The Idol: cos’è un nudity Rider

Foto copertina: Hbo/Sky

Se avete visto la prima puntata di The Idol su Sky e Now Tv vi sarete accorti che l’intimacy coordinator nomina un fantomatico “nudity rider” mentre la cantante Jocelyn sta scattando un servizio fotografico. “Secondo il nudity rider possiamo mostrare solo il lato della tetta, il sotto della tetta e il fianco laterale”, dice concitato al fotografo. Jocelyn (Lily-Rose Depp) però vuole mostrare il suo corpo e alla fine il suo manager (Hank Azaria) rinchiude in bagno l’intimacy coordinator mettendo a guardia una persona. Il nudity rider è un allegato al contratto di un artista, una sorta di documento extra, che determina quali parti del corpo voglia mostrare o meno. Se non vuole farsi vedere nudo può scegliere una sorta di stuntman, il body double, o degli indumenti di modestia (modesty garments) che possono essere una tutina color carne oppure un merkin (parrucca pubica).

La prima puntata della serie l’ho trovata assurda e autocelebrativa. Il regista Sam Levinson tenta di glissare il successo di Euphoria al momento non riuscendoci. The Weeknd, ideatore e attore (interpreta il proprietario di nightclub Tedros) del telefilm, sembra la caricatura di se stesso, per nulla sexy e poco convincente nella recitazione. Le poche scene di sesso sono imbarazzanti: lei che si masturba e viene autostrozzandosi (lo sguardo maschile etero cis si vede nell’inquadrare il particolare della mano che stringe la gola), lui prende un lembo del suo vestito rosso e sembra volerla soffocare ma estrae un coltellino che strappa la stoffa ad altezza bocca per farla respirare. Per non parlare della foto di Jocelyn ricoperta di sperma messa in circolo in rete e subito virale. Una questione liquidata da lei con un “potrebbe essere molto peggio” e una fumata in sauna (ma si possono fumare le sigarette lì?). E’ plausibile che una star voglia emozioni forti sessualmente parlando perché ha già tutto ma le scene sono piuttosto banali e si vede che sono frutto di una regia e una scrittura stereotipata patriarcale.

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