Le sirene fanno parte di questo mondo

Il mio primissimo film Disney che ho visto al cinema è stato La Sirenetta (1989). Prima che arrivasse Belle de La Bella e La Bestia, era lei la mia preferita, oltre che ad essere il primo cartone animato Disney in assoluto che vedessi sul grande schermo. Crescendo, l’ho sempre rivista con piacere, identificandomi con lei, soprattutto nei periodi in cui mi sentivo intrappolata: routine, relazioni, vita in generale. La canzone intitolata La Sirenetta aveva una particolare presa sulla mia anima da curiosa esploratrice: “Ma un giorno anch’io, se mai potrò esplorerò la riva lassù, fuori dal mar, come vorrei vivere là”. Mi immaginavo di uscire fuori dal guscio e camminare nel mondo con le mie gambe. E così è successo…ma sono rimasta sirena!

Moneta con raffigurazione di Atargatis, conosciuta in Grecia come Derketo

La figura della sirena non è sempre stata negativa nella mitologia. Le creature pesce non erano estranee all’antichità. Il dio mesopotamico della fertilità, Dagon, era un tritone. Nello stesso contesto, gli Apkallu erano semidei dalle sembianze di uomini-pesce che insegnarono civiltà e saggezza agli uomini. Atargatis, dea dell’amore siriana, aveva le sembianze di donna-pesce. Nell’antica Grecia la sirena era metà donna e metà uccello, come il demone babilonese della notte Lilit (la “giovane vento”). Poteva avere zampe o testa di volatile a seconda delle rappresentazioni ed essere femmina o maschio, ma all’epoca non ci si curava del genere sessuale di semi-umani. Le sirene erano creature del mondo infero, non a caso erano a guardia di Persefone, e Demetra le punì trasformandole in creature metà animali per non essere state in grado di proteggere sua figlia da Ade. Per altri la loro natura sarebbe frutto della vendetta di Afrodite, disprezzata dalle sirene per i suoi amori. Erano spesso raffigurate nelle tombe perché avevano il compito di consolare i morti ed accompagnarli nell’Ade. Nella storia di Ulisse viene descritto il loro canto micidiale. Quando appaiono il mare si calma, l’atmosfera si silenzia e la loro voce è una calamita, per questo motivo l’eroe si lega all’albero maestro della sua imbarcazione. Il loro nome deriva probabilmente dal greco corda (seirà) ed éiro (legare): imbrigliano a sé con note seducenti il povero malcapitato, che in genere è uomo, e divorano la sua carne (consultare etimologia qui). In questo ambito sono viste come creature ammaliatrici, predatrici più della mente che del corpo. Quando non cantano, suonano strumenti come cetra e flauto. Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio si racconta che la sirena Partenope si sia suicidata sugli scogli assieme alle sorelle Leucosia e Ligeia per l’insensibilità di Ulisse al loro canto e la creatura abbia galleggiato fino alla foce del fiume Sebeto, dove i Cumani fondarono Neapolis, o all’isoletta di Megaride (su cui sorge Castel dell’Ovo). Napoli è l’unico posto in cui una sirena divenne dea protettrice di una città.

Ulisse e le Sirene di Herbert Draper, 1909

Il passaggio da uccello a pesce è stato forse segnato dai bestiari medievali cristiani, dato che nei racconti precedenti erano volatili (Omero non le descrive). Plinio il Vecchio descrive le ninfe Nereidi come metà donne e metà pesci. San Girolamo traduce in latino la versione greca ed ebraica della bibbia (Vulgata) e sostituisce alle parole “sciacalli” e “civette” quella di “sirene” come allegoria. Paragona le sirene anche a dei serpenti, caratteristica che verrà ripresa da altri manoscritti del tempo. Questa confusione ha determinato la crisi d’identità della sirena che nei secoli successivi si trasformerà in una oscura tentatrice. Nel Rinascimento diventa l’epiteto delle cortigiane munite di doti canore. Cantante e single? Sventura sicura! I pericoli dei mari triplicati dopo la scoperta dell’America contribuirono a trasformarla in una virago marina dallo “sguardo di basilisco” (Cornelius a Lapide). Nonostante ci sia un esempio nel folclore del Rio delle Amazzoni di un delfino della specie boto che si trasforma in uomo per irretire le donne e farle rimanere incinte, la malia nei secoli cristiani è esercitata sempre dalla femmina-pesce. Una metafora della condizione della donna oppressa e impedita come la coda di un essere che può nuotare solo nell’acqua, ovvero in un altro mondo.

Kongelike Bibliotek

Nell’Ottocento il mito della sirena diventerà indimenticabile grazie alla storia de La Sirenetta di Hans Christian Andersen (1837). Nel giorno del passaggio all’età adulta alla Sirenetta viene concesso di salire in superficie, vede una nave con un principe e se ne innamora. Lo salva da un naufragio e sparisce prima che possa vederla. Per entrare nel regno degli uomini chiede aiuto alla Strega del Mare che le strappa la lingua in cambio delle gambe per camminare sulla terraferma. Se il principe si innamorerà di lei e la sposerà, otterrà un’anima (secondo Andersen queste creature non la posseggono); se invece sposerà un’altra, la ragazza morirà il giorno dopo di crepacuore trasformandosi in schiuma marina. Il principe però quando la incontra non si infatua di lei perché non ha la voce e si sposa la ragazza che l’ha ritrovato sulla spiaggia dopo il salvataggio della Sirenetta. Questa può riavere la sua pinna solo uccidendo il principe e bagnandosi i piedi nel suo sangue ma non ne ha il coraggio e si butta in mare diventando schiuma. Per la sua bontà, le viene concesso di diventare una figlia dell’aria, un essere invisibile, ed ottenere un’anima dopo trecento anni di buone azioni. Sembrerebbe una metafora dell’adolescenza di quel periodo con una morale: frenare gli istinti passionali e fare le brave bambine obbedendo a ciò che la società aveva in serbo per le donne, il matrimonio combinato con un buon partito. Ma non é così.

