La seduzione degli occhi è un’arte dimenticata

Il mio principale strumento di seduzione sono gli occhi, azzurri e grandi. Anche se non li uso come dovrei. Anzi, in genere vengo colpita da un complimento a tradimento “che begli occhi” durante il quale o li spalanco o li abbasso ringraziando. Solo crescendo mi sono scattata qualche selfie con luce strategica o ho realizzato video Instagram nel quale erano particolarmente illuminati. Non li ho mai usati conscia del loro potere seduttore. E non saprei come farlo. Ho sempre pensato che la seduzione debba essere sempre più di un quarto inconscia, altrimenti si è tutti degli attori che recitano una parte. È vero però che nel corso del sesso gli occhi vengono usati spesso, se si è oltrepassata la fase “occhi chiusi”. Personalmente, quando li tengo troppo serrati, significa che non sono eccitata e mi trovo in tutt’altro mondo.

Eva Green in Le Crociate (Kingdom of Heaven)

Il contatto visivo è importante nel sesso e può eccitare particolarmente durante un cunnilingus o una fellatio. Ma possono gli occhi da soli far venire le persone? Magari orgasmare no, ma alcuni dicono di sì, pur se molti si riferiscono allo sguardo più che agli occhi come ad oggetti in sé. E qui entriamo nel sempre sorprendente ambito feticista e guardiamo al Giappone, terra garanzia di grandi soddisfazioni nell’ambito di bizzarrie sessuali. È qui che si è sviluppata la pericolosa pratica dell’oculolinctus tra gli studenti, in cui si leccavano le orbite degli occhi. Che poi si è scoperto non essere vera e priva di fondamento, una fake news creata ad arte da un giornale specializzato in subculture. Ma è vero che questa falsa storia ha “ispirato” video cum shot su Pornhub in cui un pene viene su un singolo occhio aperto (voce “eyes cum” o “japanese eyes cum”). Per quanto capisca un facial, non mi spiego il feticismo per l’occhio in sé. Può capitare che gli occhi imbarazzino per la loro bellezza, ma in qualche modo è l’insieme del viso che fa la persona attraente.

Una pratica invece molto vista in manga e cartoni è quella di leccare le lacrime, in genere della donna, considerato in genere come gesto erotico/tenero/romantico.

È lo sguardo che cambia il gioco. La volontà che si trasmette attraverso di esso può essere di interesse, desiderio, consenso, comando. È uno strumento di comunicazione fondamentale che oggi spesso non viene usato al suo massimo. Nel passato era usata di più perché esistevano più costrizioni e divieti sociali. Siamo tutti impegnati a fare gli zombie con i cellulari ed a guardare distrattamente le persone, pure quando queste ci piacciono. Kezia Noble, una famosa dating coach per uomini, afferma che la seduzione non verbale è un’arte perduta. Siamo troppo abituati al sexting ed a passare subito al sodo. Si dice sempre che la chimica è un qualcosa di naturale, in parte è sicuramente vero, ma dall’altra se le persone sono sempre più distratte, spesso non si impegnano a mostrare loro modi di fare attraenti o lati di sé interessanti, che magari si scoprono solo col tempo…quando di tempo ad un primo incontro ce ne è poco! La tecnica di Kezia, chiamata The Upside Down Triangle, non è altro che sedurre con il ritmo rallentato della voce ed il contatto degli occhi. Dura pochi secondi e poi si ritorna al tono normale e si distoglie lo sguardo. Non credo molto in questi metodi, se uno non ci sa fare, non impara dal nulla e si dovrebbe allenare in appuntamenti con persone diverse. Il punto è che se non piacciamo all’interlocutore possiamo risultare veramente ridicoli. Meglio cogliere qualche segnale positivo prima di tuffarsi.

Glenn Close e Michael Douglas in Fatal Attraction

Il contatto con gli occhi, la comunicazione non verbale sono ormai dei grandi assenti, almeno nel contesto pubblico. Ovvio che sedurre con lo sguardo non significa fissare. Basta un istante per agganciarsi con lo sguardo se lo scopo è simile. Ma come si fa nell’epoca di app e telefonini? Bisogna tornare ad osservare. Non uno schermo ma le persone. Guardarle sul serio. Riconoscerle come occupanti uno spazio. Ascoltarle veramente. Andare agli eventi da soli, fare conoscenze, senza necessariamente affidarsi ad un app (anche se in queste situazioni Happn potrebbe essere utile se proprio si vuole incontrare con sicurezza qualcuno). Però quanto è bello essere intrigati da uno sguardo intuendo le sue intenzioni senza conoscerle appieno?

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