Il Festival del Ciclo Mestruale è ora una realtà tutta italiana, conosciamo meglio le sue autrici del podcast Eva in Rosso

Pensavamo di non vederne mai la luce in questa Italia piena di tabù sessuali ma alla fine è successo, è arrivato a Milano il Festival del Ciclo Mestruale dal 17 al 19 giugno. L’idea è scaturita dalle creatrici del podcast di Eva in Rosso, Valentina Lucia Fontana, Alessandra Giglio e Sonia Castelli, ed è resa possibile da Vania Cuppari e Livia Abbatescianni rispettivamente delle associazioni Errante e Promise, insieme allo studio di grafica Studio But Maybe.

Questo è il primo festival laico sulle mestruazioni a livello mondiale. Le creatrici hanno infatti scoperto che ne esistono di diversi in India, ma di natura religiosa che celebrano l’evento mestruale come passaggio all’età fertile.

Il festival sta andando molto forte nella sua promozione pubblicitaria e giornali importanti della stampa italiana si sono interessati alla novità. Il programma è uscito questa settimana sul suo sito: http://ilfestivaldelciclomestruale.com/#programme

Da sinistra Alessandra Giglio, Valentina Lucia Fontana, Sonia Castelli e Vania Cuppari

Il rapporto con le mestruazioni

Valentina ammette di aver avuto un rapporto sereno con le mestruazioni anche se confessa di aver preso sempre l’antidolorifico il primo giorno per silenziare il dolore anche se non ne aveva uno specifico. Ha avviato un’indagine sul tema perché non sapeva esattamente cosa le succedesse in quei giorni. Con il podcast il suo rapporto col mestruo è cambiato radicalmente. Ha scoperto che il ciclo mestruale può essere la cartina di tornasole dello stato di salute del corpo. Infatti la comunità medica l’ha inserito come sesto parametro vitale per capire se una persona sta bene. “Facciamo l’errore di chiamare le mestruazioni ciclo mestruale, ma in realtà il ciclo ce lo abbiamo tutto il mese”, precisa. Adesso Valentina cerca di non prendere antidolorifici e di mangiare cibi non infiammatori.

“Nel ciclo mestruale della durata di un mese attraversiamo quattro fasi che prevedono la produzione di ormoni specifici”, spiega Sonia Castelli, “Nella fase premestruale effettivamente ci sono delle variazioni ormonali nel nostro sistema che possono creare dei cambiamenti emotivi anche importanti”. Si aggiungono a questi, fattori esterni come lo stress o la fatica che possono appesantire quella fase. “È come se il ciclo mestruale ricalcasse il flusso delle stagioni in natura: l’ovulazione può rappresentare la primavera in cui la vita risorge, l’ovocita non fecondato l’autunno, l’espulsione dell’ovocita con le mestruazioni l’inverno”. Ci sono aspetti positivi in ogni fase, così come in ogni stagione. “Ad esempio in fase ovulatoria possiamo essere più creative, vitali ed energiche”. A Sonia sono capitate pazienti che reagiscono in maniera maggiormente enfatica alle situazioni della vita quando sono in periodo premestruale, la fase più delicata sul piano psichico. “Consiglio di compilare un diario per capire se queste reazioni si ripetono ciclicamente. A volte si scopre che sono connesse allo stato premestruale”. Se capita di avere in questa fase maggiore irritabilità, tristezza, stanchezza o ansia, ci sono diversi strumenti d’aiuto: tecniche di respirazione, rilassamento, regolazione dello stress, attenzione allo stile di vita, all’alimentazione e all’attività sportiva. Nel caso del disturbo disforico premestruale, che consiste nella versione più severa della sindrome premestruale, bisogna rivolgersi a specialisti per cure mediche e psicoterapiche.

Eva in Rosso

Il podcast Eva in Rosso è nato durante il lockdown, in un momento di crisi di Valentina, che  a settembre 2019 aveva messo in stand-by il lavoro da fashion designer. Ha cominciato a leggere per piacere e ad ascoltare podcast, che in Italia hanno avuto un boom tardivo proprio grazie alla pandemia. Ad un certo punto, si è imbattuta nel saggio Questo è il mio sangue della giornalista francese Elise Thiébaut, presente sabato 18 giugno al talk del festival Sanguinare – La guerra delle mestruazioni. Dal menarca alla menopausa, Elise esplora attraverso le mestruazioni tutti gli stigma che una persona vive nelle varie fasi della vita. Valentina ha deciso di unire le sue due nuove passioni e ha registrato l’intero programma a casa e via computer con le Zoom call. “Ci è sembrato coerente rompere con la voce un tema che è sempre stato relegato al silenzio”, riferisce.

