Torna Eroticashion, la moda vista da una prospettiva erotica! Si sono appena concluse le sfilate londinesi dell’autunno/inverno2025-26. È un mix tra cupe figure distruttive e riappropriazione dei propri spazi – femministi e queer – per combattere uno scenario internazionale non confortante.
1. “Venus in Chaos” è il titolo della collezione della stilista turca Dilara Findikoglu, che l’ha definita un ammutinamento del divino femminile. “Si tratta di trovare la bellezza attraverso la distruzione – ha spiegato – È un po’ sulla mia vita e anche quella di tutti”. Il processo del trovare una nuova pelle è stato descritto dall’ultimo abito di pelle dorata inciso dal suo fidanzato tatuatore Jonah Slater con motivi floreali simili ad arterie, creato dall’artigiano body designer Whitaker Malem.
2. Dimitra Petsa riflette su amore e desiderio nel suo brand Dipetsa. Ha costellato la sua collezione di bigliettini con messaggi d’amore, baci di rossetto a stampo su pantaloni bianchi, indumenti sprimacciati come delle lenzuola dopo aver fatto sesso. Per lei il desiderio ci collega più da vicino alla nostra divinità femminile e a Dio: sessualità e spiritualità possono essere una cosa sola.
3. “Ora più che mai è importante essere visibili, essere visti, mantenere il nostro spazio, e non renderlo o concederlo“. Così ha affermato il fashion designer Ashish Gupta nel backstage della sua sfilata Ashish sgargiante e piena di slogan di resistenza.
4. Atmosfera disco nostalgia da Conner Ives con brani di Diana Ross e una rivisitazione jazz di “Super Bass” di Nicki Minaj. Una collezione ispirata al mondo delle showgirl anni Ottanta e Novanta in cui “si poteva avere un vestito favoloso firmato da un designer senza che ci fossero quattro o cinque cifre, che ora si è perduta nel Ventunesimo secolo”. Spiccano in particolare i leggings dai colori brillanti (che sembrano più fuseaux) e sandali con cinque stringhe alla schiava. Lo stilista americano è uscito in passerella con la maglietta “Protect the dolls” per sostenere la comunità transgender Usa, che attraversa un periodo terribile a causa dell’amministrazione Trump.
5. Daniel Lee a Burberry è stato influenzato dall’eccentricità di “Saltburn” e ha voluto riportare sulla passerella quello spirito bohémien. D’ispirazione anche “Brideshead Revisited”, “Gosford Park”, “Downton Abbey”. Da notare il ritorno dei cuissard, stivali altissimi, per party sexy e decisi.
6. Lingerie, imbracature e volant sono la cifra stilistica di Simone Rocha. Ha ammesso che oggi si sente la tartaruga della favola di Esopo, che con perseveranza e umiltà raggiunge tutti i traguardi. Celebra, infatti, quindici anni dalla creazione del marchio.
7. Harris Reed, designer britannico-americano, si è chiesto col suo team queer-femminile come proteggiamo noi stessə in modo da renderci nobilə e bellə. La sua è una clientela da red carpet che vuole mostrare le piume al mondo. La sfilata è stata aperta dall’attrice Florence Pugh con una frase emblematica del carattere ribelle di Reed: “It is only when we are no longer fearless, that we can begin to create”.
8. Richard Quinn rievoca l’haute couture degli anni Cinquanta e Sessanta ad una festa privata con tanto di edificio georgiano alle spalle e neve che cade. Vestiti bianchi e neri con corsage di rosa in vita o al collo. L’obiettivo del designer è portare l’allure di una certa Parigi a Londra










