Il vestito da Babbo Natale è ridicolo ma bisogna prenderlo con lo spirito giusto!

Non ho mai comprato un travestimento sexy natalizio perché mi sono sempre sembrati kitsch. Fatevi un giro su Amazon e vari sex shop, capirete. Quattro anni fa in un gruppo di danza del ventre le insegnanti decisero di ballare una coreografia di Natale sulla canzone di Mariah Carey “All I want for Christmas is you”. Acquistarono della biancheria intima sexy rossa con del pelo bianco finto su reggiseno e mutandine e su quest’ultime ci cucirono un pezzo di stoffa paillettato con uno spacco laterale per adattarlo alla nostra arte. Il look era completato da un cappuccetto rosso di paillettes bordato di finta pelliccia bianca con un pon pon sulla punta simile al cappello di Babbo Natale e dei manicotti rossi sulle braccia con bordi spelacchiati bianchi decorati da finti diamantini su due aperture a rombo agganciati con un elastico nero al dito medio. Non so se ci sentissimo ridicole per il costume o per apparire come una sorta di oggetti sessuali. Fatto sta che ci divertimmo molto ad essere quello che non eravamo. Perché il succo dei costumi sexy in fondo è questo: giocare ad essere quello che non sei. Quindi il Natale scorso, con la persona giusta (non tutti apprezzano, chiedete prima di vestirvi per evitare il deludente effetto Bridget Jones), ho rispolverato il costume ma con mutande diverse e cuissard rossi. È stato molto esilarante ma è inutile dire che a meno che non si tratti di un cappello ben inserito in testa, è impossibile mantenerlo in certi momenti. Se siete curiosi, una parte del travestimento è visibile nella foto copertina.

Come è proprio di una persona curiosa appassionata di abbigliamento e laureata in moda come me, mi sono chiesta se ci fosse una storia dietro a questo costume ma non ho trovato libri a riguardo. Solo articoli sul web e tante foto di attrici e pin-up dagli anni Venti fino ai giorni nostri. Tutto ha inizio col costume di Babbo Natale. Come è diventato rosso? Grazie alla veste di San Nicola, vescovo greco vissuto tra il terzo e il quarto secolo d.C., a cui si ispirò il caricaturista politico Thomas Nast, originario della Bavaria, che il 3 gennaio del 1863 pubblicò su Harper’s Weekly un’illustrazione di Santa Claus col costume rosso. Thomas basò la fisicità di Babbo Natale in parte sulla sua corporatura: abolizionista, usò il vecchio barbuto per propaganda (articolo interessante a riguardo qui). Successivamente Fred Mizen e Haddon Sunblom crearono negli anni Trenta delle immagini di Babbo Natale in rosso per la campagna pubblicitaria della Coca Cola (1931). Da quel momento in poi il personaggio indosserà sempre questo colore. San Nicola è stato associato a Babbo Natale in quanto patrono dei bambini e portatore magico di regali per due storie principali. Jacopo Da Varazze ne La Leggenda Aurea riporta che un giovane Nicola volesse spogliarsi di tutti i suoi averi e avesse sentito di un quartiere povero nel quale un padre era stato costretto a far prostituire le figlie perché non si poteva permettere di offrire loro una dote per sposarsi. Per salvarle, il santo regala all’uomo tre borse d’oro che lancia nell’arco di tre notti alla sua finestra aperta. La seconda storia molto conosciuta nel Medioevo è gore. Il vescovo era entrato in una locanda in cui il proprietario aveva appena ucciso tre ragazzi e messo in salamoia i loro corpi smembrati in barili in cantina. Il santo percepì il crimine e resuscitò i ragazzi. L’immagine di Babbo Natale che abbiamo oggi nasce grazie a scrittori e illustratori dell’America Occidentale dell’Ottocento.

Joan Crawford, 1926
“Personally, I’m willing to close my eyes to Reverend Thornton’s methods- after all, the basket fund has already doubled last year’s record.”, E. Simms Campbell, Esquire, 1939.