L’amica psicologa e psicoterapeuta Sonia Castelli, che cura gli approfondimenti e conduce le interviste agli ospiti, è rimasta subito entusiasta del progetto assieme all’attrice e scrittrice Alessandra Giglio, la voce all’inizio di ogni puntata del podcast che evoca situazioni e immagini. L’obiettivo è fare un lavoro culturale sui problemi che derivano da questo argomento e sdoganarli. Il titolo prende il nome dal personaggio biblico di Eva perché racchiude tutte le donne essendo la prima donna. Il bello di questo prodotto è l’esporre diversi punti di vista, oltre a far ascoltare le testimonianze delle persone via vocale ed immaginarsi le scene topiche portate in vita da Alessandra.

L’ultimo episodio è stato pubblicato a settembre 2021 e le creatrici hanno già pronta la seconda stagione. Sono alla ricerca di uno sponsor perché finora si sono autoprodotte.

Dai social de Il Festival del Ciclo Mestruale

Il festival

“Ci è sempre stato chiaro che questo tema aveva bisogno di uno spazio pubblico”, ammette Valentina. Tramite due associazioni di promozione sociale e culturale molto attive su Milano, Errante e Promise, Eva in Rosso ha concretizzato il Festival del Ciclo Mestruale.

Venerdì 17 giugno ci sarà una serata con i concerti di Laf e Sara Velardo, Kimerika e Metcalfa. Sabato 18 e domenica 19 giugno si terranno workshop, talk, spettacoli, reading e performance. “L’idea è di creare un contenitore in cui ognuno abbia il proprio spazio”. Ci sarà ad esempio un talk sull’endometriosi dell’associazione La voce di una è la voce di tutte, un altro tenuto da ITA-PMS, che si occupa di sindrome premestruale, un altro ancora sarà condotto da Onde Rosa, l’associazione che ha fatto abbassare al Parlamento italiano l’IVA sugli assorbenti dal 22 al 10%. Si parlerà di menarca, salute e igiene mestruale, impatto ambientale, disturbo disforico premestruale, discriminazione di genere, transfobia, conflitti.

I momenti seri si alterneranno a quelli divertenti: oltre ai live, l’ultima sera ci sarà uno spettacolo di stand-up comedy (nome ancora da svelare). “Vogliamo rendere questo festival pop per fare in modo che arrivi a più persone possibile”, dichiara Valentina entusiasta.

Gli spazi in cui si svolgerà la manifestazione saranno al Mare Culturale Urbano, Rob de Matt e Nuovo Armenia.

Alessandra Giglio nel video del crowdfunding

Il crowdfunding e gli assorbenti per l’Ucraina

Venerdì 29 aprile le ragazze hanno lanciato il crowdfunding del festival su Produzioni dal Basso per raggiungere il traguardo di 8.000 euro. Per il momento ne hanno raccolti 2.985. Ogni donazione prevede l’invio di pacchetti di assorbenti al confine con l’Ucraina, che in genere non vengono concepiti come necessità primaria. Una delle location che le ospiterà a Milano è il Rob de Matt, ristorante e associazione di inclusione sociale e lavorativa che, sin dall’inizio del conflitto con la Russia, si è occupato di portare beni di prima necessità alle persone colpite. Sabato 18 giugno una fotografa racconterà la propria esperienza al confine con il paese invaso.

Inaugurazione della nuova gestione del Centro Milano Donna, al centro Vania Cuppari

Le associazioni organizzatrici del festival

“Ho conosciuto Eva in Rosso in occasione di un evento organizzato da Promise allo Spazio Alda Merini”, racconta Vania Cuppari dell’associazione Errante, una dei quattro enti che gestisce insieme a Promise questo spazio. “Mi è sembrata un’idea geniale e abbiamo deciso di aiutarle a strutturare il festival”. Errante, nata nel 2019 nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano, si occupa di promozione di eventi culturali e di bellezza in contesti periferici per l’inclusione e l’integrazione sociale. È attiva per la città lombarda con sportelli psicologici e ha vinto il premio Milano Donna del municipio 8 per le pari opportunità. Da quest’anno con Promise sono l’ente gestore del Centro Milano Donna di questo municipio. Errante ha curato l’organizzazione e la ricerca fondi del festival. Promise, organizzazione di promozione sociale e cooperazione internazionale anch’essa esistente dal 2019, supporta l’empowerment femminile con percorsi di mentoring e inserimento socio-lavorativo. Tra le sue fila ha operatrici ed interpreti provenienti da tutto il mondo e negli anni si è occupata di donne migranti e rifugiate.

Livia Abbatescianni ad un evento di Promise

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