Sea maid, Harry Clarke, 1916

Andersen era bisessuale. E molti dicono che probabilmente non sfogò mai questa sua inclinazione rimanendo sempre “vergine”. Una sua biografia del 2005 di Jens Andersen rivela che il suo diario era pieno di croci, che indicavano ogni qualvolta si masturbasse. La Sirenetta rappresenta sé stesso. Fu infatti scritta dopo il fallito corteggiamento di Edvard Collin, di differente ceto sociale, che si sposò con una donna e respinse le sue avance in quanto eterosessuale. Dicono tutti che non ci siano prove scritte che abbia consumato carnalmente sia la sua omosessualità che eterosessualità ma questa è la maledizione che cade spesso sugli scrittori di fiabe come Lewis Carroll. Vengono considerati asessuati o al massimo “strani” adoratori di bambini. Io penso che non necessariamente tutto quello che ci accade nella vita dobbiamo scriverlo. Le sue fiabe parlavano del diverso, che non viene mai accettato ma sempre respinto, che si adatta ad ogni tipo di genere sessuale o discriminazione.

Memoirs of a Mermaid, Amiyah Scott

Forse è anche per la storia dietro al creatore de La Sirenetta, che negli ultimi anni la comunità LGBTQI+ si è appropriata della sua figura. Il parallelismo accade in particolare per le persone transgender, dato che il sesso della sirena è sconosciuto proprio per la sua coda di pesce. I trans, sia femmine che maschi, attraversano la curiosità morbosa per i propri genitali, sono considerat* la metà di qualcosa e di sedurre automaticamente gli “eterosessuali” per la loro natura considerata ambigua. La star tv transgender americana Amiyah Scott ha scritto apposta un libro intitolato Memoirs of a Mermaid (Memorie di una Sirena), dove parla della sua transizione da uomo a donna all’età di quindici anni senza il sostegno dei suoi genitori. Nel 2000 è uscito in Italia con una tematica simile Il volo della Sirena – La vera storia di Diana Casas di Liliana Giménez. Mermaids è un’associazione di beneficenza inglese creata nel 1995 da dei genitori che volevano sostenere i loro bimbi trans e che opera ancora per supportare la loro solitudine e ridurre i rischi di suicidio. Jazz Jennings, ex teen star, autrice di I am Jazz e protagonista del documentario fatto dalla sua famiglia I am Jazz: a family in transition, in cui è spiegato come crescere un bambino transgender, è appassionata di sirene ed ha prodotto code in silicone per raccogliere fondi per la sua fondazione TransKids Purple Rainbow. Le sirene come espressione di libertà di essere chi si vuole sono usate nella Mermaid Parade di Coney Island (New York), che ogni sabato prima del solstizio d’estate dal 1983 sfila come una sorta di carnevale estivo per celebrare i nomi delle vie Mermaid e Neptune Avenue e mostrare i lavori degli artisti locali.

Coney Island Mermaid Parade, foto: huffingtonpost.com

Le sirene sono pure un feticismo. Una sex worker ha raccontato di un cliente che voleva fosse una sirena incapace di respirare per poi arrivare lui a salvarla. L’avrebbe pagata per diversi mesi per inscenare sempre lo stesso gioco. Eric Ducharme diventa un tritone infilandosi una coda e nuotando in una sorgente d’acqua naturale tre volte a settimana in Florida. Eric ha fondato un brand di moda di bellissime code, The Mertailor, che collabora con Project Mermaids – Save Our Beach della fotografa Angelina Venturella. Il progetto di beneficenza consiste nell’immortalare persone vestite da sirena e devolvere il 50% del ricavato alla salvaguardia di spiagge e oceani. Col trend delle sirene scoppiato nel 2017, la gente vuole sempre di più diventare una creatura dell’acqua. Il mermaiding è l’attività che indica la sirena di professione. Nuotano con code brevettate o finte per spettacoli, party o servizi fotografici. Purtroppo ricevono spesso attenzioni indesiderate dai pervertiti di questo mezzo-animale (in inglese merverts). Voyeurismo, stalking, richieste di foto porno o di iniziare una relazione sono all’ordine del giorno, soprattutto, pare, per le donne. Alcuni molestatori online inviano addirittura dick pic. E qui noto un inquietante parallelismo con l’universo delle sex blogger. Anche noi subiamo il tema del diverso, di chi va fuori dai binari dritti della società, per parlare di sessualità nella maniera che più ci si addice.

Le sirene fanno parte di questo mondo. Sono la diversità che ci contraddistingue nelle abitudini, nel modo di esprimerci, nel genere e nelle inclinazioni sessuali. Le sirene appartengono alla variegata e variopinta umanità.

One Reply to “Le sirene fanno parte di questo mondo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: