Una Donna Promettente è geniale ma non rivoluzionario

Il 13 maggio sarebbe dovuto uscire in Italia Una Donna Promettente (Promising young woman, 2020), prima pellicola della regista e attrice inglese Emerald Fennell, prodotta dalla LuckyChap Entertainment di Margot Robbie. La data è stata posticipata ad oggi 24 giugno perché il doppiaggio italiano ha scelto un uomo al posto di una donna per doppiare la transgender Laverne Cox, che nel film interpreta Gail, e ha dovuto sostituirlo per le polemiche suscitate. Ci abbiamo fatto una figuraccia internazionale, l’ha riportato anche The Guardian per fare un esempio su tutti, e ovviamente è stato segnalato con sdegno da Laverne. Questo dimostra quanto ancora il nostro Paese sia ignorante sul tema.
Cassandra Thomas (Carey Mulligan) fa finta di essere ubriaca per farsi portare a casa da quelli che sono considerati dalla società come dei bravi ragazzi ma che poi si trasformano in lupi. Quando stanno per fare sesso con lei, Cassie gli chiede con una voce ultrasobria: “Che cosa stai facendo?” Ogni settimana inscena lo stupro della sua amica Nina Fisher, avvenuto sette anni prima all’Università di Medicina Forrest, mentre lei era totalmente ubriaca, incapace di intendere e di volere. Il colpevole, Alexander Monroe (Chris Lowell), non ha scontato la sua pena, anzi, si è laureato con 100 e lode e ora sta per sposarsi con la modella Anastasia. Riuscirà Al a coronare il suo sogno evitando la collera servita fredda di Cassie? Gli spoiler arrivano tra un attimo, siete avvertiti.

Gail (Laverne Cox)

La trama (ATTENZIONE: SPOILER)
Cassandra Thomas (Carey Mulligan) è alla soglia dei trent’anni e vive ancora con i genitori (fatto vergognoso per gli americani). Frequentava l’Università di Medicina ma sette anni fa ha lasciato per lo stupro della sua migliore amica, Nina Fisher, che ora è morta, non si sa per quale causa, forse depressione, da ciò che si evince dalla storia raccontata dai personaggi. Ora Cassie lavora al Make Me Coffee gestito da Gail (Laverne Cox), una proprietaria molto indulgente nei suoi confronti, dato che la donna tratta i clienti con sufficienza. Cassandra di notte si trasforma in un’altra – trucco appariscente, tacchi vertiginosi – e va a cercare le sue “prede”. Si finge ubriaca, viene raccattata da tizi apparentemente normali che la portano a casa loro per abusare di lei. Quando stanno per farlo, lei li blocca con la lucidità della sua parola sorprendendoli. In un taccuino si segna tutti i nomi dei tizi che ha incontrato rappresentati anche da dei numeri romani e li cancella con una sbarra. Nel frattempo, si scorda il suo compleanno e la madre non lo considera normale. Un giorno un suo ex compagno di corso, Ryan Cooper (Bob Burnham), entra nel suo caffè e dopo qualche esitazione da parte di Cassandra, iniziano ad uscire insieme. Ryan sembra restituirle un pezzo di normalità ma non c’è pace nell’universo di Cassie finché la sua vendetta non sarà completa. Intanto la donna scopre che l’ex avvocato di Al Monroe, il signor Green (Alfred Molina), riceveva bonus dal suo studio se riusciva a far mollare cause di molestie contro i suoi clienti e chiede a Cassie di perdonarlo. La donna in seguito ad un incontro con una sua vecchia compagna di corso, Madison (Alison Brie), in cui l’ha spaventata in modo subdolo, riesce ad ottenere una prova insperata dello stupro di Nina, che è stata ripetutamente abusata da Al Monroe da ubriaca e probabilmente sotto una droga che le hanno fatto scivolare nel bicchiere. Nel video girato dall’amico di Al, Joe (Max Greenfield), che non viene mostrato al pubblico, si sente anche la voce di Ryan che non vuole essere ripreso e ride di quello che sta facendo Al su Nina. Cassie rompe con Ryan minacciandolo che invierà quella ripresa a tutti se non le rivela dove Monroe terrà la festa di addio al celibato. Ottenuto l’indirizzo, Cassie si presenta vestita da infermiera sexy nella baita della festa di soli uomini, li addormenta con un sonnifero nella vodka, va nella stanza da letto con Al Monroe e lo ammanetta al letto. I due discutono di Nina e Cassie gli monta sopra con un coltellino chirurgico per incidere il nome dell’amica sul suo stomaco ma Al riesce a ribaltarla e a soffocarla con un cuscino. Il mattino dopo, Joe lo scopre con il cadavere di Cassandra e lo rassicura dicendo che non ha fatto nulla. Bruciano il corpo e la polizia si mette sulle orme di Cassie perché risulta persona scomparsa. L’avvocato Green riceve il cellulare di Madison con il video e una lettera di Cassandra che gli dice di consegnarli alla polizia in caso di sua scomparsa. Qualche giorno dopo la polizia irrompe al matrimonio di Al con Anastasia arrestando l’uomo mentre Joe se la dà a gambe. Il telefono di Cassandra invia degli sms pre-programmati a quello di Ryan: “Non pensavi questa fosse la fine vero? Lo è adesso”.

