perché lei non si sente a suo agio, ma nella puntata successiva ci danno dentro come mandrilli. Dobbiamo però ricordare sempre che si tratta di una commedia romantica e che lo stupro non è il tema centrale. Le relazioni sessuali e amorose fanno da padrone. Il prodotto di Elle Kennedy è molto meglio del romanzo di Coleen Hoover, It ends with us, che fece scalpore l’anno scorso nel discusso film con Blake Lively e Justin Baldoni. Garrett non è un abuser come il padre – per fortuna – e quando Hannah non riesce a rilassarsi per raggiungere l’orgasmo, le dice: “Il sesso è tutta una questione di fiducia. Anche se non ami l’altra persona, anche se è solo una scopata, ci vuole comunque una seria quantità di fiducia per aprirti e lasciarti andare in quel luogo vulnerabile, sai? E non c’è niente di più vulnerabile di ‘venire’. Almeno questo è ciò che mi ha insegnato la mia ricerca su Google.” Millennials, Gen Z e Gen Alpha state prendendo nota, sì?

L’Hockey Smut e le puck bunnies

Hockey Smut (smut sta per osceno) è il sottogenere romance dedicato all’hockey. Ci sono schiere di libri e saghe che ne parlano. Nel 2027, su Netflix, uscirà un’altra serie tratta dal bestseller “Icebreaker” di Hanna Grace, in cui una pattinatrice su ghiaccio si innamora del capitano di una squadra di hockey. E ancora, Pucking Around di Emily Rath, una specie di Sodoma e Gomorra in cui tutti fornicano tra loro. Molti libri di questo genere hanno una parola ricorrente anche nei titoli, “puck bunny“, termine canadese per indicare la groupie dei giocatori di hockey. Esiste almeno dal 1992, quando comparve in un articolo del Toronto Star. La parola è usata in modo dispregiativo per indicare il pubblico femminile che segue l’hockey, che, rispetto a quello maschile, è in minoranza. L’estrema popolarità dell’hockey smut si è riversata sugli atleti più famosi della NHL, con conseguenze negative. Il problema principale è che molti atleti del campionato vengono usati come modelli per personaggi immaginari nei romanzi sull’hockey. Nel 2023 i Seattle Kraken hanno adottato la filosofia di Booktok per sponsorizzare la loro squadra e hanno dovuto rimuovere tutti i post al riguardo perché diverse booktoker commentavano in modo osceno sotto le foto e i reel del giocatore Alex Wennberg. La pietra dello scandalo sarebbe scaturita dalla sua squadra, Seattle Kraken, che aveva invitato Kierra Lewis – si autodefinisce ‘fan girl’ ed è ritenuta la prima ad aver iniziato il crossover tra hockey e booktok – a una partita in rappresentanza di Booktok e la ragazza ha ripetuto lo slogan che lo stesso team di comunicazione aveva messo su video che sessualizzavano gli esercizi di stretch degli atleti: “Crack my back” (rompimi la schiena). Alex e sua moglie, Felicia Weeren, hanno denunciato le molestie sessuali nelle loro stories, affermando che i commenti avevano “superato il limite di ciò che significa provare attrazione per qualcuno” fino a diventare “predatori”.

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