Foto copertina: a sinistra, Vogue Us
Barbette voleva diventare un acrobata di circo. Firmò un contratto per un posto nello spettacolo delle Alfaretta Sisters (era il sostituto di una delle due, deceduta da poco). Fece buon viso a cattivo gioco e diventò una star dei ruggenti anni Venti esibendosi nei maggiori teatri e locali di Parigi. A fine spettacolo rivelava di essere un uomo. Erdem Morialoglu ha preso Barbette come musa ispiratrice per la sua collezione P/E 2027, come fece il poeta d’avanguardia Jean Cocteau, che gli dedicò anche un saggio sul teatro, Le numéro Barbette.
“Era quasi come se non stesse cercando di essere una donna o un uomo – spiega Erdem a Vogue Us – Lo si può vedere molto chiaramente nelle immagini scattate da Man Ray”. Il fashion designer si riferisce alla serie di foto prima e dopo gli show, scattate dal celebre fotografo surrealista. Il suo intento era quello di comporre un mix di “femminile” e “maschile” per creare una persona androgina. Piume, cristalli, strass, body chain e abbigliamento da scena si abbinano a frac, cappotti, camicie, maglioncini, biancheria intima e vestaglie da camerino.
La storia di Barbette è stata tragica (si suicidò nel 1973), ma Erdem è riuscito a rendergli giustizia con una collezione elegante e pezzi interessanti. Una ricostruzione completa della vita del performer la trovate qui.