Cassie (Carey Mulligan)

Sanità mentale di Cassandra
Esiste una scena in particolare in cui la regista ci fa dubitare della sanità mentale della protagonista. A seguito del suo incontro con la rettrice dell’Università di Medicina, Dean Walker (Connie Britton), Cassandra sembra essere svenuta o caduta addormentata sul volante della sua auto ad un incrocio. È risvegliata dal clacson di un tipo in un pick-up che la insulta per essersi fermata con l’auto nel bel mezzo di una strada. Lei per tutta risposta, esce dalla macchina, prende il crick sul suo sedile anteriore e gli rompe i fanali posteriori e danneggia pesantemente il vetro anteriore. Il tizio se ne va scioccato e lei rimane in mezzo alla strada a fissare la direzione in cui è sparito il tipo. Sembra che si sia sfogata in modo trionfante, ma dopo il passaggio del treno sul ponte dietro di lei, si porta la mano alla fronte rendendosi conto di ciò che ha fatto e dice: “Cazzo!”
Quando la polizia va a casa dei genitori per reperire delle informazioni sulla sua scomparsa, questi dicono che la figlia era un po’ instabile ma stava migliorando. Cassie in effetti dalla morte di Nina si è chiusa a riccio: non ha amici, fidanzati o sogni nel cassetto, a parte la vendetta. In molti non esperti potrebbero giudicare il concentrarsi su una sola causa come una forma di autismo ma non è così. Il comportamento di Cassie è dovuto a un trauma multiplo: lo stupro della sua migliore amica quando lei non c’era (quella sera infatti non aveva accompagnato Nina alla festa con Monroe) e la morte della stessa per le conseguenze mentali di quell’abuso. Cassandra dice che dopo lo stupro, Nina era completamente un’altra persona. È come se lei avesse somatizzato il dolore dell’amica e l’avesse trasformato in un sentimento di vendetta, che non fa bene a nessuno, a partire da lei stessa, come le dice la madre di Nina (Molly Shannon). Forse l’unica “malattia” di cui soffre è l’amore morboso e assoluto verso la sua amica d’infanzia persa per sempre, di cui vuole riscattare la dignità.

