Bridgerton 3 continua a rappresentare una realtà che ci piace (e speriamo continui così)

Foto copertina: Bridgerton Instagram

Credo che in verità io fossi invidioso di te, del tuo successo, della tua audacia, e adesso non riesco a credere che una donna talmente audace ami me. Ho una fortuna enorme a essere al tuo fianco e a poter assorbire un barlume della tua luce. Se l’unico scopo della mia vita sarà amare una donna eccezionale come te, mi sentirò davvero un uomo realizzato allora“.

La prima volta che ho sentito questo discorso di Colin Bridgerton nell’ultima puntata della terza stagione dell’omonima serie Netflix, la mia reazione non è stata delle migliori. Sì, perché ho pensato che un uomo non rivolgerebbe mai parole del genere ad una donna. La mattina dopo, però, ci ho ripensato. Una donna vorrebbe sentirsi dire questo, non importa se sembra assurdo, e abbiamo bisogno di modelli televisivi che inducano questo tipo di ragionamento per normalizzarlo. Così che i ragazzi che un giorno diventeranno adulti trovino naturale dirlo alla propria compagna. Se non lo rappresentiamo il più possibile nelle storie che raccontiamo, questo non potrà mai succedere.

Foto: Bridgerton Instagram

La trasformazione di Penelope Featherington

La terza stagione mi è piaciuta per diversi motivi, in primis per una sessualità più libera e libertina che alla seconda mancava e che, per me, è una delle cifre stilistiche irrinunciabili di questa serie prodotta da Shonda Rhimes. Penelope Featherington, interpretata da Nicola Coughlan, sboccia completamente in termini di abiti e look e, per fortuna, mantiene il suo peso (nel romanzo dimagriva di ben dodici chili per rendersi appetibile). Da colori come limone, arancio e fucsia, la vediamo abbracciare completamente diverse tonalità di verde e violetto con i capelli pettinati ondulati alla Rita Hayworth o Jessica Rabbit. I costumisti della serie giocano molto con il “layering”, la stratificazione tra motivi e tonalità, per creare certi tipi di colori ed effetti. Usano tutti materiali e decorazioni moderne che creano effetti impressionanti sugli abiti. Per la lingerie delle scene di sesso tra Penelope e Colin, si sono ispirati sempre alla moda del 1813 ma con un tocco di Calvin Klein.

Foto: Bridgerton Instagram

L’accettazione del proprio corpo nelle scene di sesso

Nicola Coughlan ha deciso di girare una scena di nudo in Bridgerton proprio per le costanti critiche al suo corpo durante la serie. Lo ha fatto perché è molto fiera del suo corpo e vorrebbe ricordarselo com’è in questo momento anche ad ottant’anni. È convinta che i corpi cambino e non ci sia nulla di male a mostrare una forma corporea diversa dai canoni estetici standard. Tutto molto bello, se non fosse che l’attore di Colin, Luke Newton, ha degli addominali scolpiti non molto naturali. Non sarebbe ora che tutti abbiano dei corpi un po’ più rilassati sugli schermi?

Rimane però molto bella la scena della masturbazione di Colin a Penelope nel loro viaggio in carrozza che è poco rappresentata nei period drama. La partecipazione degli attori è molto sentita, la scena riesce bene, e Colin, alla fine, decide di fidanzarsi con Penelope. Magnifico anche il passo dove lui denuda lei davanti allo specchio senza cercare di nascondere nulla del suo corpo. La prima volta tra i due è un po’ impacciata, come dovrebbe essere, e lui è molto accorto e premuroso. In generale, ho trovato un guizzo sessuale simile a quello della prima serie e spero continui su questa china perché era ciò che caratterizzava Bridgerton rispetto agli altri telefilm di ambientazione storica.

Foto: BeFunky

Benedict si scopre bisex e Francesca è lesbica?

Trama queer per due. Una per Benedict Bridgerton (Luke Thompson) e un’altra per Francesca Bridgerton (Hannah Dodd), che in questa serie si innamora di John Stirling. Nel primo caso tutto ok perché Benedict sembra essere un personaggio che si presta bene al doppio orientamento sessuale e si tuffa come un pesce nella sua avventura con Lady Tilley Arnold (Hannah New) e Paul Suarez (Luca Aurelio) in un threesome che però, ahimè, sembra un po’ gratuito. Tuttavia, la showrunner Jess Brownell ha dichiarato a Teen Vogue che Benedict sarebbe pansessuale.

Francesca, invece, va incontro ad un destino più triste. Suo marito John Stirling morirà dopo un anno e lei perderà il bambino. Nel libro di Julia Quinn Francesca si innamora di Michael, cugino di Stirling, ma nella serie il suo sguardo si posa sulla sua versione femminile, Michaela. Il dettaglio avrebbe fatto infuriare i fan ma Bromwell ha replicato sempre a Teen Vogue che bisogna dare spazio a tuttə nella rappresentazione: “Gli spettatori queer non hanno ancora avuto l’occasione di vedersi rappresentati in questo show, che cerca di essere inclusivo sotto molti aspetti. Perciò vi chiedo di avere empatia per loro e di comprendere perché è così importante che vengano rappresentati”.

Foto: Bridgerton Instagram

Chi era Lady Whistledown

A differenza del romanzo, Penelope non dimagrisce di dodici chili per rendersi appetibile, ma trasforma solo il suo look. Nel romanzo è ormai una trentatrenne, anziana per l’epoca, quando si unisce con Colin (ventottenne), mentre nella serie lei ha ventidue anni e lui venti. Il suo percorso da donna in carriera non è facile e probabilmente era quasi impossibile per l’epoca Regency, ma si basa su una scrittrice inglese realmente esistita vissuta nel Settecento, Eliza Haywood. Scrisse un opuscolo di gossip sulla società londinese che si chiamava “The Parrot” (“Il Pappagallo”), e fu pubblicato nel 1746 settimanalmente per nove numeri.

Il punto di vista di “The Parrot” era quello di un pappagallo verde arrabbiato che informava il suo pubblico, per la maggioranza uomini dei caffè dove circolavano questo tipo di periodici, che era un animale ridotto in schiavitù, prelevato dalla sua casa nelle Indie Orientali e spedito in diverse parti d’Europa prima di arrivare a Londra. Qui, nella sua gabbia in casa di una famiglia aristocratica, osservava il mondo dall’alto del suo giudizio. All’epoca le scrittrici venivano spesso denigrate e accusate di ripetere “a pappagallo” le idee degli uomini senza pensare con la propria testa. Quindi, Haywood ebbe l’idea di usare la satira per dire la verità sul potere, che era in mano agli uomini. Ne ho parlato qui su Leggo.

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