Preludio
Questa è una nuova rubrica che riguarda le relazioni tossiche e non poteva che nascere sotto la stella di Samhain. Sono rapporti disturbati che nel peggiore dei casi possono portare a gravi conseguenze.
L’idea nasce da una chiacchierata con un’amica in un pomeriggio al mare dove lei mi aggiorna sulle ultime incredibili storie che ha sentito nel background che la circonda. Le narrazioni principali riguardavano relazioni con persone che si sono rivelate problematiche sin da subito o in un secondo momento. Avendo personalmente vissuto alcuni rapporti tossici, ho pensato che c’era abbastanza materiale per raccontare frammenti di vita significativi in linea con lo spirito del blog. Inizio la serie di racconti con una mia esperienza di diversi anni fa scritta in stile narrativo.
Se volete inviarmi le vostre storie, potete farlo a fioreavvelenato913@gmail.com . Oppure potete scrivermi sul mio profilo Instagram @iamfioreavvelenato . Nomi di persone o luoghi non verranno fatti, se non da voi espressamente indicato.
Il racconto dell’orrore
Stava ore e ore al computer da un po’. Chattava con un ragazzo di cinque anni più grande incontrato in un forum e dal nome un po’ strano, mani4c. Un maniaco dell’informatica, del glam rock, del grunge e del freestyle motocross. Le faceva scoprire nomi di band rock sconosciute per le sue orecchie, come L.A. Guns, Twisted Sisters e Alice in Chains.
A lei piaceva perché era il contrario dei ragazzi che la circondavano. Girava col pizzetto, aveva qualche tatuaggio e l’orecchino. Suonava in una cover band e prima o poi anche lei sarebbe andata a sentirlo.
Non era chiaro perché dovessero stare a chiacchierare incollati ad uno schermo invece che uscire e ridere davanti ad una birra. Col passare del tempo, lei divenne sempre più insofferente e lui accampava ogni scusa per non incontrarla.
Lei iniziò ad andarlo a trovare ai suoi concerti e ad altri eventi, però lui era sempre sfuggente.
Quando riuscirono ad incontrarsi da soli, l’appuntamento andò male con lui che parlava troppo, si faceva troppe paturnie e scopriva che aveva la v*g*n* stretta senza provare ad eccitarla. “Si vede che sei frigida” – commentò la scoperta.
All’improvviso le disse che le piaceva un’altra che era la sua ex e lei piombò in una profonda tristezza. Perché non sapeva ancora riconoscere le bandiere rosse e perché era una persona estremamente fedele all’innamoramento. Non capiva che nel continuare a dargli chance, si stava facendo male solo lei.
Poi all’università piano piano lo dimenticò e capì quanto era disturbato il loro rapporto.
Lui continuava a tornare a cadenza di ogni due anni. Le scriveva online. Prima voleva sesso e infine, l’ultima volta, amore. Una sera la chiamò al telefono (mossa temeraria, dato che si era sempre nascosto dietro una tastiera) ammettendo le sue colpe e confessando che all’inizio della loro conoscenza non si era accorto del suo valore. “Ti amo e me ne sono accorto solo adesso!” – aveva esclamato accorato. Era in ritardo di nove o dieci anni. Lei era sul punto di ridere ma si trattenne. “Anch’io ti voglio bene ma non in quel modo”. Non era vero, stava solo cercando un modo per concludere quella conversazione penosa e un bel po’ squallida. Alla fine riattaccarono. Lui deluso, lei sollevata.
C’è un motivo se una relazione non inizia mai.
Quando qualche tempo dopo lui iniziò a seguirle il blog e le chiese per l’ennesima volta su Facebook come stesse, lo bloccò.
Per anni era stata troppo indulgente con una persona che non se lo meritava ed era giunto il momento di porre la parola fine a quello strazio.