Cassie e Nina

Lo stupro
La rappresentazione dello stupro in questo film è molto interessante. Non lo vediamo mai ma ne sentiamo il racconto e ricomponiamo i tasselli del puzzle a mano a mano che la pellicola si svolge. Dobbiamo credere per forza a Cassie sulla fiducia fino a che viene ritrovato il video dello stupro di Nina. Fennell evidenzia una caratteristica degli stupri quando accadono: la vittima viene spesso non creduta. Non le si dà nemmeno il beneficio del dubbio. Cosa che invece viene data in automatico agli stupratori, soprattutto se uomini. Al è stato creduto perché aveva fama di “bravo ragazzo” ed era popolare.
Fennell ha voluto proprio sottolineare la leggerezza con cui la società di oggi tratta la violenza sulle donne: come se fosse normale proprio perché si è donne. Madison dice a Cassie che non ha creduto alla storia di Nina perché quest’ultima aveva la reputazione di andare a letto con tutti. È come dire: è stata stuprata perché aveva la minigonna. Nessun tipo di comportamento legittima o giustifica una violenza.
Nina era una persona come tante che è stata umiliata e trattata come se fosse un fantoccio di cui fosse facile disporre. “Ad un certo punto”, racconta Cassie ad Al, “il tuo nome era ovunque su di lei ed intorno a lei”. Mentre tutti si sono scordati il nome di Nina, come se avesse avuto poca importanza, tutti si ricordano quello di Al. Meglio dimenticare e seppellire invece che chiedere scusa, fare ammenda, ammettere di aver gravemente sbagliato.
In questo film la parola stupro non viene mai pronunciata. I personaggi evitano di dirla come se fosse un anatema che una volta espresso ricadrà su di loro come una maledizione. Sembrano non sapere che la realtà supera la magia.

Jerry (Adam Brody), prima “vittima” della vendetta di Cassie che vediamo nel film

Femminismo e #MeToo
Il film, un revenge movie travestito da dark comedy, è stato subito salutato e osannato come la pellicola che rende omaggio al movimento #MeToo e che riscatta finalmente le vittime di stupro (spesso chiamate “survivor” anche in italiano) non solo vendicandosi a sua volta sullo stupratore, ma attraverso i discorsi diretti e lucidi di Cassandra da giustiziera con uno scopo sociale. Cassie infatti fa comprendere al pubblico, che fissa beffarda dopo essere stata buttata sul letto da un tale Jerry (Adam Brody), che c’è qualcosa che non va nella nostra società se è considerato la prassi per un uomo approfittare di una donna ubriaca. Cassie fissa con altrettanto sguardo perforante di sfida gli operai fuori da un cantiere che le fanno uno spudorato catcalling solo perché sta tornando a casa a piedi nudi e le scarpe col tacco in una mano. Anche questa è una molestia che le donne e chi si riconosce come tale subiscono nel quotidiano in modo attivo (risposte a tono o minacce di denuncia) o passivo (ignorando). I “nice guy” (bravi ragazzi) che portano a casa Cassie la considerano un oggetto sessuale a cui possono fare quello che vogliono privi di ansia da prestazione: Jerry le offre un liquore al mandarino e Neil le strofina cocaina sulle gengive, entrambi incuranti della sua condizione di totale black-out. Infine, le vittime di stupro e gli amici che le sostengono spesso non vengono creduti senza prove concrete dello stupro, per questo Cassandra ha il nome della celebre profetessa non creduta nell’Iliade di Omero.
Nonostante il film sia stato chiaramente influenzato dall’era corrente, Emerald Fennell, in un’intervista al Los Angeles Times, ha dichiarato che sì il suo intento era di sovvertire i tropi del genere della commedia romantica ma il suo film è stato scritto prima dell’esplosione del movimento #MeToo. “Mi fa venire i brividi usare un movimento come trampolino di lancio per quella che è fondamentalmente un’impresa commerciale”. Quindi l’intento iniziale non era politico, ma il prodotto può sempre sfuggire di mano ai suoi creatori, come di frequente succede. Fennell ha voluto il film uscisse nel giorno di San Valentino non per scherzo ma perché desiderava fosse un “Hollywood movie” da popcorn come quelli che ama. Ha detto al Los Angeles Times, però, che spera che il film funga da cavallo di Troia per aprire una conversazione più ampia sull’argomento. Le interessava fare un film su come le persone vengano a patti con un fatto deplorevole in cui tutte sono state complici e su come cerchino di corrervi al riparo.

