Ho scritto la Postfazione dell’antologia erotica a fumetti Don’t Open

Sono molto contenta di aver scritto la postfazione dell’antologia erotica a fumetti di Don’t Open edita da Cappuccino Express . Ringrazio tantissimo Elena Ominetti
per avermi chiamato a partecipare a questo progetto finanziato tramite Kickstarter!

All’interno trovate storie brevi di tutti i tipi e per tutti i gusti di autori dagli stili sempre diversi. Vi lascio la mia postfazione nei commenti se volete capire meglio di cosa si tratta.
Se volete saperne di più del progetto, vi lascio il link in bio sul mio canale Telegram e sulle stories.

Al momento il volume è solo disponibile per il preordine e ritiro al Lucca Comics per chi viene alla fiera. Dopo, potrà essere ordinato sul sito di Cappuccino Express.

Di seguito vi riporto la mia postfazione.

Quando Elena Ominetti mi ha chiesto di scrivere la postfazione all’antologia erotica Don’t Open, ho accettato con entusiasmo perché si tratta della prima firmata in quanto sex blogger di Fiore Avvelenato. Ho sempre letto tanti fumetti ma ho dato poche chance a quelli che ritraevano il sesso esplicito perché costruiti su standard fisici e narrativi in cui non mi riflettevo. Essendo una divoratrice di manga, la categoria ecchi (gli hentai sono gli anime) non mi ha mai dato grande voglia di comprarla perché in Giappone gli organi sessuali
non sono rappresentati nei fumetti, solo accennati, nonostante la legge che lo
proibiva sia in teoria decaduta dagli anni Novanta. Quindi si trovano bollini,
pixel o vere e proprie ‘cancellature’ sopra le parti incriminate. In quelli italiani,
la storia è diversa. In genere la donna nuda diventa oggetto da disporre come
si vuole e spesso la sua nudità è irrilevante per la storia a meno che non ci si
faccia sesso. In Don’t Open non c’è nulla di tutto questo, anzi è l’antologia più
inclusiva e libera che abbia letto finora. Brevi episodi con fantasie sessuali,
mondi fantasy, orge, rapporti omosessuali, transgender, masturbazione, sesso
anale, feticismi nel segno della più totale libertà sessuale. Ogni tipologia di
corpo è rappresentata e accettata come scrigno di piacere. Le tecniche usate
sono molteplici e soddisfano i gusti grafici di tutti.
In 160 pagine di volume le storie sono tante ed è impossibile per me nominarle tutte in una sola pagina, quindi segnalerò quelle che mi hanno più colpito. Una dal significato magnifico è Karanthos Beach di Marco N.G. Filipponi e Valentina Perrone. In una grotta su una spiaggia greca un uomo e una donna transgender fanno sesso protetti da sguardi indiscreti ma all’improvviso entrano delle persone nude, li prendono per mano e li portano allo scoperto con gentilezza per dimostrargli che la passione, il desiderio, l’amore non possono essere nascosti ma vissuti all’aria aperta. Disperato Erotico di Elena Ominetti è il sogno di una cosa a tre tra la protagonista, il suo amante e il suo compagno ufficiale. Non risponde all’amante che la chiama durante la notte ma usa il cellulare per masturbarsi e dopo l’orgasmo abbraccia il compagno soddisfatta. Non facciamo i timidi, almeno una volta nella vita ce lo siamo immaginato. In Hellbound di Fiammetta ‘Fidi’ de Innocentis un diavolo in un harness BDSM entra in Chiesa e provoca un prete che sembra conoscerlo bene. Il pene del demone si trasforma in vagina e il prete capisce che non è tagliato per il suo mestiere. Il gusto del proibito eccita sempre. Fantastica idea quella di Love Gasoline di Alessandro Giampaoletti in cui l’energia del
sesso ricarica un’astronave spaziale al 100%. Esilarante col ghigno Teddy Bear di Cristina Clemente in cui un padre si eccita davanti ad una camgirl col passamontagna che scopre essere la figlia Matilde mentre è sull’orlo di masturbarsi.

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