La masturbazione dei portatori di pene non è così banale come siamo abituati a credere

*in questo articolo nello specifico parlo di uomini eterosessuali cisgender con cui ho esperienza

Tutti i generi sono uguali quando si masturbano. Questa è la conclusione alla quale sono giunta dopo esperienze personali e sondaggi sui social. Tuttavia non mi sono accorta di questo importante particolare finché non si è accesa la lampadina direttamente davanti a me. Siamo così occupati ad elevare la masturbazione femminile per vulva e vagina multitasking che il pene viene considerato solo come un “coso” che si eccita semplicemente se lo si massaggia ripetutamente dal basso verso l’alto e viceversa. Che ci vuole? Tutti i peni orgasmano alla grande nonostante la tecnica! Non è esatto.

La prima volta che ci ho riflettuto ero ad una cena di arrosticini abruzzesi (sì, noto l’ironia). Complice forse il vinello rosso della casa, una coppia di amici ha rivelato che lei aveva una pressione diversa quando lo masturbava, anche se questo non comprometteva l’esito. La differenza di pressione è stata salutata con meraviglia da noi donne ascoltatrici, non solo per la constatazione che le mani altrui raccontano una storia differente, ma anche probabilmente perché il pene viene considerato come un mero oggetto di pongo sempre dritto e pronto. D’altronde nella mia storia sessuale ricordo pochi uomini che mi abbiano detto come si masturbavano esattamente da soli. Nessuna indicazione specifica, mi hanno fatto seguire solo “il sentimento” del momento, quando io avrei apprezzato una sorta di bussola. Chiunque abbia a cuore il piacere del proprio partner fisso o occasionale, saluta con gratitudine ogni piccola guida. Mi sono imbattuta di nuovo nella riflessione qualche tempo fa, nel mentre che un tizio mi spiegava come più gli piaceva masturbarsi. Ho deciso quindi di approfondire la questione. Gli uomini hanno un solo modo di venire oppure molteplici?

Foto: Luca Matarazzo

La seconda opzione della domanda è la risposta giusta. Il “metodo classico” come chiamato da molti non è disdegnato ma ci sono delle varianti: c’è chi tiene ferma la base e stimola in su e giù la parte superiore concentrandosi sul glande, tanti che coinvolgono l’ano per raggiungere un orgasmo più forte, qualcuno massaggia i testicoli o si stimola i capezzoli perché sua grande zona erogena, altri usano lubrificanti o sex toy. Un follower Instagram addirittura ha provato il massaggio prostatico ispirato da un programma tv sull’argomento e lo consiglia come metodo per raggiungere un orgasmo più intenso. Purtroppo un punto chiave che mi interessava ha ricevuto poche risposte: comunicate le vostre tecniche ai partner? Tre persone hanno ammesso di dirlo ed una ha confessato: “Lascio fare se no il bello svanisce. Dopo un po’ correggo”. Per il resto, silenzio. Spero non sia la tendenza generale e che non si dia nulla per scontato. In caso contrario, uomini, non abbiate timore di comunicare i vostri bisogni. Fornite le coordinate senza paura e, se necessario, non solo con “vai più piano o stringilo meno o più forte”. Il piacere deve essere ricambiato adeguatamente se possibile, non accontentiamoci sempre delle briciole.

Sarebbe un paradosso non essere sinceri per la categoria maschile che per istituzione è abituata a vivere una sessualità libera ma non senza paturnie. Se non sei continuamente performante, non ti vogliamo. Se non fai sesso dalla mattina alla sera soprattutto quando sei single, sei uno sfigato. Bisogna sempre essere gagliardi per la legge del patriarcato. Tuttavia, in questa continua dimostrazione di “durezza” accadono episodi curiosi, interessanti e soprattutto liberatori. Navigando per questa ricerca, ho letto un articolo di GQ America che parlava dei gruppi di masturbazione che vanno di nuovo di moda in USA (se avete letto i miei post precedenti, questo fenomeno non è una novità, risale nella modernità almeno alla fine degli anni Settanta ed è nato nella comunità gay americana —> anche se i primi gruppi maschili di masturbazione risalgono all’Antico Egitto) e sono anche frequentati da eterosessuali. Il motivo? La maggior parte di loro ha vissuto delle esperienze, specialmente in età adolescenziale, di masturbazione di gruppo e non ci trova nulla di male. Tumblr ha dato un nome in inglese al fenomeno “buddy bating“. Il numero di pareri che confermano questa pratica tra i miei followers è stato superiore alle domande generiche sulla masturbazione maschile. È successo a tanti o lo hanno sentito raccontare da amici, e spesso è accaduto che l’amico o il conoscente aiutasse l’altro a venire o si creassero situazioni di piacere reciproco. Alcuni hanno scoperto di essere bisex così.

Uno dei motivi principali per cui ci si masturba in gruppo è che da piccoli sembra naturale e non si pensa per nulla alle etichette imposte dalla società. Da adulti, se non si hanno tendenze sessuali verso il proprio stesso sesso, lo si fa per esibizionismo, curiosità o mancanza di comunicazione e condivisione con il partner. Diversi partecipano a questi “collettivi” che poi si trasformano in club (jackoff clubs) per ottenere approvazione, sfogarsi e cercare amore/affetto. Qualunque sia la motivazione, masturbarsi fa bene all’autostima, all’umore ed al corpo. Dovrebbero farlo anche le donne insieme, come in questo video di Erika Lust, e non soltanto in workshop o lezioni sulla masturbazione. Perché? È un modo per abbattere le proprie barriere, conoscere e scoprire nuovi lati di sé. Imparare a comunicare la propria sessualità agli altri è fondamentale per vivere bene e sereni senza tabù. L’ideale è provare ciò che ci piace o rende curiosi e trasmetterlo. Nella masturbazione siamo tutti uguali nella nostra diversità e molteplicità di risposte. Bisogna solo iniziare a dircelo.

foto: Luca Matarazzo

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