L’ispirazione
L’ispirazione di Emerald è partita dal suo corto Careful How You Go (Stai attenta a ciò che fai, 2018, presentato al Sundance Film Festival), citato nel titolo del libro che Cassie legge al bancone del Coffee Shop, sui modi diversi in cui le donne possono essere cattive e spaventose. La premessa era: come puoi rovinare la vita di qualcuno senza toccarlo? Una donna promettente è un modo diverso di raccontare la vendetta come normalmente siamo abituati a vederla sullo schermo (omicidi, orribili incidenti). La commedia romantica anni Novanta viene completamente smantellata: Cassie e Ryan sembrano vivere la storia della loro vita, arriva un video compromettente e diventano acerrimi nemici senza fare la pace prevista alla fine da questo genere.
I film che hanno fatto da concime alla regista sono per sua stessa dichiarazione: Da Morire (1995), Il Giardino delle Vergini Suicide (1998) e American Psycho (2000). I genitori di Cassie vedono seduti sul divano il film La Morte corre sul fiume (1955) con Robert Mitchum nei panni di un predicatore evangelico misogino che uccide donne sole per i loro soldi, inganna un’intera città e viene protetto dai suoi abitanti (un po’ come è successo ad Al Monroe), anche quando uccide la vedova di un ladro col bottino nascosto nella bambola di sua figlia Pearl. La ninna nanna che la bambina canta al giocattolo di pezza, Pearl’s Dream, è usata nella scena in cui Cassandra si rende conto di essere stata ingannata da tutti, persino da Ryan.
Hai ucciso una stripper al tuo addio al celibato? Che cosa sono, gli anni Novanta?”, questo esclama l’amico di Al Monroe, Joe, quando lo trova ammanettato al letto con Cassandra morta al suo fianco. Il paragone non è casuale. Nello specifico potrebbe riferirsi al film Cose molto cattive (1998) in cui nell’addio al celibato del protagonista uno dei suoi amici si apparta in bagno con una spogliarellista che rimane accidentalmente uccisa e viene poi seppellita nel deserto di Las Vegas. In generale, i Novanta hanno prodotto un alto numero di thriller con stripper, tipo Dance with Death (1992), Exotica (1994) e Striptease (1996).
Le canzoni sono quasi tutte pop (trovate la colonna sonora su Spotify): Cassie lavora in un Coffee Shop da foto Instagram, è molto attenta a moda e trucco e li prende molto seriamente sia nelle sue uscite vendicative che con Ryan. Emerald è una fan di Britney Spears e ha voluto inserire una versione strumentale di musica classica della canzone Toxic nella scena in cui Cassie travestita da infermiera sexy percorre il vialetto della baita di montagna dell’addio al celibato di Al Monroe. Nella maggior parte dei casi il pop è usato in modo super ironico provocando un rovesciamento quasi inquietante, da film horror. Toxic parla della dipendenza da un uomo sbagliato, la stessa che Cassie ha nei confronti della vendetta. Boys di Charli XCX descrive come una ragazza voglia un ragazzo per tutti i giorni e Cassie quasi ogni notte si fa portare a casa da un “bravo ragazzo” diverso. 2 Become 1 delle Spice Girls, che è una canzone d’amore tra due che fanno tira e molla, è inserita quando all’inizio Jerry accompagna Cassie in taxi a casa e improvvisamente la invita a salire da lui. E come non dimenticare la versione dark di DeathbyRomy di It’s Raining Men mentre Cassie subisce catcalling dagli operai? Genialmente malefica.

Cassie (Carey Mulligan)

Tiriamo le somme
Forse siete arrivati fin qui per capire per quale motivo questo non sia un film rivoluzionario. Non lo può essere perché la rivoluzione dei costumi e dei modi di pensare non passa per un solo film che cavalca l’onda del nostro momento storico. Emerald Fennell ha fatto bene a ricalcare che il suo è un film commerciale. Il suo messaggio è: non fatevi ingannare, sto raccontando una versione vendibile-appetibile di una storia. La rivoluzione parte non dall’insegnare la vendetta, che non è mai positiva, e quando è servita fredda, è un piatto che non ci interessa più, ma dal far capire che il sistema patriarcale in cui viviamo è sbagliato perché agevola solo una categoria limitata di persone e tutto ciò genera violenza e conduce spesso allo stupro. Una mancanza di educazione al rispetto dei corpi e alla sessualità porta dritto verso la tomba dei diritti civili per tutti. Nel film di Fennell non c’è nulla di tutto questo anche se gli stereotipi del genere sono di sicuro sovvertiti e viene innescata una riflessione ancora non comune, che si spera sia di esempio alle pellicole che verranno.

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