Col nascere della pubblicità di prodotti natalizi Babbo Natale si istituzionalizzò e già nel 1926 troviamo una Joan Crawford in vestito da Santa Claus sexy che cerca di entrare in un camino. Le foto dell’attrice sono un primo esempio di proto-pin up perché il camino è una metafora per il pene così poi come lo sarà l’albero. Le pin-up natalizie erano già numerose negli anni Trenta ma in questo articolo mi riferisco a quelle che hanno indossato un costume sexy di Babbo Natale. Nello stesso periodo l’attrice Virginia Gray indossò un costume a pois orlato da pelliccia bianca e un cappello di Babbo Natale davanti ad un albero addobbato e l’attrice Mary Martin si fece fotografare molto più vestita con un travestimento di Santa Claus e una gonna a campana che assomiglia ad una minigonna (vi ricordo che all’epoca la minigonna non esisteva come elemento del guardaroba e non era portata). L’ex nuotatrice e attrice Esther Williams negli anni Quaranta si fece scattare una foto accanto ad un cervo finto che ricorda la lingerie sensuale a tema Santa Claus, pur se abbondante pelliccia le copre i punti nevralgici per la pudicizia di facciata di quei tempi. Anche l’attrice e ballerina Cyd Charisse posò con outfit natalizi provocanti, citando Joan Crawford nel set del camino. Nel 1955 Bettie Page tagliò la testa al toro mostrandosi nuda e gioiosa accanto ad un albero di Natale su Playboy: non c’è costumino sexy di Babbo Natale che tenga! Anche il gruppo di danza The Rockettes diede il suo contributo nello sfoggio di vestiti e body corti da Santa Claus. Negli anni Sessanta Elisabeth Montgomery di Vita da Strega seguì le orme di Joan Crawford sedendo con una coscia foderata di calze rosse su un camino, décolleté col tacco a spillo nero e costumino ormai d’ordinanza. Per trovare una mise di Natale più trash negli anni Ottanta c’é Elvira, fenomeno pop americano del film “Elvira – Mistress of the Dark”: body rosso ornato da pelliccia bianca, cinturone nero con fibbia dorata in vita e cuissard neri dal tacco vertiginoso. Leggermente kitsch anche la tutina rossa di Mariah Carey nel video All I want for Christmas is you (recentemente rivisitata con un scollo più pudico nel video per il Magic Christmas Special su Apple Tv). Niente paura comunque, Mariah si stava preservando per la canzone Oh, Santa! con Ariana Grande e Jennifer Hudson in cui indossa un vestitino succinto con scollo a v vertiginoso e spacchetto scosciato. Dopo la mitica Mariah, una sfilza di cantanti si è esibita in costumini sexy di Babbo Natale: Destiny’s Child, Katy Perry, Miley Cyrus, Ariana Grande, per nominare le figure più mainstream.

Elisabeth Montgomery di Vita da Strega prima del telefilm che la rese famosa

Se non vi piace cincischiare con un costume e vi sentite ridicol*, l’opzione B è la lingerie che forse è più sorprendente e piacevole quando è inaspettata (ma ripeto: al partner deve piacere, altrimenti i bollori vanno a farsi friggere). Cosa c’è di sexy nella biancheria intima di Babbo Natale? Vestirsi da portator* di doni è una chiara metafora sessuale che non ha bisogno di spiegazioni. Probabilmente in passato Babbo Natale era più sacro di quanto lo sia adesso, quindi il rovesciamento era più riuscito. Il fatto di essere un regalo per qualcun altro può avere i suoi risvolti positivi o negativi. È ovvio che lingerie di questo tipo può trasformare in oggetti sessuali, ma l’importante è che noi manteniamo la nostra capacità di scelta. Finché ci piace, non ci sono problemi. Una componente fondamentale per buttarsi nel gioco deve essere il divertimento e suggerisco, per non sentirvi a disagio e par condicio, di chiedere al vostro partner di infilarsi in un costumino simile così che il gioco possa essere reciproco!

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